Estonia, Alar Karis eletto nuovo presidente

Alar Karis, neopresidente eletto dell'Estonia. [EPA-EFE/TOMS KALNINS]

Karis, 63 anni, è a capo del Museo nazionale dell’Estonia dal 2018 ed è stato eletto martedì 31 agosto con 72 voti favorevoli sui 101 totali da parte del Parlamento.

Alar Karis è stato eletto dal Parlamento estone in una votazione in cui era l’unico candidato, sostenuto dai due partiti di governo. Ex revisore generale, Karis non aveva trovato il supporto della maggioranza nel primo giro di votazioni di lunedì, tenendo poi un colloquio con i partiti di opposizione.

Al primo tentativo si era infatti fermato a 63 voti, appena cinque in meno della soglia necessaria a raggiungere la maggioranza dei due terzi. In tutto, i partiti di maggioranza che lo sostenevano dispongono di 59 seggi, per cui sarebbero stati necessari almeno altri 9 voti dall’opposizione.

Martedì 31 agosto, nella seconda tornata di elezioni, 72 parlamentari si sono espressi a favore e otto hanno votato scheda bianca. La parte restante del Riigikogu non ha espresso un voto: i 19 rappresentanti del partito di destra Ekre non hanno ritirato le schede e altri due parlamentari erano ricoverati in ospedale.

Il mandato quinquennale dell’attuale presidente Kersti Kaljulaid scadrà il 10 ottobre, dopodiché il neoeletto Karis entrerà in carica. La presidente uscente non aveva potuto ricandidarsi per un secondo mandato perché non era riuscita a trovare il supporto di almeno 21 parlamentari per presentare la sua candidatura.

Il ruolo del presidente in Estonia è fondamentalmente cerimoniale: funge da rappresentare all’estero del Paese e da portavoce delle opinioni del Paese, ma il potere maggiore è nelle mani del primo ministro, carica attualmente ricoperta da Kaja Kallas.

I due partiti al governo, il Partito riformatore estone di orientamento liberale e il Partito di centro, hanno sottolineato l’estrazione accademica di Karis e la sua conoscenza della società estone. L’ex rettore dell’università di Tartü godeva anche del sostegno di due partiti di opposizione, i socialdemocratici e i conservatori di Madrepatria.