Le Capitali – La Finlandia ha messo al bando un movimento neonazista

Il gruppo neonazista chiamato Movimento di resistenza nordica (Pvl in finlandese) è stato chiuso in Finlandia per preservare l'ordine della società. [Shutterstock / Karolis Kavolelis]

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Prima di iniziare a leggere l’edizione di oggi de Le Capitali, sentitevi liberi di dare un’occhiata all’articolo Brexit, la presidenza Ue: “Londra la smetta di giocare” realizzato da Valentina Iorio di EURACTIV Italia.

Leggete anche: Airbus rivela il progetto per i nuovi aerei commerciali a impatto zero di Alessandro Follis, EURACTIV Italia.


 

Le notizie di oggi dalle Capitali:

HELSINKI

Chiuso un gruppo neonazista. La Corte Suprema finlandese martedì (22 settembre) ha ordinato di chiudere il Movimento di resistenza nordica (Pvl), gruppo neonazista diffuso nel Nord Europa, per preservare il benessere generale della società.

La Corte ha constatato – dopo una serie di appelli nella corte inferiore – che il gruppo ha ripetutamente violato la legge e ha agito contro i codici morali accettati, come i diritti umani e l’uguaglianza, anche se il movimento ha difeso la sua esistenza e le sue azioni con i principi della libertà di parola. L’ultima volta che un movimento a sfondo politico è stato chiuso in Finlandia risale agli anni Settanta.

Negli anni, il gruppo di estrema destra ha espresso posizioni estreme contro ebrei e immigrati e i suoi appartenenti si sono resi protagonisti di diversi episodi di violenza.

Secondo il ministero degli Interni finlandese, il gruppo funziona come una sorta di milizia rivoluzionaria, con lo scopo di imporre uno stato nazionalista. Nonostante i pochi membri, qualche centinaio, ha guadagnato notevole attenzione mediatica.

(Pekka Vänttinen | EURACTIV.com)

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ISTITUZIONI EUROPEE

Dettagli sul nuovo patto sull’immigrazione. La Commissione europea presenterà oggi pomeriggio il nuovo patto migratorio dell’Ue, nel quale, secondo le fonti, avrà l’ultima parola, attraverso atti legislativi, quando si tratterà di far rispettare il patto. Tuttavia, non sarà inclusa la redistribuzione obbligatoria. Per saperne di più, leggete qui.

Un rinvio “conveniente”. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha rinviato il vertice dei leader dell’Ue di giovedì e venerdì (24-25 settembre) alla prossima settimana dopo essere stato messo in quarantena a causa di un contatto con una guardia di sicurezza che ha contratto il coronavirus, ha comunicato il suo portavoce. Questo è politicamente conveniente per due ragioni: in primo luogo, non c’è stata l’unanimità per imporre sanzioni contro la Bielorussia a causa del veto di Cipro e ciò danneggerebbe pesantemente la credibilità dell’UE. In secondo luogo, fonti a Parigi hanno detto a EURACTIV che l’agenda del summit potrebbe cambiare, includendo anche i colloqui sul prossimo bilancio dell’Ue e sullo stato di diritto. Le voci suggeriscono che Macron dovrebbe incontrare il premier ungherese Viktor Orbán questa settimana per aumentare la pressione su Budapest sulla questione.

(Sarantis Michalopoulos | EURACTIV.com)

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BERLINO

“Scioperi di avvertimento” del settore pubblico. I dipendenti del settore pubblico in diversi stati tedeschi hanno condotto ieri (22 settembre) uno “sciopero di avvertimento” per aumentare la pressione in una disputa sui salari di 2,3 milioni di dipendenti dopo che le trattative per la contrattazione collettiva non hanno dato alcun risultato.

Le proteste hanno avuto un impatto sulle autorità statali e comunali, nonché su ospedali e asili. Mentre gli oppositori inquadrano la mossa come una mossa dei dipendenti per cercare di trarre vantaggio dalla pandemia, un sondaggio mostra che il 63% dei tedeschi supporta questi scioperi.

