Le Capitali – Chi si vaccina in Polonia riceverà un “passaporto speciale”

Vaccinazione in corso a Varsavia. [Shutterstock/Fotokon]

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Prima di iniziare a leggere l’edizione di oggi de Le Capitali, date un’occhiata all’intervista Brexit: al via il fondo per le imprese più colpite. All’Italia 82,2 milioni di euro di Valentina Iorio, EURACTIV Italia.

Leggete anche l’articolo Gli insetti sono più vicini alle tavole degli europei di Alessandro Follis, EURACTIV Italia.


Le notizie di oggi dalle Capitali:

VARSAVIA

Le persone che si vaccinano contro il Covid-19 in Polonia riceveranno un documento di conferma, un “passaporto del vaccino”, dopo aver ricevuto la seconda dose, secondo il vice ministro della salute polacco Anna Goławska.

Il codice “sarà il cosiddetto passaporto della persona, che confermerà che la persona è stata vaccinata e potrà godere dei diritti che spettano alle persone vaccinate”, ha aggiunto.

L’idea è stata inserita nel Programma nazionale di vaccinazione della Polonia, adottato dal governo a dicembre, che ha dichiarato che le persone vaccinate potranno utilizzare i servizi sanitari pubblici senza ulteriori test, non saranno incluse nelle misure per la socializzazione e non dovranno inoltre essere messe in quarantena dopo essere state a contatto con una persona infetta da Covid-19.

(Anna Wolska | EURACTIV.pl, Alexandra Brzozowski, EURACTIV.com)

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BERLINO

Un gruppo di leader della Cdu si schiera con Laschet. Dopo essere apparso in difficoltà in alcuni recenti sondaggi, il premier del Nordreno-Vestfalia Armin Laschet ha beneficiato del supporto da parte di cinque importanti leader parlamentari della Cdu nella sua corsa alla presidenza del partito.

“Noi, come presidenti dei gruppi parlamentari, lo sappiamo: un buon lavoro nel partito porta a buoni risultati elettorali e, di conseguenza, a forti gruppi parlamentari Cdu”, si legge nella dichiarazione, secondo quanto riportato da Der Spiegel.

Nei sondaggi dei membri della Cdu alla fine del 2020, sia Laschet che il deputato Norbert Röttgen erano molto indietro rispetto all’ex capo del gruppo parlamentare del Bundestag Friedrich Merz. Tuttavia, secondo un sondaggio condotto la settimana scorsa, sia Laschet che Röttgen avevano guadagnato terreno su Merz, dato che entrambi si sono piazzati al 25% rispetto al 29% di Merz.

Il nuovo leader della CDU sarà eletta durante una conferenza di partito virtuale che si terrà sabato.

(Sarah Lawton | EURACTIV.de)

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PARIGI

Castex affronta le critiche del Senato sulla strategia di vaccinazione. Il primo ministro francese Jean Castex mercoledì ha provato a difendere la strategia di vaccinazione francese di fronte al Senato, che la criticava pesantemente per la sua lentezza.

“Non cercate di giudicare la nostra strategia di vaccinazione, che richiederà diversi mesi, lo sapete – signore e signori, senatori – in Francia e altrove”, ha supplicato. “Non si giudica una partita di 90 minuti in due secondi”, ha aggiunto.

Con le cifre del coronavirus in aumento e la minaccia della variante britannica, lo stesso giorno si è tenuto un consiglio di difesa della salute, le cui decisioni saranno presentate alla conferenza stampa di giovedì, alla quale parteciperanno il primo ministro e i ministri della sanità, dell’economia, dell’istruzione, dell’istruzione superiore e della cultura.

Il governo ha elencato una serie di scenari possibili, tra cui un coprifuoco generale che inizierà alle 18.00 anziché l’attuale coprifuoco delle 20.00 per alcune regioni, un coprifuoco nel fine settimana o la chiusura di alcune scuole. E anche se è stato proposto un altro lockdown totale, questa opzione sembra ora esclusa da Castex.

(Louise Rozès Moscovenko | EURACTIV.fr)

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BRUXELLES

Scontri a Bruxelles dopo la morte di un uomo in custodia alla polizia. Centinaia di persone hanno protestato nella capitale belga mercoledì sera per la morte di Ibrahima B., 23 anni, avvenuta mentre si trovava in custodia alla polizia.

