Elezioni in Francia: Le Pen vuole che l’Ue diventi una “associazione di nazioni libere”

Marine Le Pen ha cambiato le sue prospettive nei confronti dell'Europa rispetto alle ultime elezioni del 2017. [Esther Snippe, EURACTIV/Shutterstock]

Dopo la sconfitta alle elezioni presidenziali del 2017, il Fronte Nazionale di Marine Le Pen ha rinnovato la sua narrativa sull’Europa puntando a convincere un elettorato più ampio, ma non è chiaro se questa manovra porterà Le Pen a vincere le chiavi dell’Eliseo ad aprile. Il report di EURACTIV Francia.

Un’Europa di ‘nazioni libere’

Alla vigilia delle elezioni europee del 2019, il partito ha abbandonato la promessa di lasciare l’euro.

Stavolta, se eletta, Le Pen ha detto in una recente intervista, il suo primo viaggio all’estero sarà a Bruxelles. Il suo obiettivo è chiarire che intende combattere le istituzioni che lavorano “senza le persone, a volte addirittura contro” e trasformano l’Ue in “un’associazione di nazioni libere”.

Il suo obiettivo è convertire l’Ue in uno “spazio di partnership tra visioni libere e indipendenti”, ha detto il protavoce del partito Julien Odoul a EURACTIV Francia. Si tratta di un contrasto forte con la visione del nuovo governo tedesco, che ha indicato di voler lavorare per un’Europa più integrata e federalista.

Un assaggio del progetto è stato rivelato quando Le Pen ha sostenuto che ogni legge nazionale dovrebbe essere considerata superiore alla legge dell’Ue durante una visita al primo ministro ungherese Viktor Orbán nell’ottobre 2021. Secondo i trattati attuali, le leggi dell’Ue hanno il primato sulle leggi nazionali.

I cambiamenti istituzionali “non sono una priorità”

Le Pen vorrebbe anche che la Commissione europea perdesse alcuni dei poteri che si è data, che descrive come “incostituzionali”. Sebbene questo approccio sia più blando della sua promessa del 2019 di abolire completamente l’istituzione, intende comunque rendere l’esecutivo Ue un “segretariato del Consiglio”, per riportare la sovranità alle nazioni.

Alla domanda su quanto sarebbe difficile per Le Pen portare avanti le riforme a livello europeo, Odoul ha espresso la convinzione che le istituzioni sarebbero state “di fatto riconfigurate” il giorno della sua elezione.

Le Pen chiede anche un “riorientamento” e più “senso comune” nel funzionamento dell’Ue, e la forte influenza della Francia in Europa potrebbe permettere questi cambiamenti, ha aggiunto.

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L’attenzione è tutta concentrata sull’Eliseo, ma tra gli appuntamenti elettorali da tenere d’occhio ci sono anche le elezioni generali in Ungheria, il voto anticipato in Portogallo e le elezioni parlamentari e presidenziali in Slovenia.

L’appuntamento più atteso sono le presidenziali francesi …

Priorità a livello Ue

Se Le Pen fosse eletta, una delle priorità sarebbe la reindustrializzazione dell’Ue basata su due assi, ha detto Odoul.

Questi includono, da un lato, un’associazione dei “grandi campioni europei” dell’industria, mentre dall’altro, a livello nazionale, una preferenza per i francesi in termini di accesso ai benefici sociali e alla formazione – qualcosa che il Consiglio costituzionale potrebbe bloccare.

Tuttavia, il rischio principale che deve essere affrontato secondo Odoul è “la sommersione dell’Europa entro il 2050”.

Le Pen vuole che l’agenda europea contenga la lotta all’immigrazione, che includerebbe una ricostruzione dell’agenzia Frontex e dell’area Schengen libera da passaporti, “che è diventata un colabrodo”.

Questa ambizione è in parte condivisa dal presidente Macron, che vorrebbe affrontare la questione nei prossimi sei mesi di presidenza francese del Consiglio Ue.

Questo renderebbe possibile “evitare la sostituzione della popolazione europea” a lungo termine, un riferimento poco velato alla teoria della ‘grande sostituzione’ portata avanti dall’altro candidato di estrema destra alle presidenziali, Éric Zemmour, noto per la sua aperta critica verso l’Islam e l’immigrazione.

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Abbandonare la ‘Frexit’

Sebbene lasciare l’eurozona e l’Ue in generale non fa più parte del programma del partito di estrema destra, Odoul promette che “non ci sarà alcun cambio di dottrina” ma solo “un contesto differente rispetto al 2017”.

Se il predecessore del Rassemblement National, il Fronte Nazionale, avesse vinto le elezioni del 2017, sarebbe stato troppo isolato a livello europeo per mettere in atto riforme significative.

Inoltre, Le Pen avrebbe “alleati potenti” se fosse eletta quest’anno. In tema di immigrazione, questi includono i governi nazionalisti polacco e ungherese, ma anche il governo socialdemocratico danese che ha cercato di mediare accordi con paesi come il Ruanda per elaborare le domande di immigrazione e di asilo.

Secondo il partito, questi governi sosterranno Le Pen nelle sue ambizioni per una nuova Europa.

Un’Europa al servizio della Francia

Il progetto di Le Pen si è evidentemente evoluto come risultato della realpolitik.

Ha mostrato la volontà di aumentare la credibilità della sua narrativa sulle materie europee, lasciando spazio a proposte che siano meno distruttive ma più realistiche e potenzialmente rassicuranti per gli elettori.

Il suo partito ha da tempo dimostrato il suo desiderio di sfruttare le risorse istituzionali, economiche, geopolitiche dell’Ue a beneficio della Francia. E nonostante la narrativa sulle radici cristiane dell’Europa, si è sempre opposto a un progetto di costruzione federale.