Francia: formato il nuovo governo, tra continuità e alcune novità

La prima riunione del Governo francese il 23 maggio 2022. [EPA-EFE/MICHEL SPINGLER / POOL MAXPPP OUT]

Grandi conferme alternate a volti nuovi, con qualche promozione a nuovi incarichi: lunedì 23 maggio la prima uscita dell’esecutivo del ‘Macron 2’.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha nominato venerdì 20 maggio gli esponenti del governo, dopo la nomina dello scorso lunedì di Elisabeth Borne a Primo Ministro. Il nuovo esecutivo, in sostanziale continuità con i governi precedenti e composto da 14 uomini e 14 donne, alterna alcuni volti nuovi e riconferme. Lunedì 23 maggio la prima riunione.

I ministri “régalien” 

Alcuni esponenti del governo uscente che ricoprivano ruoli nei Ministeri più importanti, i cosiddetti régalien, sono stati riconfermati. Bruno Le Maire resterà a Bercy, dirigendo il ministero dell’Economia, delle Finanze e della Sovranità Industriale e Digitale.

Gérald Darmanin è stato mantenuto alla guida del ministero dell’Interno ed è stato riconfermato anche il ministro uscente della Giustizia, Éric Dupond-Moretti, ex avvocato.

Un volto nuovo è stato inserito al Quai d’Orsay, Caterina Colonna, che assumerà il ministero dell’Europa e degli Affari esteri. Già ministro delegato agli Affari Europei dal 2005 al 2007, durante la presidenza di Jacques Chirac, è stato poi nominata ambasciatrice a Roma e a Londra. Colonna sarà coadiuvata dal già Segretario di Stato Clément Beaune, che sarà Ministro delegato incaricato dell’Europa – e da Chrysoula Zacharopoulou. Quest’ultima è una eurodeputata, eletta nelle liste del Rinascimento nel 2019, ora nominato Segretario di Stato per lo Sviluppo, la Francofonia e i Partenariati internazionali.

Al Commercio Estero, è stato confermato il ministro uscente Franck Riester. Anche Sébastien Lecornu è stato “promosso” mentre si trasferisce dai Territori d’Oltremare alle Forze Armate, succedendo così a Florence Parly a soli 35 anni.

Ministri uscenti promossi

Agnès Pannier-Runacher e Amélie de Montchalin hanno cambiato portafoglio diventando, rispettivamente, i ministri dell’Energia e della Transizione ecologica. Le due politiche hanno un profilo piuttosto simile: provengono dal settore privato e sono considerate ‘tecnocrate’.

Gabriel Attal, in precedenza portavoce del governo, sarà responsabile del bilancio a soli 33 anni. Proviene da sinistra ed è uno dei pesi massimi dei macronisti. Promossa anche la ministra dell’Autonomia Brigitte Bourguignon, che assumerà le redini del Ministero della Salute e della Prevenzione.

L’ex socialista Olivier Dussopt, ministro del Bilancio uscente, è stato nominato al ministero del Lavoro, della piena occupazione e dell’integrazione, succedendo a Elisabeth Borne, diventata appunto Primo Ministro.

Le prospettive europee del secondo mandato di Emmanuel Macron

La rielezione di Emmanuel Macron all’Eliseo è ricca di significati e prospettive per l’immediato futuro dell’Europa. Segna la sconfitta del nazionalismo sovranista della Le Pen e di tutti quelli che al suo modello si ispirano, rinsalda la prospettiva di un …

Marc Fesneau passerà dai Rapporti con il Parlamento al Ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare. Vale la pena notare che la parola ‘sovranità’ compare due volte nei titoli dei vari ministeri.

Ministri ricollocati

Olivier Véran, che da marzo 2020 è Ministro della Salute e gestisce l’emergenza Covid-19, è il Ministro Delegato presso il Primo Ministro, oltre ad essere responsabile dei Rapporti con il Parlamento e della Vita democratica. Potrebbe così essere incaricato di organizzare la “convenzione transpartisan” che Emmanuel Macron ha promesso in campagna elettorale per ideare le riforme istituzionali da attuare.

Il Segretario di Stato per l’Economia Sociale, Olivia Grégoire, è stata invece nominata portavoce del governo.

I volti nuovi

Il Ministero della Cultura va a Rima Abdul-Malak, già responsabile della cultura nel municipio di Parigi dal 2008 al 2012 quando il socialista Bertrand Delanoë era sindaco della capitale francese. Fino ad oggi è stata consulente culturale di Emmanuel Macron all’Eliseo.

Damien Abad, presidente del gruppo di destra Les Républicains all’Assemblea nazionale, è stato nominato ministro della Solidarietà, dell’Autonomia e dei Disabili.

Christophe Béchu, sindaco di destra di Angers, è stato nominato Ministro Delegato responsabile delle Comunità Territoriali.

Alcuni parlamentari si uniscono al governo, con Justine Benin nominata Segretario di Stato per il Mare, Yaël Braun-Pivet al Ministero dei Territori d’Oltremare e Stanislas Guerini, Direttore Generale de La République en Marche, è al Ministero del Servizio Civile.

Un po’ di società civile

Sono state nominate diverse personalità della società civile, come aveva già fatto Emmanuel Macron nei precedenti governi che lo sostenevano.

Sylvie Retailleau, accademica, fisica e presidentessa dell’Università di Paris-Saclay è stata nominata Ministro della ricerca, dell’istruzione superiore e dell’innovazione.

Il magistrato Isabelle Roma diventa Ministro Delegato per la Parità tra donne e uomini, la Diversità e le Pari Opportunità.

Amélie Oudéa-Castéra, attuale direttore generale della Federazione francese di tennis, sarà il ministro responsabile dello sport e dei Giochi Olimpici, che si terranno a Parigi nel 2024.

Il magistrato e direttore della magistratura per la protezione dei giovani, Charlotte Caubel, è nominata Segretario di Stato per l’infanzia.

Una delle più grandi sorprese di questo governo è la nomina di Pap Ndiaye al Ministero dell’Istruzione e della Gioventù. Direttore del Museo di Storia dell’Immigrazione e storico specializzato in minoranze di sinistra, rappresenta la ‘meritocrazia repubblicana’, secondo l’Eliseo.