La Polonia si allontana dall’Europa

Il presidente polacco Andrzej Duda, candidato per il PiS, durante un incontro con la popolazione del 10 luglio 2020. [EPA-EFE/Wojtek Jargilo POLAND OUT]

Il presidente uscente Andrzej Duda ha vinto il ballottaggio nelle elezioni presidenziali, conquistando il 51,21%, mentre Rafal Trzaskowski ha ottenuto il 48,79% dei consensi. Una vittoria scontata fino a poco tempo fa, ed invece assai risicata, che testimonia della forte spaccatura nel Paese.

La conferma di Duda alla presidenza della Polonia garantisce al PiS al governo, altro tempo per portare a compimento la svolta in una direzione nazionalista e sostanzialmente autoritaria già in corso. Toglie speranza a chi in Polonia si batte per invertire il processo di erosione dello stato di diritto e dell’indipendenza della magistratura che ha portato ad un duro scontro tra il governo polacco e gli organi giurisdizionali polacchi, quelli dell’Unione europea, nonché con il Consiglio d’Europa. E permetterà di consolidare la trasformazione della tv di Stato in uno strumento di propaganda del PiS. Particolarmente preoccupati sono i difensori dei diritti civili, delle minoranze religiose e della comunità LGTB, già oggetto di attacchi da parte del governo conservatore.

Un ruolo centrale nella vittoria di Duda lo ha avuto anche il successo economico della Polonia, peraltro in larga parte legato all’Unione Europea. La Polonia è in termini assoluti il maggior beneficiario della politica di coesione dell’Unione, ovvero dei fondi strutturali europei. Dal suo ingresso nell’Unione nel 2004 grazie ad essi ha costruito oltre 3500 km di autostrade, ammodernato il sistema ferroviario, investito sulle infrastrutture scolastiche, culturali e sportive – per certi aspetti un modello da seguire anche in Italia. Ciò nonostante i polacchi hanno sempre avuto un forte sentimento nazionale, e la loro preoccupazione rispetto alla sicurezza e alla minaccia russa, li porta ad abbracciare l’atlantismo ancor più dell’europeismo.

La conferma di Duda rischia di portare ad una maggiore conflittualità nei confronti dell’Unione Europea ed in particolare nel negoziato sul bilancio europeo, specialmente per quanto riguarda i vincoli all’esborso dei fondi europei riguardo allo stato di diritto. Oltre che naturalmente sul tema della politica europea sui migranti e i richiedenti asilo.

Nella misura in cui lo scontro tra Trzaskowski e Duda era anche uno scontro tra europeismo e nazionalismo, in Polonia questa volta ha vinto il nazionalismo.

La Polonia tra europeismo e nazionalismo

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