Coprifuoco, strette sui locali e mini lockdown: così i Paesi europei cercano di contenere i contagi

Un gruppo di ragazzi in un bar di Parigi poco prima dell'entrata in vigore del coprifuoco notturno il 17 ottobre 2020. [EPA-EFE/YOAN VALAT]

Sono più di 250mila le persone morte in Europa a causa del coronavirus dall’inizio della pandemia, secondo l’ultimo bilancio Afp e i contagi continuano a salire. Dalla Francia alla Polonia, gran parte dei Paesi europei hanno deciso di introdurre nuove restrizioni per contenere la diffusione del virus ed evitare chiusure totali.

Il 18 ottobre il governo italiano ha presentato un nuovo decreto che prevede, tra le altre cose, che i sindaci possano disporre la chiusura dalle 21 di vie o piazze dove si potrebbero creare assembramenti. Inoltre fissa dei limiti d’orario per bar e ristoranti che dovranno chiudere a mezzanotte. Dalle 18 sarà possibile soltanto il consumo al tavolo, a cui dovranno sedersi massimo sei persone. Previsti anche ulteriori scaglionamenti nell’orario scolastico. Palestre e piscine avranno una settimana di tempo per adeguare i protocolli sanitari e verificarne il rispetto. Quelle che non lo faranno dovranno chiudere.

Anche negli altri Paesi i governi stanno mettendo in campo restrizioni e chiusure mirate, più o meno forti a seconda della velocità di risalita dei contagi.

Francia

Da sabato 17 ottobre a Parigi e in altre otto città francesi è scattato il coprifuoco dalle 21 alle 6 del mattino. Il provvedimento era stato annunciato in diretta tv dal presidente Emmanuel Macron il 14 ottobre e sarà in vigore per 4 settimane. Qualora fosse necessario, potrà essere prorogato fino ai primi di dicembre. Per rientrare dal lavoro dopo le ore 21 o per chi svolge un lavoro notturno sono necessarie delle “autorizzazioni”. Per chi viola il coprifuoco sono previste multe di 135 euro che in caso di recidiva possono salire a 1.500 euro. Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione mondiale della sanità da inizio pandemia nel Paese si sono registrati oltre 876mila casi e più di 33mila morti.

Belgio

Anche in Belgio, a partire dal lunedì 19 ottobre, caffè e ristoranti chiudono per quattro settimane e da mezzanotte alle 5 del mattino sarà in vigore il coprifuoco. “Siamo molto vicini a uno tsunami” nella regione di Bruxelles e in Vallonia (il Sud del Paese), cioè “a una situazione in cui non si controlla più quello che succede”, ha dichiarato il ministro della Sanità Frank Vandenbroucke a una trasmissione della rete RTL-TVI. Tra l’8 e il 14 ottobre, secondo l’Istituto per la sanità pubblica Sciensano, la media giornaliera dei contagi è arrivata a 7.388, l’88% in più rispetto alla settimana precedente. Il numero dei ricoveri quotidiani ha registrato una crescita del 93% superando i 233.

Olanda

Nei Paesi Bassi dal 14 ottobre è in vigore un lockdown parziale. Bar, ristoranti e coffee shop rimarranno chiusi per due settimane ed è vietata la vendita di alcolici e cannabis dalle 20 alle 7. Inoltre sono proibiti gli assembramenti di più di 4 persone sia nelle abitazioni che all’aperto. Il governo ha deciso di sospendere anche gli incontri sportivi dilettanteschi e gli spettacoli pubblici, come i concerti. In tutti i locali pubblici dai 13 anni in su si è obbligati a indossare la mascherina. Le scuole rimarranno aperte così come le palestre. Il governo ha deciso di introdurre queste restrizioni dopo che l’Olanda ha superato la soglia dei 7mila contagi quotidiani.

Germania

Nel Paese 108 distretti hanno superato il limite di 50 nuove infezioni ogni 100.000 residenti negli ultimi sette giorni, diventando zone a rischio. “Quando una zona supera questa soglia, entrano in vigore nuove restrizioni, come il divieto di viaggiare e di pernottare nella maggior parte degli altri stati della Germania”, spiega The local Germany. Nei giorni scorsi la cancelliera Angela Merkel aveva lanciato un appello invitando i suoi concittadini a ridurre al minimo gli spostamenti non essenziali “Vi prego: rinunciate a ogni viaggio che non sia assolutamente necessario, ad ogni festeggiamento che non sia assolutamente necessario. Per favore quand’ è possibile rimanete a casa, al vostro domicilio”, aveva dichiarato Merkel.

“Il numero di nuove infezioni da Covid-19 in Germania in un periodo di 24 ore è  4.325 – tuttavia, non tutte le autorità sanitarie hanno presentato dati”, ha spiegato l’Istituto Robert Koch lunedì 19 ottobre. Venerdì scorso il Paese aveva registrato un picco di oltre 7mila nuovi casi in un solo giorno. Per frenare la diffusione dell’epidemia il governo ha adottato una serie di restrizioni da applicare solo “nelle zone dove le nuove infezioni superano i 50 nuovi contagi per 1000 abitanti sia in pubblico che in privato” Tra le misure introdotte: l’obbligo di mascherina, il divieto di assembramento nei luoghi pubblici, il limite di dieci persone per le riunioni nelle abitazioni e la chiusura di ristoranti e bar a partire dalle 23.

Spagna

Il governo Sánchez  il 9 ottobre ha decretato lo stato di allarme a Madrid. La decisione del governo di chiudere l’intera regione è stata contestata dalla Presidenta Isabel Diaz Ayuso. “invece di chiudere l’intera regione, la Comunidad di Madrid aveva limitato i lockdown ad aree più piccole, solo dove il virus circolava, lasciando le altre libere”, ha raccontato Ayuso al Corriere della Sera, rivendicando il merito del calo dei contagi e accusando Sánchez di aver “difeso il resto della Spagna” permettendo “la mobilità tra quartieri più infetti e quelli sani”.

Il 14 ottobre anche la Catalogna è entrata in parziale lockdown. Le autorità hanno deciso di chiudere bar e ristoranti per almeno 15 giorni. Inoltre la capacità dei centri commerciali è stata ridotta al 30% e quella delle palestre al 50%. Per due settimane sono state interrotte anche le lezioni frontali nelle università e sono state sospese tutte le competizioni sportive.

Repubblica Ceca

I dati della Repubblica Ceca al momento sono i più preoccupanti d’Europa: nei giorni scorsi il Paese ha superato i 10mila contagi al giorno. Per arginare l’epidemia il governo ha deciso di chiudere teatri, cinema, centri sportivi, palestre e anche le scuole fino al 2 novembre. Gli ospedali sono ormai saturi al punto che è stato necessario costruirne uno da campo da 500 posti letto fuori Praga. Da domenica sono iniziati anche i trasferimenti di alcuni pazienti gravi nelle terapie intensive della vicina Baviera.

Polonia

Anche in Polonia la situazione è critica. Venerdì 16 ottobre sono stati registrati 132 decessi in un giorno. Dato il sovraffollamento delle strutture ospedaliere il governo ha decretato la riconversione parziale dello stadio Narodowy di Varsavia in ospedale da campo. La struttura inizialmente potrà accogliere 500 pazienti, in seguito potrà arrivare a mille. Varsavia e altre città della Polonia, considerate “zone rosse” sono in parziale lockdown. Le scuole secondarie sono chiuse. I ristoranti hanno l’obbligo di chiudere alle 21. I matrimoni sono vietati e nei negozi e sui mezzi pubblici non sono ammesse più di un tot di persone.