I rapporti della polizia parlano di almeno 500 persone riunite vicino alla stazione di polizia di Bruxelles-Nord. Ibrahima B. era stato arrestato la sera di sabato 9 gennaio dopo aver tentato di fuggire da un controllo della polizia che aveva fermato un gruppo di persone sospettate di aver violato le misure anti-Covid locali.

Il giovane avrebbe perso conoscenza poco dopo essere stato portato alla stazione di polizia e sarebbe stato portato in ospedale, dove è morto alle 20:22, appena un’ora dopo l’arresto.

Le ragioni della morte restano ignote, ma la polizia ha aperto un’investigazione, soprattutto dopo le dichiarazioni dell’avvocato del genitori del ragazzo, che sostiene che sia stato lasciato privo di conoscenza sul pavimento per più di cinque minuti dai poliziotti.

Il ministro dell’Interno belga, Annelies Verlinden, ha condannato gli eventi di mercoledì e ha cercato di assicurare l’opinione pubblica sull’indagine. “Questo è, ovviamente, del tutto inaccettabile”, ha detto Verlinden alla Vrt Nws. “Vandalismo, incendio doloso, lancio di pietre contro la polizia. Totalmente inaudito”.

(Alexandra Brzozowski, EURACTIV.com)

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VIENNA

Chiusi diversi valichi di frontiera verso la Repubblica Ceca e la Slovacchia. Il governo austriaco ha deciso di chiudere 45 valichi di frontiera verso la Repubblica Ceca e la Slovacchia a causa dei recenti picchi del tasso di infezione, nel tentativo di frenare la diffusione del coronavirus.

I controlli di frontiera erano stati introdotti lungo entrambi i confini sabato scorso e un comunicato stampa del ministero dell’Interno dice che questo mira a mantenere “la calma pubblica, l’ordine e la sicurezza”.

(Philipp Grüll | EURACTIV.de)


REGNO UNITO E IRLANDA

DUBLINO

Max Schrems ritira l’azione legale contro la commissione sui dati irlandese. L’attivista austriaco per la privacy Max Schrems ha annunciato di aver ritirato la sua azione legale contro la Commissione per la protezione dei dati irlandese, dopo che questa ha accolto un’istanza del 2013 e avviato un procedimento contro Facebook per il trasferimento di dati tra Ue e Stati Uniti.

(EURACTIV.com)


PAESI NORDICI E BALTICI

STOCCOLMA

I socialdemocratici in Svezia perdono supporto. Il Partito socialdemocratico del primo ministro svedese Stefan Löfven, costantemente sotto tiro per la gestione della pandemia nel Paese, sta perdendo rapidamente popolarità.

Secondo un sondaggio condotto dal giornale Aftonbladet e l’istituto di ricerca Demoskop, il supporto al partito di governo si attesta al 23%, in discesa di 2 punti rispetto a dicembre e di 7 rispetto al marzo dell’anno scorso.

Il partito con il maggiore consenso diventa così il Partito moderato di Ulf Kristersson, supportato dal 23,2% degli intervistati.

(Pekka Vänttinen | EURACTIV.com)

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TALLINN

Il primo ministro Jüri Ratas si dimette. Il primo ministro estone Jüri Ratas si è dimesso mercoledì 13 gennaio in seguito a un’indagine per corruzione. Ratas era stato dichiarato sospettato in un’investigazione su un progetto di sviluppo a Tallinn. Secondo gli inquirenti, sarebbe stata concessa la possibilità di costruire una strada sulla proprietà cittadina in cambio di una donazione da un milione di euro al partito del premier.

Secondo un comunicato stampa ufficiale il presidente Kersti Kaljulaid farà  un’offerta al capo del Partito della Riforma (Renew Europe) Kaja Kallas per diventare il candidato a Primo Ministro e per iniziare a formare un nuovo governo funzionante giovedì.

“Nell’attuale situazione di crisi non abbiamo il tempo di aspettare le scadenze formali e di allungare i tempi senza un buon motivo. Gli estoni non hanno tempo per questo. Mi incontrerò di nuovo con Kaja Kallas già oggi, per discutere la situazione”, ha detto Kaljulaid.

(EURACTIV.com)

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VILNIUS

L’eurodeputato lituano si scusa dopo le accuse di omofobia. Viktor Uspaskich, eurodeputato lituano del gruppo Renew Europe, si è scusato dopo le accuse di omofobia ricevute e le minacce di espulsione dal gruppo al Parlamento europeo.

