In Europa riaprono le frontiere: tempi e regole dei diversi Paesi

La frontiera di 'Pont Saint-Ludovic' tra la Francia e l'Italia, a Mentone, nel sud della Francia, l'8 giugno 2020. [EPA-EFE/SEBASTIEN NOGIER]

Nella maggior parte dei Paesi europei decadono le restrizioni sugli spostamenti introdotte a metà marzo per arginare la diffusione della pandemia di coronavirus, e si potrà cominciare di nuovo a circolare liberamente all’interno dell’Unione. Tuttavia i singoli Stati hanno scelto di riaprire con modalità e tempi diversi gli uni dagli altri.

L’Italia è stata tra i primi a riaprire le proprie frontiere ai cittadini europei, già il 3 giugno. Questa scelta è stata seguita anche da altri Paesi: Bulgaria, Croazia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Estonia, Slovacchia e Slovenia, ad esempio, hanno già iniziato nei giorni scorsi a revocare le restrizioni, escludendo quelle nazioni che ritengono “non sicure”.

Francia

Dal 15 giugno la Francia apre le frontiere ai Paesi Ue, ai Paesi Aels (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera), a Monaco, San Marino, Vaticano e Andorra. Chi arriva da queste zona non dovrà esibire alcun certificato, né sottoporsi a quarantena. Cosa che dovrà fare invece per 14 giorni chi arriva dal Regno Unito. Le misure per i passeggeri provenienti dalla Spagna saranno revocate il 21 giugno, data in cui le autorità spagnole hanno dichiarato che ritireranno le proprie restrizioni. Dal 1 luglio la Francia riaprirà anche ai Paesi extra-Schengen.

Spagna e Portogallo

La Spagna inizialmente aveva previsto di riaprire le frontiere a luglio, poi ha deciso di anticipare eliminando le restrizioni verso i Paesi europei dal 21 giugno. Con la riapertura – ha spiegato Sanchez – sarà abolito l’obbligo di quarantena per chi entra in Spagna, attualmente in vigore. Dalla riapertura sarà escluso il Portogallo, che ha chiesto che le frontiere non venissero aperte fino al 1° luglio. A partire da quella data Madrid prevede di riaprire anche agli Stati extra-Ue.

Germania e Austria

Dal 16 giugno la Germania riapre tutte le frontiere verso gli altri Paesi Ue. Per chi arriva dall’area Schengen non è previsto alcun obbligo di quarantena. Tuttavia su questo in passato i singoli Stati federali hanno deciso in autonomia, adottando schemi diversi. Rimarrano in vigore solo le restrizioni previste per i voli verso la Spagna, dato che Madrid ha deciso di riaprire a tutti gli spostamenti dopo il 21 giugno.

L’Austria dal 4 giugno ha riaperto a Germania, Liechtenstein, Svizzera, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Ungheria. La riapertura all’Italia e ad altri 30 Paesi è prevista per il 16 giugno. Dopo quella data rimarrà in vigore l’obbligo di quarantena per chi arriva da Spagna,  Portogallo e Regno Unito. Al di fuori dell’area Schengen l’ingresso è consentito solo a determinate categorie di lavoratori come diplomatici, viaggiatori in transito e persone che lavorano con organizzazioni internazionali, in ambito sanitario o nei trasporti.

Malgrado gli spostamenti verso l’Italia non siano ancora stati autorizzati ufficialmente, secondo quanto riporta Il Gazzettino, nelle spiagge del Veneto nel weekend del Corpus Domini sono già arrivati i primi turisti austriaci. Questo è stato possibile perché, come hanno raccontato loro stessi, nel tragitto verso l’Italia non ci sarebbero controlli o posti di blocco, che invece ci sono per chi fa il percorso inverso.

Ue, frontiere esterne aperte dal 1 luglio. Dubbi su Stati Uniti e Brasile

Dato che la situazione sanitaria in alcuni Paesi terzi è ancora critica, la revoca delle restrizioni non sarà estesa a tutti i Paesi. A dover attendere saranno gli Stati più a rischio, come Stati Uniti e Brasile dove il numero …

Cipro e Grecia

Cipro il 9 giugno ha aperto a gran parte dei Paesi Ue, a condizione che i passeggeri potessero dimostrare di essersi sottoposti al test per il coronavirus con esito negativo. Dal 20 giugno, le restrizioni di viaggio sono completamente abolite per questi viaggiatori, mentre chi arriva da Israele, Polonia e Romania ha bisogno di un certificato sanitario. Dall’elenco sono ancora esclusi Belgio, Regno Unito, Svezia e Paesi Bassi.

Dal 15 giugno la Grecia ha ripreso i voli verso la maggior parte dei Paesi, ad eccezione di quelli indicati come ad alto rischio dall’Agenzia per la sicurezza aerea dell’Ue (Easa). Gli arrivi per ora sono consentiti solo ad Atene e a Salonicco, i voli diretti verso gli aeroporti regionali riprenderanno il 1° luglio.

I Paesi scandinavi

In Norvegia le frontiere sono ancora chiuse e solo i viaggiatori provenienti da Danimarca, Islanda e Finlandia potranno tornare nel Paese dal 15 giugno. Situazione analoga in Danimarca che ha deciso di aprire solo ai turisti provenienti da Germania, Islanda e Norvegia. La Finlandia ha dato il via libera ai viaggiatori provenienti da Norvegia, Danimarca, Islanda, Estonia, Lettonia, Lettonia e Lituania a partire dal 15 giugno. L’allentamento delle restrizioni da parte di questi Paesi non riguarderà la Svezia.

I Paesi dell’Est

Il 5 giugno la Slovacchia ha riaperto a Austria, Ungheria e Repubblica Ceca e il 10 a Germania, Liechtenstein, Svizzera, Slovenia, Croazia, Bulgaria, Grecia, Cipro, Malta, Estonia, Lettonia, Lituania, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Islanda, ma non all’Italia. L’Ungheria ha iniziato ad allentare le restrizioni dal 12 giugno, ma solo verso Austria, Slovacchia, Croazia, Repubblica Ceca, Slovenia e Serbia. Anche nell’area balcanica continuano ad esserci limitazioni: la Bosnia ha riaperto solo ai cittadini provenienti da Croazia, Montenegro e Serbia. Il Montenegro sta tenendo una lista dei Paesi a cui è consentito l’ingresso che viene aggiornata di giorno in giorno. Per ora l’Italia è esclusa dall’elenco.