Il premier spagnolo: i socialisti non appoggeranno mai il referendum per l’indipendenza della Catalogna

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez. [EPA-EFE/Ballesteros]

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha affermato che non ci sarà un referendum sull’indipendenza in Catalogna perché il partito socialista, il PSOE, che lui stesso guida, “non lo accetterà mai e poi mai”.

Nei giorni scorsi durante una sessione plenaria in parlamento, dopo aver spiegato le ragioni per cui il governo ha deciso di concedere la grazia a nove leader catalani separatisti, Pedro Sanchez ha chiuso la porta a chi forse in quel gesto aveva intravisto uno spiraglio per l’indipendentismo catalano.

Non usa mezzi termini il leader socialista per spiegare che l’indulto non ha nulla a che vedere con un eventuale appoggio al referendum per l’indipendenza della Catalogna: “Non ci sarà nessun referendum sull’autodeterminazione a meno che i suoi sostenitori non riescano a convincere i tre quinti di questa Camera a modificare l’articolo 2 della Costituzione e gli spagnoli ratifichino questa modifica attraverso un referendum”.

Il 17 maggio scorso i partiti indipendentisti della Catalogna avevano annunciato di aver formato un nuovo governo di coalizione, facendo aumentare le speranze per le frange indipendentiste.

“L’obiettivo non è altro che servire il ‘paese’ [la regione autonoma della Catalogna] e il popolo nel miglior modo possibile, governare per tutti e allo stesso tempo essere in grado di muoversi verso l’obiettivo comune dell’indipendenza sotto forma di una Repubblica catalana”, hanno scritto i partiti ERC e JxCat in un comunicato stampa congiunto.

Catalogna, gli indipendentisti hanno trovato l'accordo per formare il nuovo governo regionale

Dopo cinque mesi di difficili negoziati, lunedì 17 maggio i partiti indipendentisti della Catalogna hanno annunciato di aver formato un nuovo governo di coalizione, scongiurando il rischio di nuove elezioni regionali.

L’accordo è stato siglato lo scorso fine settimana dai …

Sanchez ha ammesso che gli indulti da soli non risolvono la delicatissima questione che attanaglia il paese, ma ha anche spiegato che è evidente che i tribunali non sono una soluzione ad un problema che è politico.

Nove politici catalani erano stati condannati per sedizione dopo il referendum illegale e la dichiarazione unilaterale di indipendenza del 2017 e il governo Sanchez aveva deciso di concedere a tutti e nove l’indulto.

«Sono convinto che permettere a queste nove persone, che rappresentano migliaia di catalani, di uscire dal carcere, è un messaggio chiaro sulla volontà di concordia e di convivenza della democrazia spagnola», ha spiegato Sanchez.

Proprio in questi termini ha difeso la sua decisione: un passo politico necessario verso la riconciliazione, anche se “sempre seguendo la legge”. Una riconciliazione che però non può fare rima con indipendenza: “Posso dirvi subito che il PSOE non lo accetterà mai e poi mai”, ha detto lapidario.