“Chiedo sinceramente scusa, perché le mie parole, magari troppo dure o usate senza sufficiente attenzione, ma sicuramente prese fuori contesto, hanno causato incomprensioni, sofferenze e fastidio”, ha dichiarato Uspaskich.

Tuttavia, l’eurodeputato lituano, ma nato in Russia, ha insistito sul suo diritto di criticare le persone che vivono uno “stile di vita perverso”. Ha inoltre aggiunto che potrebbe aver commesso degli errori, dato che il lituano non è la sua lingua madre.

(EURACTIV.com)


EUROPA MERIDIONALE

ROMA

Aperta la crisi di governo, ma tutte le soluzioni sono ancora possibili. L’ex primo ministro italiano Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha fatto dimettere i suoi ministri Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, aprendo di fatto la crisi di governo.

Tutte le possibilità restano ancora aperte, da un governo di maggioranza senza Italia Viva passando per un rimpasto, fino a un governo tecnico. Renzi ha lasciato la coalizione, ma non ha chiuso la porta per un possibile nuovo accordo.

(Alessandro Follis | EURACTIV.it)

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MADRID

La Spagna estende la cassa integrazione temporanea. Il governo spagnolo è pronto ad approvare l’estensione della cassa integrazione temporanea messa in pratica a marzo per proteggere oltre 800.000 posti di lavoro colpiti dalla pandemia, in particolare nei settori del turismo e dei servizi.

Con questo regime, lo Stato spagnolo dà ai lavoratori circa il 70% del loro stipendio e proibisce alle aziende di licenziare le persone. In caso di frode o licenziamento, le aziende devono restituire le esenzioni dai contributi al sistema di previdenza sociale e rischiano pesanti sanzioni.

(Fernando Heller | euroefe)

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LISBONA

Nuovo lockdown in Portogallo, ma le scuole restano aperte. Un nuovo lockdown nazionale, simile a quello di marzo e aprile, sarà imposto in Portogallo a partire dalla mezzanotte di giovedì 14 gennaio, ha annunciato il primo ministro Antonio Costa.

“Il messaggio fondamentale” delle decisioni del governo è “tornare al dovere di restare a casa”, come è stato fatto in marzo e aprile quando la prima ondata di infezioni è stata fermata con successo, ha detto il primo ministro.

Tuttavia, per salvaguardare il futuro dei bambini, le scuole rimarranno aperte, ha aggiunto Costa.

(Joana Felizes, Lusa.pt)

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ATENE

I socialisti greci sostengono che Mitsotakis non sia più ‘centrista’. Il Movimento del cambiamento (S&D), partito socialista greco, ha criticato il governo del primo ministro Kyriakos Mitsotakis e del suo partito Nuova Democrazia (Ppe), accusandoli di aver virato decisamente a destra.

La leader socialista Fofi Gennimata ha dichiarato che il governo attacca la libertà dei media attraverso “finanziamenti molto selettivi provenienti dallo stato”. Questa attività pregiudica la democrazia, ha aggiunto la leader del Movimento del cambiamento, tanto che “la Grecia viene paragonata all’Ungheria di Orban nel Global Freedom Press Index 2020 di Reporter senza frontiere”. Per questo Mitsotakis “non può più essere considerato un centrista”.

(Sarantis Michalopoulos | EURACTIV.com)

Leggi anche: Grecia, svolta a sinistra del partito socialista


GRUPPO DI VISEGRAD

PRAGA

La Repubblica Ceca non è interessata all’Unione bancaria, per ora. Il primo ministro ceco Andrej Babiš ha seguito la raccomandazione del ministero delle Finanze di non entrare nell’Unione bancaria europea.

Uno studio condotto dal ministero degli Esteri raccomanda di monitorare lo sviluppo dell’Unione bancaria e di rivalutare tutti gli aspetti e gli impatti dell’ingresso della Repubblica Ceca entro tre anni – dopo che Praga avrà assunto la presidenza dell’Ue nel 2022. Poiché il governo ceco non è in genere propenso ad avvicinarsi all’eurozona, la decisione era prevedibile.

(Ondřej Plevák | EURACTIV.cz)

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BUDAPEST

La variante britannica del Covid appare in Ungheria. Tre pazienti sono stati trovati positivi alla variante britannica del Covid-19, più infettiva, ha detto ai giornalisti mercoledì l’ufficiale medico capo dell’Ungheria, Cecília Müller, aggiungendo che “era ovvio che anche l’Ungheria non poteva evitarla”.

