Francia, la protesta dei media contro la legge sulla sicurezza globale: “Limita la libertà d’informazione”

[EPA-EFE/IAN LANGSDON]

La protesta si concentra soprattutto sull’articolo 24, che prevede una multa di 45mila euro e un anno di reclusione per chi diffonde immagini di poliziotti o militari per danneggiarne “l’integrità fisica o psicologica”.

Martedì 24 novembre in Francia verrà approvata definitivamente la nuova legge sulla “sicurezza globale” che introduce, tra le altre cose, un nuovo reato nella legge sulla libertà di stampa del 1881. Il SNJ-CGT, il sindacato dei giornalisti francese, e la Lega dei diritti dell’uomo hanno organizzato delle manifestazioni per lanciare l’allerta sulle pesanti ricadute che questa norma rischia di avere sulla libertà di stampa e di informazione.

A destare preoccupazione è soprattutto l’articolo 24, che prevede una multa di 45mila euro e un anno di reclusione per chi diffonde immagini di agenti o militari “all’evidente scopo di nuocere alla sua integrità fisica o psicologica”.

“Un giornalista o un cittadino che filma un’operazione di polizia potrebbe ovviamente continuare a farlo. Tuttavia, coloro che accompagnano le loro immagini con un appello alla violenza trasmettendo i nomi e gli indirizzi dei nostri agenti di polizia non potranno più farlo”, ha dichiarato il ministro degli Interni Gérald Darmanin durante il dibattito in aula, venerdì 20 novembre. Secondo i media francesi però questo disegno di legge e anche con il nuovo piano nazionale per il mantenimento dell’ordine pubblico presentato a settembre rappresentano una minaccia per la libertà d’informazione.

“La qualità dell’informazione non aumenterà mai se la sua condizione primaria, la libertà, è limitata. La fiducia dei cittadini sarà ulteriormente erosa se poteri di qualsiasi tipo interferiscono con i confini della nostra professione, con la definizione ufficiale della verità. La protezione dei giornalisti non servirà ad altro scopo che a screditarli se equivale a una forma di supervisione e controllo del loro lavoro”, ha denunciato il direttore di Le Monde in un duro editoriale.

Sabato a Parigi, diverse migliaia di manifestanti si sono riuniti al Trocadero. “Non siamo qui per difendere un privilegio della nostra professione, della libertà di stampa e della libertà dei giornalisti”, ha spiegato Edwy Plenel, co-fondatore e direttore del giornale online francese Mediapart. “Siamo qui per difendere i diritti fondamentali, i diritti di tutte le persone”. Anche l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani e il difensore civico francese per i diritti umani hanno evidenziato che  la nuova legge sulla sicurezza rischia di minare diritti fondamentali.