Elezioni in Germania, Scholz vince il primo dibattito televisivo. Scontro tra Baerbock e Laschet sulla politica climatica

A quattro settimane dalle elezioni in Germania, i tre principali candidati alla cancelleria domenica 30 agosto si sono confrontati nel primo dibattito televisivo andato in onda sull’emittente Rtl.

Secondo un sondaggio condotto dall’istituto Forsa dopo il dibattito, Laschet avrebbe convinto solo il 25% degli intervistati, un risultato inferiore a quello del candidato del Partito socialdemocratico tedesco (SpD), Olaf Scholz, che ha ottenuto il 36% dei consensi. In seconda posizione invece la leader dei Verdi, Annalena Baerbock, che ha convinto il 30% degli ascoltatori.

Gran parte della discussione si è concentrata su come affrontare al meglio il cambiamento climatico e dare forma alla transizione verde. Su questo tema c’è stato un acceso botta e risposta tra il candidato della Cdu e la sfidante dei Verdi.

Annalena Baerbock (Verdi) ha accusato Armin Laschet (Cdu) di non avere “nessuna idea” di ciò di cui sta parlando e ha sottolineato la necessità di arrivare alla progressiva eliminazione del carbone e dei motori a combustione entro il 2030.

Laschet ha accusato i Verdi di voler “mettere in catene” l’industria tedesca. Ha sostenuto che il cambiamento climatico non può essere affrontato semplicemente con mezzi normativi. “È un progetto mastodontico che richiederà molti soldi. Servono incentivi di mercato”, ha dichiarato il candidato della Cdu.

Per Scholz (Spd) la transizione verde è “il più grande progetto di modernizzazione ed economico della nostra generazione”, ma ha anche sottolineato la necessità di aiutare l’industria ad affrontare questo cambio di passo.

L’addio al carbone

La data di uscita dal carbone del 2038 in Germania è stata fissata dopo una dura battaglia durante la quale i conservatori (Cdu/Csu) e i socialdemocratici (Spd) sono andati contro una raccomandazione di un comitato di esperti e gruppi ambientalisti che chiedevano di fissare come termine ultimo il 2030. Ora, mentre la campagna elettorale tedesca entra nella fase finale, l’Spd, che per la prima volta dopo 15 anni ha un punto di vantaggio nei sondaggi sull’Unione Cdu/Csu, deve decidere se avanzare proposte più ambiziose per contrastare il cambiamento climatico per cercare di avvicinare a sé l’elettorato dei Verdi.

Scholz il 24 agosto aveva detto che desidera vedere un mondo in cui la Germania esca dal carbone intorno al 2034, a condizione che sia disponibile una sufficiente capacità di energia rinnovabile. Questo di allontanarsi dalla linea originaria del partito può essere visto come un tentativo di ridurre la distanza dal partito ambientalista in vista di una futura coalizione di governo. L’obiettivo dei Verdi invece rimane quello di dire definitivamente addio al carbone entro il 2030. A differenza della Spd e della Cdu, i Verdi sono riluttanti a fare affidamento sul gas.

“Cdu e Csu si attengono al compromesso sul carbone concordato”, ha spiegato a EURACTIV.com un portavoce dell’Unione, aggiungendo che le compagnie energetiche, i fornitori e le regioni la cui economia dipende dal carbone possono contare su di loro.

Europa: la grande assente

Durante il dibattito i tre candidati alla cancelleria non hanno parlato di politiche europee, malgrado l’84% dell’elettorato tedesco ritenga che importante che le questioni di politica europea siano discusse durante le elezioni, come emerso da un sondaggio dello scorso gennaio.

C’è stata solo una breve menzione dell’Unione europea quando i candidati hanno discusso dell’evacuazione in corso dell’Afghanistan. Sia Scholz che Laschet hanno sottolineato l’importanza di una politica estera europea più forte. Parlando della necessità di rafforzare la difesa tedesca per garantire alla Germania un ruolo sullo scenario internazionale, il candidato dei conservatori ha attaccato Scholz, dicendo: “Ogni volta che bisogna decidere l’acquisto di A400 o attrezzatura militare, la Spd tergiversa”.