Le Capitali – Il rogo di Moria spinge l’UE a rivedere urgentemente la politica migratoria

Le Capitali - 11.09.2020 - [EPA-EFE/ORESTIS PANAGIOTOU]

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Prima di iniziare a leggere l’edizione di oggi de Le Capitali, sentitevi liberi di dare un’occhiata all’articolo: Fake news, l’Ue chiede alle piattaforme digitali di fare di più, di Alessandro Follis, EURACTIV Italia.


Oggi da Le Capitali:

BERLINO / PARIGI

Merkel e Macron hanno deciso di accogliere un numero maggiore di rifugiati da Moria. Dopo l’incendio del campo profughi di Moria sull’isola di Lesbo, la Germania e la Francia hanno deciso di accogliere “400 minori non accompagnati”. Il cancelliere Angela Merkel ha espresso la speranza che altri paesi dell’UE seguano il loro esempio.

Qui tutti i dettagli, a cura di EURACTIV Germany

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ISTITUZIONI EUROPEE / ATENE

Moria, la spina nel fianco della politica migratoria della Commissione. “Moria è qui per ricordare all’Europa che dobbiamo cambiare, perché è inconcepibile che l’Europa non abbia ancora una politica migratoria coerente”, ha detto il vicepresidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, durante la visita al campo profughi di Moria sull’isola di Lesbo seguita all’incendio di martedì (8 settembre) che ha distrutto il campo.

Leggete l’articolo di Sarantis Michalopoulos, EURACTIV.com

Leggete anche: Le minacce ecologiche che spingeranno un numero sempre maggiore di rifugiati climatici verso l’Europa entro il 2050.

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VIENNA

Il rogo di Moria mette alla prova la coalizione di governo. Fin dalla sua nascita a gennaio 2020, la coalizione di governo tra il partito conservatore ÖVP e i Verdi ha avuto un unico fronte di contrapposizione interna: la politica migratoria. Questo è emerso nettamente nel dibattito austriaco sulla risposta alle questioni aperte dall’incendio del campo profughi di Moria. Il ministro degli esteri, Alexander Schallenberg, (indipendente, ma nominato dall’ÖVP) ha dichiarato che l’Austria non accoglierà nessuno dei profughi sfollati da Moria, e il giorno dopo, i Verdi hanno replicato che non accetteranno mai questo dictat. “Abbiamo un dialogo continuo con l’ÖVP e continueremo a fare pressione”, ha riferito la responsabile dei Verdi per la politica estera, Ewa Ernst-Dziedzic.

Di Sarah LawtonEURACTIV.de

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BRUXELLES

La app per il tracciamento COVID-19 è in ritardo. Il lancio della app per il  tracciamento del Covid-19 a livello nazionale è stato rinviato di una settimana, poiché gli sviluppatori sono ancora in attesa di un parere dell’UE, secondo quanto dichiarato da Karin Moykens del Comitato Interfederale di Testing & Tracing, giovedì (10 settembre).

La fase finale di sviluppo è stata completata, ha sottolineato Moykens. Dopo i risultati delle prove condotte da 80 tester si  è passati alla fase di sviluppo della versione finale ufficiale, che sarà testata da circa 10.000 tester, ha riferito l’agenzia di stampa Belga.

Di Alexandra Brzozowski, EURACTIV.com

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HELSINKI

Allentate le restrizioni ai viaggi. Dopo due giorni di trattative prolungate, giovedì sera tardi (10 settembre) il governo finlandese ha messo a punto una strategia modificata in base alla quale le restrizioni agli spostamenti lungo le frontiere interne saranno meno rigide.

Qui tutti i dettagli di Pekka Vänttinen, EURACTIV.com


REGNO UNITO E IRLANDA

LONDRA

L’UE lancia l’ultimatum al Regno Unito. Giovedì 10 settembre Bruxelles ha lanciato un severo ultimatum al Regno Unito: o il disegno di legge finalizzato ad aggirare il Protocollo irlandese verrà ritirato o i colloqui per l’accordo commerciale post Brexit saranno interrotti.

Leggete il reportage da Londra, di Benjamin Fox, EURACTIV.com

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DUBLINO

Michael in trattative con la Commissione. Il Taoiseach [Capo del Governo, NdT]  Micheál Martin, ha dichiarato di aver comunicato alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, le proprie preoccupazioni sulla direzione che i negoziati per l’accordo post Brexit, ripresi questa settimana, potrebbero prendere.