Secondo Müller, l’Ungheria ha utilizzato tutte le dosi ricevute del vaccino Pfizer entro martedì, somministrando circa 86.929 vaccini, e da allora ha continuato le vaccinazioni utilizzando le 51.000 dosi – sia di Pfizer che di Moderna – arrivate lo stesso giorno.

(Vlagyiszlav Makszimov | EURACTIV.com)

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BRATISLAVA

Nessun controllo dell’impatto ambientale per il Recovery Plan slovacco. Il governo slovacco sta violando la legge, impedendo una valutazione dell’impatto ambientale della bozza del piano di ripresa nazionale, ha dichiarato l’eurodeputato di Renew Europe Martin Hojsík.

Secondo la legge slovacca, basata su una direttiva europea, tutti i documenti strategici devono essere sottoposti a un’analisi dell’impatto ambientale. Questo vale anche per gli accordi di partenariato, il documento su cui si basa la spesa dei fondi Ue.

“Invito il governo ad avviare senza indugio il processo di valutazione dell’impatto ambientale per il piano di ripresa slovacco, in modo che la scadenza di aprile possa essere rispettata e che sia conforme alla legge”, ha detto Hojsík.

I deputati liberali al Parlamento europeo hanno anche criticato il fatto che il piano non sia stato sottoposto a consultazione pubblica. Finora i cittadini hanno visto solo una sintesi di 12 pagine della bozza di documento di 400 pagine che il governo ha già presentato alla Commissione europea.

(Zuzana Gabrižová | EURACTIV.sk)


NOTIZIE DAI BALCANI

SOFIA

La Bulgaria non accetterà il voto postale nonostante la pandemia. La coalizione al governo in Bulgaria non intende accettare il voto via posta per le prossime elezioni parlamentari, un’idea definita “esotica”.

Durante un incontro con il presidente Rumen Radev per fissare la data delle elezioni, il partito al governo Gerb ha rifiutato la proposta di ammettere il voto via posta, accettando solo degli emendamenti per permettere di votare alle persone sottoposte a quarantena e ai pazienti Covid in ospedale.

I rappresentanti del Gerb hanno detto al presidente che tutte le persone in quarantena potranno votare nelle sezioni di voto mobili, mentre le persone ricoverate a causa di Covid-19 avranno accesso alle urne con l’aiuto degli operatori sanitari in seguito a una decisione della Commissione elettorale centrale.

“La proposta di voto via posta non deve essere respinta. Voi definite questa idea esotica, ma è una questione di responsabilità politica garantire il diritto costituzionale di voto a tutti i bulgari, ovunque si trovino”, ha detto Radev, aggiungendo che non è stata affrontata la questione di come i bulgari che sono in quarantena all’estero voterebbero. Il presidente ha anche detto che le misure sanitarie potrebbero essere in conflitto con la trasparenza delle elezioni.

(Krassen Nikolov | EURACTIV.bg)

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BUCAREST

Il governo pensa a un aumento delle pensioni durante la pandemia. Nonostante la Romania ancora non abbia un budget per il 2021, la Corte costituzionale del paese ha stabilito mercoledì che il Parlamento deve chiarire una legge che richiede un aumento del 40% delle pensioni. Il governo vuole un aumento molto più basso, nell’attuale contesto economico, e potrebbe ora avere il sostegno del Parlamento.

La controversia risale al 2019, quando la maggioranza socialista di allora ha adottato la legge sulle pensioni, che prevedeva una disposizione per aumentare le pensioni a partire da settembre 2020 di un enorme 40%.

Con un deficit di bilancio già presente prima della pandemia, il governo di centro-destra della Pnl ha cercato di addolcire la pillola proponendo un aumento del 14% invece del 40%.

Tuttavia, l’esecutivo del Pnl non ha avuto il sostegno del parlamento, che ha ribaltato il decreto del governo e ha adottato una legge che ha annullato il cambiamento.

Il governo ha poi contestato la legge del parlamento davanti alla Corte Costituzionale, che ha stabilito che il Parlamento aveva il diritto di modificare la disposizione, ma ha creato un vuoto legislativo.

I giudici costituzionali hanno affermato che l’annullamento delle modifiche del governo non ripristina automaticamente le vecchie disposizioni e hanno rinviato la legge al Parlamento per chiarimenti. Fino ad allora, l’aumento del 14% è in vigore.

