Dal Lussemburgo l’appello per un’Europa attore globale

Il ministro delle Finanze Gramegna, in occasione del 50° anniversario del Piano Werner, ha dichiarato che il prossimo passo dell’Unione europea non può che essere l’integrazione politica.

All’Università di Lussemburgo sono in corso le celebrazioni per il 50° anniversario della presentazione del Piano Werner (primo ministro e ministro delle Finanze del Lussemburgo) sull’unione economica e monetaria in Europa, l’8 ottobre 1970. Un Piano ambizioso. Forse troppo, per l’epoca. In un contesto internazionale di cambi fissi, che sarebbe collassato solo pochi mesi dopo, sembrava ancora utopistico parlare di una moneta unica europea, soprattutto come passaggio verso un’unione politica dei paesi della Comunità.

Werner ed il suo Piano sono stati unanimemente descritti come una combinazione virtuosa fra visione e pragmatismo. Fra la percezione della urgenza di uno spazio monetario autonomo per l’Europa in un mondo dominato dall’egemonia del dollaro e la necessità di un percorso a tappe. Un percorso che fu accantonato all’epoca dai governi; e che dovrà attendere la fine degli anni Ottanta con il Piano Delors per fissare i paletti ed il ritmo verso la moneta unica, realizzata dieci anni più tardi. Quindi con vent’anni di ritardo rispetto a quanto immaginato da Werner.

Stamani è salito sul palco della conferenza Pierre Gramegna, ministro delle Finanze del Lussemburgo, per dare un senso di attualità all’eredità di equilibrio fra visione e pragmatismo di Pierre Werner.

Gramegna è stato sorprendentemente categorico: il prossimo passo dell’Unione europea non può che essere l’integrazione politica. Una volta sdoganata la scelta delle solidarietà nella condivisione dello sforzo per la ripresa, con il Next Generation EU, è necessario che la Ue diventi prima di tutto un attore globale efficace e credibile. Sia in termini economici, creando le condizioni per competere alla pari con Usa e Cina in settori strategici come il digitale e l’innovazione tecnologica al servizio della sostenibilità.

Sia con una politica estera e di sicurezza ed una difesa comuni. Perché, citando il motto romano: “se vuoi la pace, prepara la guerra”. I valori europei (pace, tolleranza, libertà, stato sociale) devono poter essere difesi anche con la minaccia del ricorso alle armi. Senza un seggio unico per l’Europa sui tavoli internazionali, economici e politici, qualsiasi discorso sull’integrazione politica europea è, secondo Gramegna, destinato a rimanere lettera morta.

Questo è dunque, in linea con l’approccio di Werner all’integrazione europea, il prossimo obiettivo strategico, allo stesso tempo visionario e pragmatico, per l’Unione europea.