Germania, i legami dell’ex cancelliere Schröder con Putin mettono in difficoltà la coalizione di governo

L'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, al centro delle polemiche in Germania per la sua vicinanza con Putin. [EPA-EFE/OMER MESSINGER]

La coalizione di governo, formata da socialdemocratici, verdi e liberali, si trova in difficoltà per i legami dell’ex leader e cancelliere Gerhard Schröder con Vladimir Putin, trovandosi sempre più isolata nella coalizione di governo. Nel frattempo, si punta a rivedere la legge sulla sicurezza energetica che consente l’esproprio delle infrastrutture critiche dagli operatori.

I socialdemocratici tedeschi (Spd) del cancelliere Olaf Scholz si trovano a fare i conti con l’ingombrante figura dell’ex leader Gerhard Schröder e la sua scomoda vicinanza in passato con Vladimir Putin, tanto da trovarsi sempre più isolati nella coalizione di governo.

“La Spd non ha un problema di legami con la Russia”, ha detto la co-leader del partito Saskia Esken a una conferenza stampa lunedì 25 aprile. Tuttavia, l’ex cancelliere Schröder si trova sempre più al centro delle polemiche dall’inizio della guerra in Ucraina per aver rifiutato di lasciare i suoi incarichi nelle aziende statali russe, tra cui Gazprom.

Una sua recente intervista al New York Times ha riacceso ulteriormente il dibattito: al giornale americano ha dichiarato che il presidente russo Vladimir Putin, suo amico personale, non era coinvolto personalmente in alcun crimine di guerra commesso in Ucraina.

Queste dichiarazioni hanno portato Saskia Esken a chiedere che l’ex cancelliere si dimettesse dal partito, dicendo di essere “disgustata” e che la difesa di Putin portata avanti da Schröder fosse “assurda”. Tuttavia, i vertici del partito non hanno preso alcun provvedimento concreto contro di lui alla riunione del 25 aprile.

Mentre diverse sedi regionali e locali del partito hanno avviato la procedura di esclusione contro Schröder, la leader Esken ha dichiarato che sperava di evitare questa perdita di tempo con le dimissioni dell’ex cancelliere.

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“L’immagine che molti rappresentanti del principale partito di governo stanno dando agli occhi del mondo non ci può soddisfare in qualità di partner di coalizione”, ha dichiarato Wolfgang Kubicki, vicepresidente federale dei liberali di Fdp.

Anche tra i Verdi, che pur continuano a sostenere pubblicamente il governo, serpeggia malcontento: le esitazioni del cancelliere Scholz riguardo all’Ucraina scontentano diversi membri chiave del Bundestag.

Nella giornata di martedì 26 aprile la coalizione di governo tedesca ha confermato che darà il via libera alla consegna di armi pesanti all’Ucraina prodotte in Germania, dopo che inizialmente aveva acconsentito solo all’assistenza dei Paesi Nato che fornivano equipaggiamento ex sovietico all’Ucraina, rimpiazzandolo con nuove forniture di fabbricazione tedesca.

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Espropriazione degli impianti energetici

Nel frattempo, vista la difficile situazione di crisi energetica attuale, il governo tedesco ha deciso di rivedere la sua legge sulla sicurezza energetica del 1975. Con questa revisione sarà possibile espropriare dagli operatori il controllo delle infrastrutture critiche.

“La guerra di aggressione della Russia all’Ucraina, che viola il diritto internazionale, ha portato a una situazione energetica tesa. I prezzi sono alti, l’incertezza è grande, i rischi sono presenti. Dobbiamo quindi prepararci ad affrontare la situazione”, ha spiegato il vice-cancelliere Robert Habeck.

“Pertanto, con la modifica della legge sulla sicurezza energetica, stiamo ancora una volta affilando significativamente i nostri strumenti e li stiamo aggiornando”, ha aggiunto.

“Questo ci permetterà di rafforzare la preparazione alle crisi e di agire in modo rapido e completo. Si tratta di fare tutto il possibile per mantenere l’approvvigionamento di base”, ha detto il vice-cancelliere.

Habeck ha già invitato i cittadini tedeschi a risparmiare energia. “Chiedo a tutti di dare un contributo al risparmio energetico in questo momento”, ha detto a Funke Media Group il 14 aprile.

L’aggiornamento di questa legge comporta diverse novità. Sarà creata una piattaforma digitale per abilitare più rapidamente le misure di crisi. Nel settore del gas, i commercianti e i consumatori industriali dovranno registrarsi e fornire dati sui loro acquisti e consumi. L’obiettivo è di permettere alle autorità di chiudere rapidamente le aziende durante una carenza di gas, ha detto il ministero dell’economia e dell’azione climatica.

In secondo luogo, Berlino implementerà misure per rafforzare il meccanismo di solidarietà Ue. Secondo il regolamento del 2017 sulla sicurezza delle forniture, gli Stati membri dell’Ue devono aiutarsi a vicenda in caso di carenze.

Infine, la legge permetterà al governo di implementare “misure straordinarie di prevenzione delle crisi” che potranno essere messe in atto prima ancora che si verifichi un’emergenza. L’obiettivo è quello di evitare qualsiasi tipo di minaccia all’approvvigionamento energetico.

Tra queste misure di emergenza figura anche il passaggio del controllo delle infrastrutture critiche nelle mani dello Stato, così come l’adeguamento dei prezzi. Al momento, l’espropriazione è considerata un’ultima scelta solo nel caso in cui gli operatori non fossero in grado di rispettare i loro obblighi.

Questa misura tedesca ricalca in parte quella proposta dalla Commissione Ue, che a marzo aveva annunciato l’obbligo di una certificazione per gli operatori di infrastrutture di stoccaggio del gas, avvertendo che quelle che avrebbero costituito un rischio per la sicurezza avrebbero dovuto cedere il controllo.