Le Capitali – I leader dell’UE plaudono l’accordo “storico” al termine della maratona di Bruxelles

Le Capitali 21.07.2020 [EPA-EFE/JOHN THYS]

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Prima di iniziare a leggere l’edizione odierna de Le Capitali, date un’occhiata al reportage sui lavori del vertice dell’UE Il Consiglio è riuscito a mediare un accordo storico, tra tagli di bilancio, tutela dello stato di diritto e finanziamenti per la ripresa post-coronavirus di Beatriz Rios e Sam Morgan.

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ISTITUZIONI EUROPEE

Il diavolo sta nei dettagli. Ci è voluto uno dei vertici più lunghi nella storia del Consiglio europeo, ma i capi di Stato e di governo hanno finalmente raggiunto, nelle primissime ora di martedì (21 luglio) un compromesso “storico” sul Recovery Fund e sul bilancio a lungo termine (QFP) da 1.074 miliardi di euro.

EURACTIV approfondisce tutta la vicenda.


Oggi da Le Capitali

BERLINO

La Merkel ha dato un impulso decisivo per il raggiungimento del compromesso: sembra che l’ottimismo di Angela Merkel sulla possibilità di raggiungere un accordo lunedì (20 luglio) fosse ben fondato. Anche se la cifra di 390 miliardi di euro riservata alle sovvenzioni è minore di quanto il premier tedesco e la sua controparte francese auspicavano, la Cancelliera considera positivo l’accordo raggiunto perché permetterà ai paesi più colpiti di riprendersi efficacemente. Il compromesso ha tuttavia portato alcuni commentatori a chiedersi se il motore franco-tedesco stia perdendo colpi.

EURACTIV Germany’s Sarah Lawton, approfondisce il quadro generale.

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VIENNA

Indonesia interessata ad acquistare i jet Eurofighter. Il governo indonesiano ha inviato al ministro della difesa austriaco, Klaudia Tanner (ÖVP), una lettera di interesse per l’acquisto dei 15 caccia Eurofighters prodotti da Airbus, per i quali il ministro della Difesa aveva minacciato la volontà di rescindere il contratto d’acquisto e di chiedere la restituzione degli anticipi già versati, dopo che, a febbraio, davanti a un tribunale statunitense, il produttore aveva ammesso di aver pagato “contributi politici” ai funzionari austriaci.

Per ora il ministero della difesa sta verificando l’autenticità della lettera.

(Philipp Grüll | EURACTIV.de)

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PARIGI

Macron approva l’accordo dell’UE. L’UE ha raggiunto un accordo storico che mette a disposizione dell’Unione le risorse finanziarie necessarie per affrontare le sfide della crisi COVID-19 in modo condiviso, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron ai giornalisti dopo il vertice.

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L’AIA

Tra red lines e record mancati. Dopo il vertice UE, il primo ministro Mark Rutte ha detto che l’accordo raggiunto è rimasto entro i limiti, le red lines, fissate dall’Olanda, soprattutto per quello che riguarda il modello di governance allegato all’accordo, che darà ai Paesi Bassi e a tutti gli altri Stati membri la possibilità di attivare un “freno d’emergenza” sui finanziamenti UE nel caso in cui si rilevassero difformità tra gli impegni presi e l’effettivo utilizzo dei fondi. A margine ha anche aggiunto che questo vertice non è stato il più lungo mai tenuto dall’UE, il record spetta al summit di Nizza del 2000.

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BRUXELLES

Governo in bilico. Il Belgio potrebbe doversi recare nuovamente alle urne se due consiglieri nominati dal re Filippo lunedì 20 luglio non troveranno un accordo sulla formazione di un governo di coalizione nei prossimi cinquanta giorni.

EURACTIV’s Alexandra Brzozowski read more.

