Lavoratori stagionali da invisibili a untori: l’Ue fissa delle linee guida per tutelarli

Lavoratori stagionali marocchini raccolgono lattuga in un campo in Spagna. [EPA-EFE/MARCIAL GUILLEN]

La pandemia ha reso ancora più precarie le loro condizioni. L’esecutivo di Bruxelles ha quindi deciso di presentare degli orientamenti per proteggere questa manodopera indispensabile, ma completamente priva di garanzie.

Il coronavirus li ha bloccati alle frontiere per mesi. Poi ci si è accorti che senza di loro la frutta e verdura prodotta nelle campagne europee rischiava di marcire nei campi. Paesi come Italia, Spagna, Germania, Francia, Danimarca, Regno Unito, Portogallo rischiavano di perdere buona parte della loro produzione agricola per mancanza di manodopera.

Secondo le stime della Commissione, la media annuale dei lavoratori stagionali attivi in Europa è compresa tra diverse centinaia di migliaia e un milione.

“La pandemia da coronavirus ha messo in luce le difficili condizioni di vita e di lavoro alle quali sono soggetti. Questa situazione deve essere affrontata. I nostri orientamenti fungono da campanello d’allarme affinché gli Stati membri e le imprese si assicurino di adempiere alle proprie funzioni per proteggere quei lavoratori indispensabili, ma vulnerabili”, ha spiegato il commissario Ue per il Lavoro e i diritti sociali, Nicolas Schmit.

In Europa i lavoratori non comunitari sono i più esposti a disoccupazione e povertà

I dati del rapporto Eurostat sull’integrazione rivelano le disuguaglianze sul mercato del lavoro: solo il 60% dei lavoratori non comunitari riesce a trovare lavoro negli Stati dell’Ue a fronte del 75% dei lavoratori europei. Il 45% dei lavoratori non Ue …

I corridoi verdi

Per rispondere all’appello lanciato dalle imprese agricole l’Unione europea ha attivato i cosiddetti “corridoi verdi” che hanno consentito a decine di migliaia di lavoratori rumeni, bulgari, polacchi, tunisini, marocchini di tornare a lavorare nelle campagne della Germania e della Gran Bretagna e dell’Italia.

In attesa dell’approvazione del “decreto flussi” in Italia gli ingressi sono stati autorizzati con la mediazione delle associazioni di categoria. Nonostante questo la manodopera agricola straniera, spesso irregolare e costretta a lavorare in condizioni disumane, continua ad essere la più esposta alla precarietà e anche al rischio di contagio. Dai mattatoi tedeschi alle campagne di Mondragone nel giro di pochi giorni gli invisibili sono diventati “untori”. Pagati pochi euro l’ora, sono costretti a vivere in condizioni precarie,in spazi angusti che possono trasformarsi facilmente in nuovi cluster.

Altri invece arrivano da Paesi extra-Ue, dove la situazione epidemiologica non è ancora sotto controllo. È il caso dei lavoratori stagionali bengalesi arrivati a Jesolo per lavorare negli alberghi e ristoranti della località balneare adriatica e subito messi in isolamento in quanto risultati positivi al Covid-19.

Le azioni dell’Unione europea

Per tutelare i diritti, la salute e la sicurezza dei lavoratori stagionali e garantire che questi siano consapevoli dei loro diritti l’esecutivo Ue invita Stati membri ad adottare tutte le misure necessarie per garantire condizioni di vita e di lavoro dignitose agli stagionali. Inoltre i Paesi membri dovranno sensibilizzare datori di lavoro e lavoratori sugli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sostenere i datori di lavoro nell’attuazione delle disposizioni giuridiche, fornire informazioni chiare ai lavoratori in una lingua che comprendono e a aumentare le ispezioni.

La Commissione ha previsto anche uno studio per raccogliere dati sul lavoro stagionale intra-Ue e individuare le principali sfide, anche per quanto riguarda i subappalti. Inoltre avvierà un’indagine sulle occupazioni ad alto rischio e una campagna di sensibilizzazione rivolta ai settori in cui si ricorre di più al lavoro stagionale.

Bruxelles ascolterà le parti sociali coinvolte e promuoverà uno studio analitico comparativo in vari Stati membri a cura della rete di esperti giuridici in materia di libera circolazione e coordinamento della sicurezza sociale. L’Ue favorirà lo scambio di informazioni tra i Paesi membri e una migliore consapevolezza dei diritti di questa categoria di lavoratori tramite la piattaforma europea contro il lavoro non dichiarato e la campagna #EU4FairWork.