(Sarah Lawton | EURACTIV.de)

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PARIGI

Emmanuel Macron chiede all’Europa di affermare la sua sovranità all’Onu. In un discorso registrato all’Assemblea generale dell’Onu, il presidente francese ha presentato la sua visione delle relazioni internazionali in un momento di crisi economica e sanitaria.

A sei settimane dalle elezioni presidenziali americane, ha insistito sulla nozione di sovranità: per l’Ue, che deve essere consolidata per poter esistere tra Stati Uniti e Cina e per altri popoli, dalla periferia russa al Medio Oriente, le cui legittime aspirazioni la Francia ha voluto sostenere senza interferenze.

Ha fatto anche un riferimento alla Turchia: “Noi rispettiamo la Turchia, siamo pronti al dialogo, ma ci aspettiamo che rispetti la sovranità europea, il diritto internazionale e fornisca chiarimenti sulla sua azione in Libia come in Siria”.

(Anne Damiani | EURACTIV.fr)

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BRUXELLES

Il Belgio discuterà le misure anti-Covid nazionali legate ai codici colore. Il Consiglio di sicurezza nazionale belga si riunisce questo mercoledì (23 settembre) per valutare l’attuale situazione del Covid-19 e discutere l’adeguamento delle misure. Potenzialmente sul tavolo: un piano a lungo termine dei codici colore e l’adeguamento delle “bolle sociali”.

Si parla dell’introduzione di colori per indicare il livello di rischio, un sistema simile a quello già in uso in Irlanda. I parametri considerati nel definire questi livelli sono i contagi ogni 100.00 abitanti, il numero di ricoveri ospedalieri e di pazienti in terapia intensiva.

Sarà discussa anche l’idea di collegare il numero di possibili contatti con il livello di rischio definito dal codice colore: questa soluzione sostituirebbe l’attuale massimo numero di contatti, fissato a cinque.

(Alexandra Brzozowski | EURACTIV.com)

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VIENNA

L’Austria occidentale introduce il coprifuoco per i ristoranti. Gli Stati dell’Austria occidentale hanno deciso di obbligare i ristoranti e i bar a chiudere alle 22 invece che all’1 del mattino, dato che i casi di Covid-19 sono aumentati in tutto il paese. Anche se il Cancelliere Sebastian Kurz (Övp) ha chiesto al resto dell’Austria, specialmente a Vienna, di fare lo stesso, finora la richiesta non è stata accolta.

Il governatore di Salisburgo Wilfried Haslauer (Övp) ha dichiarato che uno dei motivi principali del coprifuoco è stato quello di evitare il blocco dei viaggi, dannoso per il turismo invernale. “L’avventatezza non solo mette sotto pressione un intero ramo d’attività, ma minaccia anche il nostro intero Paese con restrizioni ai viaggi e un secondo lockdown”, ha detto Haslauer.

(Philipp Grüll | EURACTIV.de)


 

REGNO UNITO E IRLANDA

LONDRA

Johnson impone nuove restrizioni anti-Covid. I pub e i ristoranti dovranno chiudere alle 22:00 come parte di una serie di nuove restrizioni dovute al coronavirus, mentre il Regno Unito si trova ad affrontare una seconda ondata.

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha avvertito che le nuove restrizioni saranno probabilmente in vigore per i prossimi sei mesi. In Scozia e in Irlanda del Nord, sono stati vietati gli incontri tra famiglie diverse.

Le misure, che includono l’invito a lavorare da casa per quanto possibile, sono state introdotte poche settimane dopo l’incoraggiamento a tornare in ufficio e aiutare le strutture come i ristoranti attraverso l’iniziativa “Eat out to help out”. Saranno aumentate anche le sanzioni per chi non indossa la mascherina e chi viola le regole sugli assembramenti.