Parlando a RTE News giovedì 10 settembre, Martin ha detto di aver avuto un contatto diretto con la presidente della Commissione, e che i tentativi del Regno Unito di aggirare l’accordo già sottoscritto con le nuove misure previste dal disegno di legge sui mercati interni sono un chiaro segnale che “la fiducia è stata intaccata”.

Di Samuel Stolton, EURACTIV.com


EUROPA DEL SUD

ROMA

Un nuovo lockdown è “fuori questione”. Un altro blocco totale, analogo a quello adottato in Italia durante la prima ondata di Covid-19, è “fuori questione”, ha dichiarato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, aggiungendo che il premier Giuseppe Conte aveva già “escluso anche questa possibilità”.

Leggete l’aggiornamento a cura di Alessandro Follis, EURACTIV Italia

Leggete anche: Il sud dell’Europa lancia un messaggio chiaro alla Turchia: riprendete i colloqui questo mese o rischiate sanzioni

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MADRID

La Spagna sostiene la Grecia e Cipro. Durante il vertice in Corsica dei 7 paesi dell’UE che si affacciano sul Mediterraneo, il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez ha dichiarato che c’è “spazio” per l’UE per intavolare un “dialogo reale” con la Turchia, portando ad un allentamento della tensione con la Grecia e con Cipro.

Qui tutti i dettagli.

In altre notizie, prima sconfitta parlamentare del nuovo governo spagnolo sul decreto sulle eccedenze di bilancio delle amministrazioni comunali.  16 formazioni politiche, con quasi 200 voti contrari, hanno fatto abrogare il provvedimento, a poco più di un mese dalle previste consultazioni per la legge di bilancio per il 2021.

Per maggiori dettagli cliccate sul sito di EFE.

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LISBONA

In Portogallo si torna allo stato di emergenza, ammonisce Costa. Da martedì (15 settembre), il Portogallo entrerà in un nuovo stato di emergenza a causa del riaccendersi della pandemia COVID-19, i raduni saranno limitati a non più di 10 persone, secondo i provvedimenti decisi giovedì (10 settembre) nella riunione di gabinetto e annunciati dal primo ministro, António Costa.

Leggete l’articolo

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ATENE

La Grecia chiede sanzioni “severe”. Diversi parlamentari socialisti del Parlamento europeo hanno avanzato la proposta di imporre un embargo sulle armi, insieme alle altre sanzioni allo studio, contro Ankara, mentre l’UE si prepara al vertice cruciale di settembre, destinato a definire la risposta dell’unione alle attività della Turchia nel Mediterraneo orientale.

Qui maggiori dettagli.

Nel frattempo, il vice ministro degli Esteri greco, nella stessa riunione della commissione parlamentare a Bruxelles, ha chiesto ai leader dell’UE di imporre “severe” sanzioni economiche alla Turchia per un periodo di tempo limitato se Ankara non dovesse ritirare le unità militari e le navi per la trivellazione del gas dalle acque al largo di Cipro.


I 4 DI VISEGRAD

VARSAVIA

Discussione sullo stato di diritto in Polonia. Il Parlamento europeo (PE) discuterà la situazione in Polonia il prossimo lunedì pomeriggio. All’ordine del giorno ci saranno il conflitto tra Varsavia e la Commissione Europea sul rispetto dello stato di diritto e l’introduzione di “zone franche LGBT” in alcune regioni polacche. Le discussioni si baseranno su una bozza di relazione, molto critica, sulla situazione dello stato di diritto in Polonia, preparata dal capo della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo, Juan Fernando Lopez Aguilar (S&D).

Di Alexandra Brzozowski, EURACTIV.com

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BRATISLAVA

Qual è la natura della minaccia? Il 50% degli slovacchi concorda sul fatto che “le società occidentali e il loro stile di vita” sono una “minaccia alla loro stessa identità e ai loro stessi valori”, secondo una recente indagine della GLOBSEC, condotta in 10 paesi dell’Europa orientale. Inoltre, il 53% degli slovacchi considera gli Stati Uniti una minaccia e il 35% dice lo stesso dell’UE. Tra i cittadini dei Paesi oggetto dell’indagine, gli slovacchi sono i più propensi a credere nelle teorie cospirative.

Di Zuzana Gabrižová, EURACTIV.sk

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PRAGA

I V4 divisi sulla situazione politica in Bielorussia. Il primo ministro ceco, Andrej Babiš, ha rifiutato di incontrare (venerdì 11 settembre) l’attuale presidente del gruppo di Visegrad, il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki e gli esponenti dell’opposizione bielorussa recatisi in Polonia, secondo quanto riportato dal quotidiano Deník N.