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LUSSEMBURGO

Bettel si rifiuta di “accettare un’Europa al ribasso”. In una brevissima dichiarazione a porte chiuse, al termine del quarto giorno di colloqui sul Recovery Fund, il primo ministro lussemburghese Xavier Bettel ha insistito sull’importanza di mantenere alti i valori e le aspettative europee nell’accordo. “Se qualcuno pensa sia accettabile mercanteggiare i valori europei, lasciare che l’Europa svenda al ribasso i suoi valori, la tutela dello stato di diritto e il rispetto delle leggi e delle regole, noi diremo in ogni caso NO”, ha ribadito.

Per quanto riguarda le trattative sul bilancio, il premier è sembrato ottimista. “È qualcosa di problematico e difficile da accettare. Ma per trovare un compromesso, talvolta bisogna dire di sì”, ha aggiunto.

(Anne Damiani | EURACTIV.com)

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LONDRA

L’ingerenza russa nel voto scozzese per l’indipendenza. La relazione della commissione di intelligence e sicurezza del Parlamento britannico sull’influenza russa nella politica interna potrebbe rivelare le ingerenze del Cremlino sul referendum per l’indipendenza scozzese, ma non sul referendum per la Brexit del 2016, secondo quanto anticipato dal The Daily Telegraph.

Il rapporto, composto da 50 pagine in tutto, sarà pubblicato martedì e illustrerà come la Russia abbia cercato di dividere il Regno Unito fin dal 2014 in quella che sarebbe stata “la prima interferenza post-sovietica in un’elezione democratica occidentale”, ha aggiunto il giornale, citando alcuni commenti al rapporto.


EUROPA DEL SUD

ROMA

Un controllo più centralizzato sull’uso dei fondi del Recovery Fund. Il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano Giuseppe Conte ha dichiarato ai media, durante le intense trattative sul Recovery Fund dell’UE, che non c’è più spazio per scherzare, aggiungendo che “dobbiamo guardare a un orizzonte più ampio, perché abbiamo intenzione di dare una risposta europea alla crisi”.

Conte ha anche aggiunto che “c’è un ampio dibattito in seno al Consiglio europeo, ma non permetterò mai che un solo paese abbia il potere di controllare e verificare come viene speso il Recovery Fund. Deve essere fatto da una istituzione europea, questo è un punto che sostengo fortemente”, ha aggiunto il Premier.

EURACTIV Italy’s Alessandro Follis approfondisce la dichiarazione.

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MADRID

La Spagna è soddisfatta della “spinta propulsiva”. “La Commissione europea per la prima volta nella storia si impegnerà direttamente per ottenere dei prestiti per finanziare i programmi”, ha detto Sánchez, aggiungendo che si tratta di un evento “senza precedenti”.

La Spagna riceverà 140 miliardi (l’equivalente dell’11% del PIL spagnolo) in sei anni, di cui 72,7 miliardi in sovvenzioni e il resto sotto forma di prestiti. “È una spinta propulsiva straordinaria”, ha aggiunto Sánchez, ribadendo che si tratta di un “grande accordo per l’Europa e per la Spagna”.

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LISBONA

15,3 miliardi di euro dal Recovery Fund. Il primo ministro portoghese António Costa ha annunciato che il suo Paese riceverà 15,3 miliardi di euro dal Recovery Fund, come indicato nel secondo accordo di principio raggiunto dai leader dell’UE la sera di domenica 18 luglio, che egli considerava “buono”, anche se meno ambizioso del primo accordo proposto.

“Penso che l’accordo raggiunto sia un buon accordo. Era al limite di ciò che avrebbe reso questo fondo non sufficientemente forte da rispondere efficacemente a questa prima fase della crisi”, ha detto il primo ministro António Costa, aggiungendo che “nella combinazione tra prestiti e sovvenzioni, penso che avremo un fondo da 700 miliardi di euro”. “È, in ogni caso, un passo storico istituire un tale fondo basato sull’emissione di debito direttamente dalla Commissione”, ha aggiunto il premier.

(André Campos e Ana Matos Neves, Lusa.pt)

In altre notizie, il numero dei disoccupati iscritti ai centri per l’impiego è salito, a giugno, al 36,4% rispetto all’anno precedente ed è diminuito dello 0,6% rispetto a maggio 2020, secondo i dati diffusi lunedì dall’Istituto per l’Impiego e la Formazione Professionale (IEFP).