(Bogdan Neagu | EURACTIV.ro)

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ZAGABRIA

Al via la vaccinazione con Moderna a Petrinja. Sono iniziate le vaccinazioni con il vaccino di Moderna nella città di Petrinja, colpita dal devastante terremoto del 29 dicembre. Le prime 3.600 dosi del vaccino americano sono state spedite nella zona del sisma per evitare il rischio della diffusione dei contagi.

(Željko Trkanjec | EURACTIV.hr)

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LUBIANA

“Piccola possibilità” di sfiducia. La mozione di sfiducia al governo sloveno ha una piccola possibilità di successo e causerebbe elezioni anticipate, ha dichiarato il primo ministro Janez Janša.

La Coalizione dell’Arco Costituzionale (Kul) ha in programma di proporre di votare una mozione di “sfiducia costruttiva”. Karl Erjavec, il neo-eletto presidente del Partito dei pensionati, sarà un candidato per il nuovo primo ministro.

Se la mozione avrà successo, la Slovenia non avrà un nuovo governo, ma elezioni anticipate, secondo il primo ministro, che ha detto all’emittente radiofonica cattolica Radio Ognjišče che un voto di sfiducia sarebbe il risultato di “pressioni illegali e criminali”.

(Željko Trkanjec | EURACTIV.hr)

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BELGRADO

Human Rights Watch: pochi progressi sui diritti umani in Serbia. Nel 2020 la Serbia ha fatto pochi progressi nella protezione dei diritti umani, secondo il report annuale di Human Rights Watch pubblicato mercoledì.

Per quanto riguarda la Serbia, l’Ong ha dichiarato che, nel corso dell’anno scorso, i giornalisti hanno dovuto affrontare minacce, violenze e intimidazioni alle quali le autorità serbe non hanno risposto in modo adeguato. Nello stesso anno, gli attacchi, le minacce e le campagne diffamatorie contro le persone Lgbt e gli attivisti sono continuati, spiega il rapporto annuale.

Secondo il rapporto, il sistema di asilo del paese è stato giudicato difettoso, in quanto i richiedenti asilo hanno difficoltà ad accedere alle procedure. Inoltre, il tasso di riconoscimento dei richiedenti asilo era basso rispetto alle medie dell’Ue, e si erano registrati anche lunghi ritardi prima che venissero prese le decisioni in materia di asilo.

L’Ong ha dichiarato che sono stati fatti dei piccoli progressi nella ricerca di soluzioni durature per i rifugiati e gli sfollati interni delle guerre balcaniche che vivono in Serbia.

(EURACTIV.rs | betabriefing.com)

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SARAJEVO

Il sindaco di Bihać si è opposto a che i migranti venissero collocati in un centro finanziato dall’Ue. Gli ambasciatori tedesco e austriaco in Bosnia, Margret Uebber e Ulrike Hartmann, insieme al capo della delegazione Ue in Bosnia, Johann Sattler, hanno fatto visita al campo per migranti di Lipa, vicino alla città nord-occidentale di Bihać.

Durante i colloqui con Sattler di mercoledì, il sindaco di Bihać, Šuhret Fazlić, ha dichiarato di essere contrario all’inserimento di immigrati clandestini nel campo di Bira in quella città, nonostante offra le migliori condizioni e sia stato completamente ricostruito grazie ai fondi Ue.

(Željko Trkanjec | EURACTIV.hr)

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PODGORICA

Un passo verso l’impeachment, la via dei Balcani? Il presidente del Montenegro Milo Đukanović ha annunciato che non firmerà le proposte di licenziamento del capo di stato maggiore militare, il generale maggiore Dragutin Dakić e il generale maggiore Rajko Pešić, perché non sono state rispettate le norme vigenti. Ha invece annunciato che convocherà una sessione del Consiglio di difesa e sicurezza.

Si tratta dell’ennesimo conflitto tra il governo e il presidente. Nel frattempo, il primo ministro Zdravko Krivokapić ha deciso di convocare un incontro con il presidente del parlamento Aleksa Bečić, il vice primo ministro Dritan Abazović e Đukanović. Sarebbe il primo incontro ufficiale dei rappresentanti del governo con il presidente, che si confronterà – come ha riferito il quotidiano belgradese Blic – con i suoi “tentativi di ostacolare il lavoro delle istituzioni montenegrine”. Il governo, ha scritto Blic, non è contento del fatto che Đukanović stia trovando posto per gli ex membri delle autorità che sono stati licenziati.

(Željko Trkanjec | EURACTIV.hr)

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[A cura di Alexandra Brzozowski, Daniel Eck, Zoran Radosavljevic]