L’incontro è stato suggerito dai padroni di casa come gesto di solidarietà ed è stato sostenuto dalla Slovacchia, ma Babiš ha posto il veto, asserendo di non voler fare “una mossa avventata” prima che l’UE prenda una posizione comune ufficiale.

Leggete l’articolo di Ondřej Plevák, EURACTIV.cz


DAI BALCANI

ZAGABRIA

Puro e semplice teatro. Dopo che l’eurodeputato Ivan Vilibor Sincic ha rovesciato un carico di angurie davanti alla sede del governo per richiamare l’attenzione sulle difficoltà dei contadini croati, il ministro dell’agricoltura, Marija Vuckovic, ha definito lo spettacolo “puro teatro”.

Mentre scaricava la frutta da un furgone, Sincic ha lanciato un monito sulle “centinaia di migliaia di angurie e altre frutta e verdura che saranno distrutte quest’anno”, a causa dei prodotti importati, spesso di qualità inferiore, che inondano il mercato croato e distruggono sistematicamente la produzione nazionale.

Maggiori dettagli qui.

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SOFIA

64° giorno di proteste antigovernative in Bulgaria. Il movimento civile BOEC ha manifestato fuori dalla sede della Rappresentanza della Commissione europea a Sofia giovedì (10 settembre) “per assicurarsi di essere ascoltati a Bruxelles”. Il BOEC ha chiesto di sospendere i finanziamenti dell’Ue alla Bulgaria “perché concedere risorse a un Paese non riformato prolunga l’agonia ed è ipocrita perché rafforza la corruzione”. Giovedì è stato il 64° giorno consecutivo di proteste antigovernative in Bulgaria per le dimissioni del primo ministro e del procuratore generale..

In altre notizie, la Bulgaria ha registrato 122 nuovi casi di COVID su 5.145 test PCR, portando il totale a 17.435. 4.259 sono i casi attivi, 753 pazienti sono ricoverati in ospedale e 60 in terapia intensiva, secondo i dati ufficiali. Il numero dei decessi ha raggiunto le 702 unità.

Di Krassen Nikolov, EURACTIV.bg

Leggete anche: La conferenza di Sofia evidenzia il ruolo di internet nella lotta allo spopolamento

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BUCAREST

Il più grande divario sul gettito IVA di tutta l’UE. Secondo la Commissione Europea, nel 2018 la Romania ha registrato il più alto disavanzo in materia di IVA, con il 33,8% del gettito IVA mai entrato nelle casse dello stato. Sebbene il divario sia stato leggermente inferiore rispetto all’anno scorso, è rimasto significativamente più alto della media UE, di almeno il 10%. Secondo i calcoli dell’UE, la Romania ha perso circa 6,6 miliardi di euro per le frodi alle imposte, per i fallimenti e per banali errori di calcolo.

Nel frattempo, la Romania ha ottenuto 2,7 miliardi di euro dalla Commissione europea durante i dieci mesi di governo del centro-destra, ha dichiarato il primo ministro, Ludovic Orban, giovedì (10 settembre). “Dobbiamo continuare ad aumentare la velocità di recepimento dei fondi e prestare attenzione a sostenere le PMI, le infrastrutture e le misure di finanziamento nel settore sanitario per combattere la pandemia”, ha aggiunto Orban.

Di Bogdan Neagu, EURACTIV.ro

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BELGRADO 

L’UE si aspetta che la Serbia adempia i suoi obblighi. Bruxelles si aspetta che la Serbia agisca in conformità con l’obiettivo strategico di entrare nell’Unione europea e che adempia agli obblighi che si è assunta nel lungo processo di riforma del paese per poter entrare a pieno diritto a far parte dell’UE, ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezzara, Josep Borrell.

Qui maggiori dettagli.

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In altre notizie, i rappresentanti di diverse aziende farmaceutiche indiane stanno esplorando le opportunità offerte dalla Serbia  dopo la cancellazione, a causa della pandemia, della missione esplorativa di marzo, lo ha riferito ieri l’ambasciatore indiano in Serbia, Subrata Bhattacharjee. Le aziende farmaceutiche indiane sono state presentate alle istituzioni sanitarie serbe con l’auspicio che la cooperazione possa essere sviluppata a beneficio di entrambi i paesi, ha aggiunto l’ambasciatore indiano.

Leggete l’approfondimento di EURACTIV Serbia.

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[Edited by Alexandra Brzozowski, Daniel Eck, Benjamin Fox]