(Isabel Couto, Lusa.pt)

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ATENE

Il primo ministro greco promette un “uso responsabile” dei fondi. “Siamo finalmente riusciti oggi a formulare una risposta molto ambiziosa allo shock simmetrico causato dalla pandemia in tutte le economie”, ha detto ai giornalisti il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis al termine del vertice.

“Torniamo ad Atene con un pacchetto complessivo che supera i 70 miliardi, una cifra senza precedenti per il nostro Paese, che gestiremo con responsabilità e prudenza”, ha aggiunto.

EURACTIV’s media partner Athens News Agency analizza le reazioni della Grecia


I 4 DI VISEGRAD

VARSAVIA

La Polonia è soddisfatta del risultato del vertice. “L’Europa ha bisogno di un’iniezione finanziaria adesso. Il lavoro congiunto del Gruppo di Visegrad ha portato a questo successo”, ha dichiarato il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki in un comunicato stampa congiunto con l’ungherese Viktor Orbán dopo la conclusione del vertice, festeggiando il fatto che le condizionalità legate al rispetto dello stato di diritto sono state notevolmente annacquate.

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PRAGA

Il premier ceco Babiš è soddisfatto. “Il risultato è positivo per noi, ne sono felice”, ha dichiarato il premier ceco Andrej Babiš al termine del Consiglio europeo. La Repubblica Ceca è particolarmente soddisfatta dei “fondi” che ha ricevuto – l’accordo include un extra di 1,55 miliardi di euro per lo sviluppo regionale ceco.

“Ci siamo concentrati sull’aumento della coesione”, ha confermato Babiš a EURACTIV.cz aggiungendo che la Repubblica Ceca non si preoccupa dei tagli finali del Just Transition Fund (JTF) perché è più facile usare i soldi dei programmi tradizionali di coesione che quelli del JTF. La creazione del JTF era stata una delle condizioni richiesta dalla Repubblica Ceca per dare il via libera al raggiungimento dell’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050.

(Aneta Zachová, EURACTIV.cz)

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BRATISLAVA

Grandi notizie per la Slovacchia. Così il premier slovacco Igor Matovič ha descritto l’esito dei negoziati del vertice. Anche se le sovvenzioni sono state ridotte di oltre 100 miliardi di euro, Matovič ha detto che “abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo. Dipende sempre dal tipo di sovvenzioni di cui si tratta. Se si tratta di sovvenzioni che la Slovacchia non è in grado di spendere in modo efficace, come Horizon, non sarà un danno per noi”, ha dichairato, sottolineando che il suo obiettivo era quello di evitare tagli ai fondi di coesione e alle sovvenzioni nell’ambito del Recovery and Resilience Facility.

(Marián Koreň, Euractiv.sk)

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BUDAPEST

Inaccettabile aver “ammorbidito” le condizionalità sullo stato di diritto. “Dobbiamo ancora capire cosa sia il nuovo legame “morbido” tra l’uso dei fondi UE e la tutela dello Stato di diritto, e ciò è per noi fondamentalmente inaccettabile”, ha detto il ministro per la famiglia e vice-presidente per le relazioni estere, Katalin Novák, di Fidesz, a atv.hu  lunedì (20 luglio), mentre i leader europei stavano ancora negoziando i termini per il QFP e il Recovery Fund.

“E dato che il Parlamento ungherese ha ribadito con fermezza che la procedura dell’articolo 7 deve essere conclusa per permetterci di approvare la decisione sulle prospettive finanziarie settennali dell’UE e sul Recovery Fund, il margine di manovra del governo ungherese è limitato, poiché deve attenersi alla risoluzione del parlamento”, ha sottolineato Katalin Novák, aggiungendo che il Parlamento ungherese dovrà approvare qualsiasi accordo finale.

Nel frattempo, mentre i leader cercavano di raggiungere un accordo lunedì (20 luglio), il portavoce del Parlamento ungherese, László Kövér, ha inviato una lettera alla sua controparte olandese, esprimendo “la disponibilità del Parlamento ungherese al dialogo tra i nostri parlamenti”. I deputati olandesi avevano annullato una incontro in Ungheria nel 2019 a causa della mancanza di collaborazione da parte del governo ungherese.

