Francia e Paesi Bassi rafforzano la cooperazione e uniscono le forze sulla tecnologia quantistica

Outgoing Dutch Prime Minister Rutte meets with French President Macron [EPA-EFE/LUDOVIC MARIN / POOL MAXPPP OUT]

Il presidente Emmanuel Macron e il primo ministro olandese Mark Rutte martedì 31 agosto hanno firmato una dichiarazione volta ad “approfondire” le relazioni tra Francia e Paesi Bassi per difendere insieme “un’Europa forte”. Di recente due Paesi hanno anche siglato un’intesa per cooperare su progetti di tecnologia quantistica all’avanguardia.

Durante un incontro serale al Palazzo dell’Eliseo, i due leader hanno sottolineato di aver stabilito una “buona relazione personale”  negli ultimi quattro anni, e  di voler  “approfondire e rafforzare le loro relazioni bilaterali al servizio della difesa dei loro comuni valori europei”, si legge nella dichiarazione, “la sfida è quella di promuovere un approccio comune che permetta una risposta efficace alle sfide globali”.

Questo riavvicinamento sarà concretizzato attraverso consultazioni governative formali tra i Paesi Bassi e la Francia. Secondo Politico il modello sarà l’asse franco-tedesca.

“La Francia e i Paesi Bassi intendono promuovere il rispetto dello stato di diritto, dei diritti umani, la parità di diritti per le persone LGBTQI+ e l’uguaglianza di genere in tutto il mondo, in conformità con il piano d’azione dell’Ue sui diritti umani e la democrazia per il 2020-2024 e il piano d’azione Ue di genere III. La Francia e i Paesi Bassi sono determinati a incoraggiare l’Unione europea a utilizzare ogni strumento a sua disposizione per perseguire questo obiettivo. A questo proposito, il nuovo regime di sanzioni trasversali per i diritti umani dovrebbe essere utilizzato in tutto il suo potenziale”, si legge nel documento.

Nella dichiarazione Macron e Rutte esprimono preoccupazione per l’indebolimento della libertà di espressione, delle libertà accademiche e della libertà di stampa da parte di attori statali e non statali in Europa. I destinatari di questo messaggio sono soprattutto Polonia e Ungheria. Più volte il premier olandese, anche in sede di Consiglio europeo, ha criticato duramente la deriva autoritaria dei due Paesi.

L’intesa sulla tecnologia quantistica

Un primo segnale di quali possano essere i fronti di cooperazione tra i due Paesi si è visto già martedì quando Francia e Paesi Bassi hanno firmato un memorandum d’intesa sulla tecnologia quantistica all’avanguardia per sviluppare insieme leader europei e attrarre talenti internazionali. Parigi si è impegnata a investire 1,8 miliardi di euro su questo settore e L’Aia 3,6 miliardi. L’accordo è stato firmato a Parigi da Cedric O, segretario di Stato francese per le comunicazioni digitali ed elettroniche e Mona Keijzer, segretario di Stato olandese per gli affari economici e la politica climatica. Alla cerimonia della firma erano presenti quattro aziende che lavorano sulla tecnologia quantistica, tra cui il produttore olandese di attrezzature per semiconduttori ASML, la start-up quantistica olandese Qu & Co, la società francese di venture capital Quantonation e la società informatica francese Atos.

Anche se i loro partiti sono membri dello stesso gruppo al Parlamento europeo, Renew Europe, Emmanuel Macron e Mark Rutte, i due leader il più delle volte si sono trovati su fronti opposti sulle questioni europee. I Paesi Bassi si sono sempre opposti a una maggiore integrazione europea più volte caldeggiata da Parigi. Inoltre Rutte ha guidato il fronte dei cosiddetti frugali che a lungo si sono opposti all’idea di emettere debito comune per rispondere alla crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19. Proposta lanciata proprio da Parigi e Berlino, da cui è nato il piano di ripresa Next Generation Eu.

L’incontro con Draghi e il Trattato del Quirinale

Domani il presidente francese avrà un bilaterale a Marsiglia con il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi. I due dovrebbero discutere della crisi internazionale scaturita dal ritiro degli alleati dell’Afghanistan, ma sul tavolo c’è anche il Trattato del Quirinale, che Italia e Francia dovrebbero siglare entro fine anno che potrebbe dare il là a un nuovo asse in Europa guidato da Parigi e Roma. Che il clima sia ormai favorevole per siglare l’accordo lo aveva già lasciato intendere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della sua visita in Francia lo scorso luglio. Il trattato dovrebbe stabilire una serie di principi di cooperazione in diversi ambiti. Dall’industria alla difesa. Ma anche nel settore culturale e audiovisivo e per quel che riguarda il servizio civile.