(Benjamin Fox | EURACTIV.com)

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DUBLINO

Il centro dati irlandese di TikTok. TikTok ha ammesso che non trasferirà retroattivamente tutti i dati personali dell’Ue al suo nuovo data center in Irlanda quando la struttura sarà completata l’anno prossimo, in una decisione che potrebbe suscitare preoccupazione tra gli attivisti della protezione dei dati in Europa. Per saperne di più leggi qui.


 

EUROPA DEL SUD

ROMA

L’aumento delle infezioni può essere gestito. “Il numero di nuovi casi continuerà a salire, ma la situazione sarà gestibile”, ha detto il viceministro della salute Pierpaolo Sileri in un’intervista di martedì (22 settembre). “Quando si usa il termine “seconda ondata”, nasce il panico. Ma non sarà così grave come quello di febbraio e marzo, perché ora siamo più preparati”, ha aggiunto.

“Servono linee guida europee per ridurre i casi provenienti dall’estero”, ha aggiunto Sileri. Infine, sulla riapertura degli stadi si è detto favorevole, dato che “la situazione è sotto controllo ed è giusto permettere l’accesso alle persone, anche se non a piena capienza”.

(Alessandro Follis | EURACTIV.it)

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MADRID

“Rimanete a casa”. Il Ministro della Salute spagnolo Salvador Illa (Psoe) e il sindaco di Madrid José Luis Martínez-Almeida (Partito Popolare), hanno raccomandato martedì di limitare “al minimo” la mobilità nella capitale, come misure preventive supplementari per contribuire a contenere la rapida diffusione della seconda ondata di Covid-19.

Tuttavia, Illa ha detto all’emittente radiofonica privata Cadena Ser in un’intervista che attualmente non è necessario dichiarare uno “stato di allarme” a Madrid, anche se sarebbe opportuno valutare ulteriori misure complementari per limitare la mobilità e gli incontri sociali nella capitale, se la situazione dovesse peggiorare, ha riferito Cadena Ser sul suo sito web.

(EUROEFE)

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ATENE

Riparte il dialogo con la Turchia. La Grecia e la Turchia hanno concordato un nuovo ciclo di colloqui esplorativi, ha annunciato il ministero degli Esteri greco. I media di Atene riferiscono che una teleconferenza tra il Presidente del Consiglio dell’UE Charles Michel, il Cancelliere tedesco Angela Merkel e il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha sbloccato i colloqui.

L’ordine del giorno di questi colloqui riguarda la principale controversia sin dal 1974, ovvero la definizione delle piattaforme continentali e della Zone economiche esclusive e l’eventuale avvio di un dialogo ufficiale su quali sarebbero le condizioni. La richiesta della Turchia di aggiungere la smilitarizzazione delle isole dell’Egeo non è inclusa.

(Sarantis Michalopoulos | EURACTIV.com)


 

I 4 DI VISEGRAD

PRAGA

Principale produttore di droga. La metanfetamina sequestrata in Europa nel 2018 è stata prodotta principalmente in Repubblica Ceca e nelle sue zone di confine, ha riferito l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt).

Questa droga ad alta dipendenza è stata sequestrata soprattutto in Francia (126 kg) e in Repubblica Ceca (106 kg), ha informato l’Oedt. La Repubblica Ceca è anche tra i pochi paesi europei, insieme a Bulgaria, Spagna e Paesi Bassi, dove negli ultimi anni sono stati scoperti laboratori illegali che producono eroina.

(Aneta Zachová | EURACTIV.cz)

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BRATISLAVA

La legge che limita l’accesso agli aborti perde terreno. La commissione sanitaria del parlamento slovacco non ha approvato un nuovo progetto di legge sull’aborto da parte della coalizione, che prevede la raccolta dettagliata di dati sulle ragioni che stanno alla base della decisione di una donna, un periodo obbligatorio di attesa di 96 ore prima che la procedura possa essere eseguita e un secondo parere medico obbligatorio quando un aborto è indicato per ragioni mediche. Il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa aveva recentemente criticato il disegno di legge, che può comunque ancora passare in plenaria, sebbene con alcuni emendamenti.

