Von der Leyen: “L’Europa deve dimostrare la stessa solidarietà di 70 anni fa”

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. [EPA-EFE/FRANCOIS LENOIR / POOL]

“Settant’anni fa una dichiarazione di meno di 10 minuti avrebbe cambiato il destino di un continente, la Francia attraverso le parole di Robert Schuman tese la mano alla Germania e all’Europa”. Inizia così il messaggio inviato il 9 maggio da Ursula von der Leyen, in occasione della Festa dell’Europa.

“Scuman propose un gesto di solidarietà – continua la presidente della Commissione europea -. Questa solidarietà deve continuare. Solo se continueremo ad essere solidali gli uni con gli altri, potremo sconfiggere questo virus; se lavoriamo insieme per trovare un vaccino. Solo così potremo rilanciare la nostra economia, costruire un futuro verde. Questa solidarietà richiede sforzi e compromessi da parte di tutti. Lo dobbiamo ai nostri cittadini e alle generazioni future”.

In un’intervista all’Osservatore Romano Von der Leyen sottolinea come il coronavirus stia dimostrando il fallimento dei nazionalismi. “I governi nazionalisti nel mondo non hanno risposte da dare”, dichiara la presidente della Commissione europea, ribadendo la necessità di un’Europa unita e solidale per superare la crisi causata dalla pandemia.

In una giornata, priva di cerimonie ufficiali a causa del lockdown, i principali leader europei hanno voluto celebrare la Festa dell’Europa con messaggi e video sui social. In un video pubblicato dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel i leader dei 27 Paesi membri sottolineano i vantaggi e le conquiste raggiunti dall’Unione in questi 70 anni.

Il 9 maggio 1950 la stampa era stata convocata per le sei del pomeriggio a Parigi, al Quai d’Orsay, sede del Ministero degli Esteri, per una comunicazione della massima importanza. Il ministro francese Robert Schuman proponeva di creare un’Europa organizzata, indispensabile al mantenimento di relazioni pacifiche, fra gli Stati che la componevano. Fu lo stesso Schuman a definire quel passo un “salto nell’ignoto”. “Quel salto è stata la scelta più lungimirante che abbia fatto la politica negli ultimi 70 anni”, dice il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. “Usciremo da questa crisi solo se l’Europa dimostra di essere in grado di proteggere i suoi cittadini”, aggiunge.

Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto ricordare con un messaggio quel cambiamento storico: “La visione di una generazione di intellettuali e uomini politici che per il bene comune della famiglia europea seppe superare divisioni antiche ci deve sostenere anche nelle attuali difficili circostanze”. Mattarella sottolinea che il continente europeo si trova “di fronte a una sfida che non ha precedenti per ampiezza e profondità” e proprio per questo deve saper dare “risposte all’altezza della lungimiranza” dei “padri fondatori”. 

Per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte la riflessione sul futuro dell’Europa deve intrecciare “subito una prospettiva riformatrice riguardo sia alle politiche, sia ai processi decisionali”. Nell’intervista a Euractiv ribadisce in proposito la necessità di dare “un potere effettivo di iniziativa legislativa del Parlamento europeo”.