Estonia, si dimette il premier Ratas

Il primo ministro estone Juri Ratas parla alla stampa durante il secondo giorno di un vertice speciale del Consiglio europeo a Bruxelles il 21 febbraio 2020. EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ

Nella notte, il primo ministro estone si è dimesso per un’indagine sulla corruzione nel suo partito, aprendo la strada a un rinnovato governo di coalizione. “Stamani ho preso la decisione di rassegnare le dimissioni da Primo Ministro”, ha dichiarato Ratas sul suo account Facebook dopo una riunione-fiume del suo partito, in seguito all’inchiesta per corruzione in  merito ad una vicenda su proprietà immobiliari.

“In politica si devono fare scelte molto difficili per far fronte a situazioni difficili. Oggi ho preso la decisione di dimettermi da Primo Ministro della Repubblica di Estonia”: queste le parole  di Jüri Ratas affidate a Facebook. “Ci sarebbero state sicuramente diverse soluzioni possibili, ma solo questa mi sembra quella giusta” ha proseguito; le indagini aperte dalla Procura della Repubblica getteranno “inevitabilmente un’ombra su tutti i soggetti coinvolti. In una situazione del genere, mi sembra doveroso, rassegnando le dimissioni, dare l’opportunità di fare piena luce su tutte le circostanze”. L’ipotesi su cui sono state aperte le indagini è che vi siano state tangenti.

Ratas non sarebbe direttamente coinvolto nell’indagine, che riguarda una vicenda immobiliare nella capitale per la quale la compagnia immobiliare Porto Franco ha ricevuto un prestito governativo di 39 milioni di euro a luglio. “In qualità di capo del governo, inoltre, nel caso Porto Franco non pensavo che alcun ministro o partito avesse cercato di influenzare illegalmente le decisioni prese dal governo”, ha spiegato. Le indagini riguardano però direttamente il suo partito: sono indagati il segretario generale, Mihhail Korb, un consulente del ministero delle Finanze e il ricco uomo d’affari Hillar Teder.

Jüri Ratas, 42 anni, leader del Partito di Centro estone, era diventato Primo Ministro nel novembre 2016, dopo essere stato sindaco di Tallin, la capitale dell’Estonia. Le dimissioni del premier segnano la fine di due anni turbolenti per la maggioranza di governo, che includeva oltre al Partito di Centro, quello dell’Ekre (populisti di destra) e dell’Isaama (cristiano sociali, conservatori); in particolare il partito di estrema destra dell’EKRE è stato al centro di ripetuti scandali in Estonia e all’estero. Ratas rimarrà al timone di un governo provvisorio fino alla formazione di una nuova coalizione, che difficilmente vedrà la presenza dei populisti dell’EKRE. La presidente della repubblica, Kersti Kaljulaid, ha ora 14 giorni di tempo per incaricare un nuovo primo ministro, che dovrà ottenere la fiducia del Parlamento estone.