(Zuzana Gabrižová | EURACTIV.sk)

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VARSAVIA

Una città polacca ha deciso di rimanere “zona libera da LGBT”. Martedì i consiglieri di Krasnik, in Polonia orientale, hanno votato per mantenere una mozione che dichiara la loro città “libera dall’ideologia LGBT”, mentre le pressioni internazionali crescono su decine di comuni polacchi che hanno preso posizioni simili.

L’ufficio del sindaco di Krasnik ha detto che gli assessori hanno votato 11 a 9 per mantenere la mozione simbolica anti-LGBT+ approvata nel maggio 2019, che dichiarava che la città si sarebbe difesa dai “radicali che lottano per una rivoluzione culturale”.

(EURACTIV.com)


 

NOTIZIE DAI BALCANI

SOFIA

I manifestanti fischiano la portavoce del parlamento. I cittadini bulgari che chiedono le dimissioni del primo ministro Boyko Borissov hanno reso coperto il discorso della portavoce del parlamento Tsveta Karayancheva gridando “dimissioni” martedì. Karayancheva, appartenente al partito Gerb di Borissov (affiliato al Ppe), è intervenuta alla commemorazione del Giorno dell’Indipendenza a Veliko Tarnovo.

I commentatori hanno detto che mai nella storia democratica della Bulgaria si è verificato un tale clamore contro un politico di alto livello. Secondo il protocollo, la portavoce del parlamento è la seconda posizione più importante nella gerarchia statale dopo il presidente. Karayancheva ha continuato il suo discorso nonostante i fischi e ha augurato ai manifestanti una “felice celebrazione”. Le proteste sono ormai al loro 77° giorno.

(Georgi Gotev | EURACTIV.com)

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BUCAREST

Il Parlamento vota per aumentare le pensioni del 40%. Il parlamento rumeno ha votato per aumentare le pensioni del 40%, una mossa che peserà molto su un bilancio già in difficoltà. Tuttavia, il governo di centro-destra del paese, guidato dal primo ministro Ludovic Orban, si è impegnato a combattere con tutti i mezzi possibili il provvedimento adottato dal parlamento socialista.

“L’irresponsabilità del Psd (partito socialista) rischia di gettare la Romania in una crisi economica, che siamo appena riusciti ad evitare”, ha detto il primo ministro rumeno Ludovic Orban.

Orban ha anche sottolineato il fatto che il governo ha già aumentato le pensioni del 14%. Secondo lui, un aumento dal 14% al 40% è completamente fuori linea, poiché le entrate di bilancio del paese sono diminuite e le spese sono aumentate a causa della pandemia di Covid-19.

(Bogdan Neagu | EURACTIV.ro)

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BELGRADO

Grenell: Gli Stati Uniti manterranno le loro promesse. Richard Grenell, l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per il dialogo Serbia-Kosovo, ha detto ieri (22 settembre) nella capitale serba che gli Stati Uniti intendono mantenere le promesse fatte a Belgrado e Priština. “Vogliamo mantenere le promesse che abbiamo fatto in precedenza ai funzionari della Serbia, non vogliamo trattare solo a parole, ma concentrarci sullo sviluppo economico per il bene della gente”, ha detto Grenell ai giornalisti.

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Un consolato serbo sarà aperto nella città di Berane, nel Montenegro nord-orientale. L’ambasciatore serbo in Montenegro Vladimir Božović lo avrebbe detto ieri (22 settembre) dopo aver incontrato i funzionari locali durante la sua prima visita di lavoro a Berane, durante la quale l’apertura del consolato è stato uno degli argomenti più discussi.

“Ho lanciato questa domanda al Ministero degli Esteri serbo, che sta lavorando su ciò che deve essere fatto per l’apertura di un altro consolato generale in Montenegro. Penso che la città di Berane se lo meriti in base alle dimensioni della sua popolazione, alle sue esigenze e a come la Serbia viene percepita qui”, ha detto Božović.

(EURACTIV.rs betabriefing.com)

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[A cura di Sarantis Michalopoulos, Daniel Eck, Sam Morgan]