La Spagna approva la nuova legge di bilancio, non accadeva dal 2018

Il Primo Ministro spagnolo Pedro Sanchez interviene durante una sessione parlamentare al Congresso dei deputati a Madrid, Spagna, 16 dicembre 2020. [EPA-EFE/J.J. Guillen]

Il 22 dicembre il Senato spagnolo ha approvato la legge di bilancio proposta dal primo ministro Pedro Sánchez per il 2021, dando così nuova linfa al suo governo di minoranza, dopo anni di instabilità politica.

Il piano di spesa, che incanala nell’economia anche i miliardi di euro previsti dal Recovery Plan, era già stato approvato dal Congresso dei deputati – la camera bassa spagnola – lo scorso 3 dicembre.

Il successo della legge di bilancio aumenta le possibilità che Sánchez rimanga Presidente del Consiglio fino alle prossime elezioni generali, fissate per il 2023. L’evento fa particolarmente notizia perché si tratta del primo bilancio approvato dal 2018.

L’ascesa di nuovi partiti, come Podemos e Ciudadanos, ha fratturato il Parlamento, rendendo difficile l’approvazione di una legge tanto delicata. Tale instabilità politica ha portato la Spagna, la quarta economia della zona euro, a quattro tornate elettorali tra il 2015 e il 2019.

“Questa è una tappa molto, molto importante perché permette a Pedro Sánchez di guadagnare tempo e stabilità”, ha detto Oriol Bartomeus, politologo dell’Università Autonoma di Barcellona.

“Sánchez non ammette mai la sconfitta”

Diventato primo ministro nel giugno 2018, Sánchez era stato costretto a indire nuove elezioni già all’inizio del 2019, dopo che i partiti separatisti catalani avevano bocciato il suo progetto di bilancio. Il voto sul bilancio è arrivato sulla scia della crisi politica avviati in seguito al fallito tentativo della Catalogna di staccarsi dalla Spagna nel 2017.

“Sánchez ha dimostrato nel corso della sua carriera di non ammettere mai la sconfitta”, ha detto Paloma Roman, professore di politica all’Università Complutense di Madrid. Dopo due elezioni generali inconcludenti nel 2019, Sánchez nel gennaio 2020 ha formato un governo di minoranza, stringendo un alleanza con Podemos. Inizialmente ha cercato di ottenere il sostegno per il bilancio del 2021 da Ciudadanos. Ma dopo il fallimento delle trattative, si è rivolto anche ai diversi partiti nazionalisti regionali, tra cui Bildu, gli eredi dell’ex ala politica del gruppo separatista armato basco Eta.

Sánchez si è insediato nel 2018 con l’appoggio di questi partiti, ma il patto con Bildu ha suscitato le proteste della destra e anche critiche interne da parte del suo partito socialista. Data la composizione del Parlamento, “non c’era un’altra maggioranza possibile” per aiutare a far passare il bilancio, ha detto Bartomeus.

Non sarà facile

In cambio del sostegno di questi partiti per il suo bilancio, Sánchez ha concordato una serie di misure, tra cui una moratoria sugli sfratti per le famiglie povere che il gabinetto dovrebbe approvare martedì.

Mentre l’approvazione del bilancio assicura che il governo di Sánchez durerà, egli deve ancora affrontare “anni di negoziati permanenti all’interno del suo governo e in parlamento” per approvare le leggi, ha detto Cristina Monge, politologo dell’Università di Saragozza.

Anche all’interno della stessa maggioranza, socialisti e Podemos sono divisi su molte questioni come le migrazioni, il futuro della monarchia e la necessità di aumentare il salario minimo. Anche i legami di Sánchez con l’alleato catalano Erc rischiano di diventare più tesi con l’avvicinarsi delle elezioni regionali catalane del 14 febbraio.

“Non sarà facile per il governo resistere a queste tensioni, ma nessuno dei due (partner della coalizione) ha un reale interesse a separarsi” e a far cadere il governo, ha detto Bartomeus.

Monge ha detto che Podemos sta precipitando nei sondaggi e che i socialisti non hanno abbastanza sostegno per governare da soli, quindi il “prezzo che pagherebbero” se si separassero sarebbe “troppo alto”.

Gli equilibri politici ricordano in parte anche le dialettiche che animano il Parlamento e il governo italiani. Nonostante le pesanti divergenze tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Italia Viva, infatti, sembra essere nel migliore interesse delle parti in causa trovare accordi che permettano di proseguire l’impegno di governo.

Anche per l’Italia si passa però dalla legge di bilancio e dalla gestione dei fondi del Recovery Plan, un esame politico che dirà molto sull’eventuale stabilità politica dell’Italia nei prossimi due anni, così come successo con la Spagna.