Diritti LGBTQI, Budapest approva una legge che equipara i genitori omosessuali ai pedofili

I manifestanti per i diritti LGBTIQ davanti al palazzo del parlamento a Budapest, Ungheria, il 14 giugno 2021. EPA-EFE/Szilard Koszticsak

L’Assemblea nazionale ha approvato un controverso disegno di legge che equipara le minoranze sessuali ai pedofili e cercano di vietare la “promozione dell’omosessualità” e della transessualità da scuole e pubblicità con 157 a favore  e 1 contrario. Migliaia di persone sono scese nelle strade della capitale ungherese per protestare in vista del voto.

L’Ungheria di Orbán è sempre più simile alla Polonia sulle questioni dei diritti civili e dei diritti della comunità LGBTQI. I due Paesi, sempre più autoritari e illiberali, propongono una legislazione repressiva nei confronti delle minoranze, come nel caso dell’ultimo provvedimento contro la pedofilia che è diventato un provvedimento contro gli omosessuali e le famiglie arcobaleno. Gli emendamenti contro la comunità LGBTQI, sono stati introdotti inaspettatamente la scorsa settimana, in un disegno di legge che introduce pene più severe per la pedofilia e l’abuso sessuale dei bambini.
Sulla vicenda era intervenuta anche Dunja Mijatovic, commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, chiedendo ai deputati ungheresi di non approvare questa legge che equipara pedofilia e omosessualità.

Secondo gli organizzatori delle proteste, sono state oltre 10.000 le persone che hanno manifestato davanti al palazzo del parlamento ungherese contro il disegno di legge, che vieta la “rappresentazione e la promozione di un’identità di genere diversa dal sesso assegnato alla nascita, il cambiamento di sesso e l’omosessualità” nelle scuole, nei contenuti dei media e nelle pubblicità rivolte ai minori di 18 anni. Tamás Dombos, uno degli organizzatori e membro del consiglio di amministrazione della Háttér Society, un’organizzazione della società civile LGBTQI, ha detto che il governo sta prendendo di mira la comunità ora “perché politicamente non si può più insistere sulla questione dei rifugiati e sulla minaccia della migrazione, era necessaria una nuova identificazione e rappresentazione del nemico”.
E questa strategia potrebbe essere solo all’inizio. Come nel caso della Polonia, il timore degli attivisti è che “il prossimo anno questo doventi uno dei temi principali delle elezioni”, usato strumentalmente nella campagna elettorale per evitare di parlare di corruzione o di smantellamento delle istituzioni democratiche, anche perché “verso i gay, purtroppo, c’è risentimento nella società ungherese”, ha aggiunto Dombos.

La comunità LGBTQI sta diventando il bersaglio di misure sempre più ostili, a seguito di una serie di mosse che prendono di mira le cosiddette famiglie arcobaleno, tra cui soprattutto la recente modifica alla costituzione ungherese, nello scorso mese di novembre, in nome della difesa della famiglia tradizionale: in quell’occasione è stato stabilito che “l’Ungheria tutela l’istituto del matrimonio tra uomo e donna” e che la “famiglia è base per la sopravvivenza della nazione”.
Il Governo Orban ha anche impedito ai cittadini di cambiare legalmente il proprio genere all’inizio dello scorso anno e ha introdotto una legislazione che di fatto impedisce i percorsi di adozione per le coppie gay.

Un altro problema è che questa legge potrebbe destabilizzare il delicato equilibrio che tiene insieme le forze, molto diverse tra loro, della delicata coalizione dell’opposizione, che molti vedono come l’unico modo per gli oppositori del governo di vincere le elezioni parlamentari nel 2022. Tutti i sei maggiori partiti dell’opposizione ungherese – il socialista MSZP, il centro-sinistra DK, i verdi LMP e Párbeszéd, il liberale Momentum e Jobbik – per evitare di disperdere i voti e le forze hanno infatti concordato di presentare un solo candidato contro i candidati di Fidesz in tutti i 106 distretti elettorali, insieme a un candidato premier comune, un programma elettorale comune e una lista comune. Il problema è che il partito di destra Jobbik ha votato la controversa legge, a differenza di tutti gli altri, pur promettendo che “dopo le elezioni, tuttavia, toglieremo le parti fuori tema della legge che Fidesz ha deliberatamente introdotto di nascosto”.