(Vlagyiszlav Makszimov, EURACTIV.com)


DAI BALCANI

ZAGABRIA

Il Premier Plenković è più che soddisfatto. Stiamo portando a casa 22 miliardi di euro, a garanzia della rapida ripresa economica della Croazia e della sua successiva crescita, ha tweettato Andrej Plenkovic al termine del vertice.

In precedenza, mentre i colloqui erano ancora in corso, il premier aveva chiesto all’UE di riconoscere l’urgenza della crisi COVID-19 raggiungendo un accordo finanziario ambizioso e solido. Sottolineando il sostegno della Croazia a collegare la tutela dello stato di diritto all’uso degli strumenti finanziari dell’UE e ribadendo che l’obiettivo principale fosse quello di garantire che il più giovane Stato membro dell’UE potesse ottenere più dei 20 miliardi di euro inizialmente previsti dal QFP e dagli altri strumenti  anticrisi previsti – cosa che ha ottenuto.

(Tea Trubić Macan, EURACTIV.hr)

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LUBIANA 

Slovenia illiberale? L’insistenza dell’Ungheria sul fatto che la distribuzione dei fondi UE non dovrebbe dipendere dal rispetto dello Stato di diritto è stata sostenuta anche dalla Polonia e dal primo ministro sloveno Janez Janša. Il diplomatico Roman Kirn, (un veterano del settore, ex ambasciatore negli Stati Uniti, e nei Paesi Bassi) ritiene che questo costituisca un importante cambiamento di rotta nella politica estera del Paese, secondo quanto riportato dal quotidiano Delo in un articolo intitolato ‘la Slovenia si appresta ad entrare nel gruppo degli stati illiberali‘.

In altre notizie, la Slovenia costruirà un nuovo parco eolico, con una capacità potenziale di 21,6 megawatt, ha deciso il governo all’inizio di questo mese. Il parco eolico composta da sei turbine sarà costruito dalla Dravske Elektrarne Maribor a Maceljska Gora, una cresta montuosa vicino al confine con la Croazia, ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale STA.

(Zoran Radosavljević | EURACTIV.com)

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BELGRADO

Debito pubblico in aumento. “Lo Stato non ha più risorse disponibili per un intervento forte perché ha preso la decisione irrazionale di chiedere un prestito da oltre 600 milioni di euro per regalare 100 euro a tutti i cittadini maggiorenni del Paese”, secondo il rapporto del Consiglio fiscale serbo, che descrive in dettaglio gli effetti della crisi sanitaria sulle entrate fiscali e sulle prospettive economiche e suggerisce raccomandazioni per la politica fiscale nel 2021.

“In queste circostanze, il deficit raggiungerà il record del 7% del PIL e il debito pubblico crescerà fino a superare il 60% del PIL entro la fine dell’anno”, ha riferito il Consiglio di bilancio, aggiungendo che l’aumento del debito pubblico è stato principalmente la conseguenza di un aumento irrazionale delle retribuzioni nel settore pubblico, pari a quasi il 10%, deciso all’inizio del 2020.

(EURACTIV.rs  betabriefing.com)

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BELGRADO | PRISTINA

Accordo finale Belgrado-Pristina da ratificare a Bruxelles. Le delegazioni di Belgrado e Pristina sono attese per discutere la stesura di un “accordo definitivo tra i due Paesi” nel prossimo incontro di mercoledì (23 luglio) a Bruxelles, ha annunciato il primo ministro del Kosovo Avdullah Hoti.

Dopo aver spiegato che “un coordinatore nazionale” rappresenterà Pristina all’incontro, il premier kosovaro ha dichiarato che non esiste più un dialogo tecnico e che è in corso solo un dialogo politico per il “riconoscimento reciproco”.

EURACTIV Serbia read more.

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[Edited by Alexandra Brzozowski, Daniel Eck, Zoran Radosavljevic]