Germania, accordo per il nuovo governo “semaforo”: cosa cambia nei rapporti con l’Unione europea

Il futuro cancelliere Olaf Scholz. [EPA-EFE/CHRISTIAN BRUNA]

Il contratto di governo apre alla modifica dei trattati europei. In materia di Stato di diritto l’approccio nei confronti di Polonia e Ungheria sarà più duro rispetto all’era Merkel. Per quel che riguarda il Patto di stabilità non si escludono “ulteriori sviluppi”.

Spd, Verdi e Liberali hanno raggiunto l’accordo per formare il nuovo governo in Germania. La cancelleria andrà al leader della Spd Olaf Scholz, il ministero degli Esteri ad Annalena Baerbock (Verdi), mentre il cruciale ministero delle Finanze toccherà al liberale Christian Lindner. Ai Verdi è stato assegnato anche il ministero dell’Economia e dell’Ambiente, che sarà guidato dal futuro vicecancelliere Robert Habeck.

Il contratto di governo della “coalizione semaforo” prevede una forte spinta sul contrasto ai cambiamenti climatici. Il programma prevede anche l’aumento del salario minimo a 12 euro, cavallo di battaglia dei socialdemocratici, un piano edilizio per costruire 400 mila nuovi appartamenti l’anno, la lotta alla povertà infantile, la stabilizzazione delle pensioni, la legalizzazione della cannabis e l’estensione del diritto di voto ai 16enni.

La politica europea 

Anche per quel che riguarda i rapporti con l’Unione europea si prevede un cambio di passo, anche se su molte questioni l’approccio sarà analogo a quello della cancelliera uscente. La novità più significativa, rispetto all’era Merkel, è l’apertura della nuova coalizione semaforo alla possibilità di modificare i trattati dell’Ue.

Nell’accordo la coalizione afferma di voler usare la Conferenza sul futuro dell’Europa come punto di partenza per riformare l’Unione. La conferenza “dovrebbe portare a una convenzione costituzionale e all’ulteriore sviluppo di un’Europa federale che sia decentralizzata e organizzata secondo il principio della sussidiarietà”, si legge nel documento.

Udo Bullmann, che ha guidato i negoziati sui capitoli dedicati agli affari europei per la Spd, ha sottolineato che la proposta è un forte “segnale” di come i tre partiti vogliano rafforzare ulteriormente l’Unione. Ulteriori passi di integrazione sono necessari perché “il tempo lo richiede” e la “gente lo sta aspettando”, ha aggiunto Bullmann.

“Un’Europa sovrana è la chiave per la nostra politica estera”, ha detto Scholz. La coalizione del semaforo prevede anche di rafforzare il Parlamento europeo dandogli il diritto di avviare l’iter legislativo, una prerogativa attualmente riservata alla Commissione. Nel contratto di governo della coalizione semaforo si parla anche di una legge elettorale comune europea, che includerebbe liste transnazionali di candidati, con il candidato vincente che viene eletto presidente della Commissione europea. L’accordo prevede anche che spetti ai Verdi nominare il prossimo commissario europeo, a meno che non sia scelta una candidata tedesca, vale a dire Ursula von der Leyen, attraverso il processo dei candidati capolista.

Un altro obiettivo del futuro governo tedesco è quello di sostituire l’unanimità con il voto a maggioranza nel Consiglio europeo per quel che riguarda la politica estera e di difesa. In materia di difesa il documento chiede una riforma del Servizio europeo di azione esterna e “una maggiore cooperazione tra gli eserciti nazionali degli Stati membri che vogliono integrarsi, in particolare nell’addestramento, nelle capacità, nelle operazioni e nell’equipaggiamento”.

Un punto di svolta dell’accordo di governo, rispetto all’approccio più conciliante della cancelliera in carica, è rappresentato dall’impegno a perseguire una linea più dura nei confronti delle violazioni dello Stato di diritto in Ungheria e Polonia.

Nicola Beer, il negoziatore dei capitoli sull’Europa per i liberali, ha sottolineato che “tutti coloro che sono entrati nella coalizione hanno sottoscritto di aderire alle regole del gruppo e questo include sicuramente l’indipendenza della magistratura”.

Questo varrà anche per l’approvazione dei Pnrr di Budapest e Varsavia. In proposito il nuovo governo intende dare seguito alla condizionalità che lega i fondi Ue al rispetto dello Stato di diritto e sostenere la proposta della Commissione di dare il via libera alle risorse del Next Generation Eu per i due paesi, solo se “precondizioni come l’indipendenza della giustizia saranno rispettate”.

Beer ha anche sottolineato che il futuro governo tedesco nei confronti della Polonia intende adottare un duplice approccio: da un lato affronterà le questioni dello stato di diritto in modo più rigoroso, dall’altro intensificherà le relazioni in altre aree, come la gestione dell’immigrazione.

Per quel che riguarda invece la riforma del Patto di stabilità, malgrado l’approccio dei liberali su questo argomento sia sempre stato piuttosto rigido, il  documento non esclude “ulteriori sviluppi” in materia di crescita, sostenibilità del debito e investimenti verdi. Come ha sottolineato l’emittente televisiva Zdf, dal testo non è chiaro se questo significhi ammorbidire le regole di bilancio dell’Ue. Inoltre la coalizione si impegna a negoziare affinché le regole diventino “più semplici e più trasparenti”. Il testo prevede  anche che il Recovery sia “uno strumento limitato nel tempo e nella quantità”, il che fa pensare che il nuovo governo, come i precedenti, rifiuti l’idea di mettere in comune in modo permanente i rischi del debito.