Il partito di Orban lascia il Ppe

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Fidesz, il partito del primo ministro ungherese Viktor Orban, ha lasciato il Partito popolare europeo (PPE).

La decisione è stata presa dopo che il Ppe ha approvato una modifica al proprio statuto che permette di espellere un’intera delegazione senza consultare i delegati del partito, in caso di gravi violazioni. Orbán aveva fatto sapere che se questa modifica fosse passata avrebbe ritirato la delegazione.

Fidesz ha 12 eurodeputati. Con la loro uscita il gruppo dei popolari scende a 175 membri, rimanendo comunque il primo gruppo al Parlamento europeo.

“Mentre centinaia di migliaia di europei sono ricoverati in ospedale e i nostri dottori salvano vite, è estremamente deludente vedere che il gruppo Ppe è paralizzato dalle sue questioni amministrative interne e sta provando a mettere a tacere e disattivare i nostri deputati democraticamente eletti”, si legge nella lettera che Orban ha inviato al capogruppo dei popolari Manfred Weber, per annunciare la sua decisone.

Dopo la notizia dell’addio di Orban ai popolari, Matteo Salvini ha scritto al premier magiaro per ribadire “amicizia e vicinanza con il popolo ungherese”, fanno sapere fonti leghiste. Una manifestazione di solidarietà che non agevola un avvicinamento tra la Lega e il Ppe e che indebolisce l’ipotesi secondo la quale gli eurodeputati leghisti potrebbero colmare il vuoto lasciato da Fidesz tra le fila del Partito popolare europeo.

Un nuovo approdo

Il partito di Orban non avrà difficoltà a trovare una nuova collocazione nel Parlamento europeo. I corteggiamenti sono già iniziati sia da parte dei Conservatori e riformisti (Ecr), il gruppo di Fratelli d’Italia, sia da parte di Identità e democrazia (Id), il gruppo della Lega e di Alternative für Deutschland. “Orbán è il benvenuto tra noi”, ha dichiarato il leader di Afd, Joerg Meuthen.

Anche i copresidenti del gruppo Ecr hanno espresso la loro solidarietà e vicinanza a Orban. Ryszard Legutko ha dichiarato: “Con la decisione odierna, è ovvio che il Ppe ha perso anche l’ultimo residuo della sua originale anima cristiana. I valori che un tempo i padri fondatori dell’Ue rappresentavano non hanno più una casa nel Ppe”.

“L’Ue si trova nella peggiore crisi della sua storia. Invece che farsi fautori di legami più forti e di un vero spirito di solidarietà, i cosiddetti europeisti alzano steccati, e creano divisioni tra i diversi popoli europei – ha aggiunto Raffaele Fitto – . Tutto questo aggravato dalle loro pretese di dare patenti di “democrazia” a governi legittimati democraticamente, solo sulla base del fatto che questi governi gli piacciano o no”.