Crisi di governo, lo stupore e l’irritazione dell’Ue. Per la stampa straniera Renzi è il “Demolition Man”

Matteo Renzi durante la conferenza stampa con cui ha annunciato il ritiro delle ministre di Italia Viva. [EPA-EFE/ETTORE FERRARI/POOL]

A Bruxelles si cerca di capire quale potrà essere l’esito. Per i giornali stranieri la mossa di Renzi è incomprensibile.

Lo strappo alla fine c’è stato, ma gli scenari sono ancora tutti aperti. Mercoledì 13 gennaio, in conferenza stampa, il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha annunciato le dimissioni delle due ministre del suo partito Elena Bonetti (Pari opportunità) e Teresa Bellanova (Politiche agricole), aprendo la crisi di governo. Durante il suo intervento l’ex premier ha attaccato duramente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla gestione dell’emergenza sanitaria e del piano nazionale per la ripresa. “Noi non giochiamo con le istituzioni, la democrazia non è un reality show dove si fanno le veline”, ha dichiarato Renzi. “La democrazia ha delle forme e se non vengono rispettate allora qualcuno deve avere il coraggio di dire che il re è nudo”.

Malgrado l’attacco, il leader di Italia Viva ha lasciato aperte molte possibilità, compresa l’ipotesi di un Conte Ter. Il presidente del Consiglio però potrebbe non essere più disposto a stare al gioco. Difficile prevedere l’esito della crisi, quel che è certo è che la maggior parte degli italiani non ne capisce le ragioni e ritiene che Renzi abbia perseguito solo i suoi interessi, come mostra il sondaggio Ipsos pubblicato dal Corriere della Sera.

L’Europa attende alla finestra  

Uno stupore condiviso da Bruxelles. I vertici europei, per quanto abituati all’instabilità politica italiana, cercano di capire quali potranno essere gli esiti di questo strappo all’interno della maggioranza. Per ora le istituzioni europee stanno a guardare, ribadendo di non voler intervenire su questioni interne che riguardano la politica nazionale. Tuttavia si percepisce una certa preoccupazione, se non irritazione, per le ricadute che questa situazione potrebbe avere sul Recovery Plan. Il timore è che l’iter venga rallentato ulteriormente.

Solo alcuni eurodeputati hanno deciso di commentare quanto accaduto, in alcuni casi con toni molto duri. La presidente del gruppo dei Socialisti e democratici, la spagnola Iratxe Garcia Perez ha affidato la sua reazione a un tweet: “Irresponsabilità assoluta di Matteo Renzi. Nel bel mezzo di una pandemia globale stabilità e sicurezza di governo sono essenziali per rispondere alle preoccupazioni sanitarie, sociali ed economiche. Mi auguro che l’Italia esca quanto prima da questa situazione”.

“Dall’Europa osservo con preoccupazione la #crisidigoverno. L’Italia ha bisogno di un governo stabile per superare la crisi sanitaria e per presentare al più presto un buon piano all’Europa per uscire dalla crisi economica con un’economia più forte, più sociale e più verde”, scrive Alexandra Geese, eurodeputata dei Verdi.

Che in Europa sia difficile comprendere quanto sta accadendo in Italia lo confermano anche le parole dell’ex premier Enrico Letta, che in serata ha commentato: “Da qualche ora fuori dall’Italia si è capito che è #crisigoverno. A chi mi chiede, abbozzo spiegazioni. Mi ascoltano e si mettono le mani nei capelli. Sicuramente è perché non sono bravo io a capire. E nemmeno a spiegare”.

I giornali stranieri

La stampa estera sottolinea che nessuno comprende le ragioni del leader di Italia Viva, a partire dagli italiani. Il Financial Times e il Guardian non esitano a definirlo “Demolition Man”, espressione coniata dall’Economist quando l’ex premier decise di lasciare il Partito democratico. La crisi italiana secondo il quotidiano della City “rischia di ostacolare il Recovery plan di Bruxelles”.

“Renzi completa la trasformazione da riformatore a distruttore”, è il titolo di un’analisi dell’agenzia Reuters. “Matteo Renzi che come primo ministro un tempo entusiasmava gli italiani e gli osservatori stranieri con le sue promesse di riforma, è oggi tra le figure più impopolari del Paese – si legge nell’articolo -, il suo nome è quasi un sinonimo di slealtà e di manovre politiche spietate”.

“Sembra la battaglia di un uomo disperato. E un duello quasi tragico: da una parte Conte, il premier più popolare da 25 anni, dall’altra Renzi, uno dei politici più impopolari. Più il suo partito affonda, più lui lotta per avere attenzione”, scrive il settimanale tedesco Der Spiegel.

Chi si assumerà la responsabilità della caduta del governo italiano in un momento in cui l’Italia sta attraversando una crisi senza precedenti? Si chiede Le Figaro. “Renzi rifiuta di assumersi la responsabilità di questa crisi – continua il quotidiano francese – e assicura di rimanere aperto ad un governo sostenuto dalla stessa maggioranza… con un altro presidente del Consiglio”.