Bulgaria, la coalizione anti-corruzione vince a sorpresa le elezioni

Kiril Petkov, co-leader della coalizione 'Il cambiamento continua', esprime il suo voto. 14 novembre 2021. [EPA-EFE/VASSIL DONEV]

Domenica 14 novembre si sono svolte le elezioni generali in Bulgaria, che comprendono sia le parlamentari che le presidenziali. Quest’anno il Paese ha vissuto tre tornate elettorali e le prime due non hanno portato alla formazione di un governo.

Dopo le elezioni di aprile e quelle di luglio di quest’anno, che non hanno portato alla formazione di un governo, la Bulgaria è tornata alle urne domenica 14 novembre per eleggere sia il parlamento che il nuovo presidente.

Alla vigilia, il partito Gerb di Boyko Borissov, primo ministro fino ad aprile, sembrava il grande favorito, davanti al Partito socialista bulgaro. Per quanto riguarda le elezioni presidenziali, invece, il candidato principale è Rumen Radev, presidente uscente, che infatti ha vinto con il 49,45%, contro il 22.85% dell’avversario Anastas Gerdzhikov.

Il risultato delle elezioni è invece decisamente più sorprendente: la coalizione ‘Continuiamo il cambiamento’, fondata dagli accademici di formazione statunitense Kiril Petkov e Assen Vassilev, comanda i risultati con il 25,31%, davanti al Gerb di Boyko Borissov con il 22,50% e il ‘Movimento per i diritti e le libertà’ (Dps), partito principalmente formato da esponenti di etnia turca, con il 12,74%.

Seguono più indietro il Partito socialista bulgaro (Bsp) di Korneliya Ninova, con il 10,12%, e il partito anti-establishment ‘C’è un popolo così’ di Slavi Trifonov, che si ferma al 9,40%. Gli altri partiti che attualmente superano lo scoglio del 4% per entrare in parlamento sono Bulgaria democratica, con il 6,25%, e i nazionalisti pro-russi e no-vax Vazrazhdane, con il 4,80%.

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Il successo della coalizione ‘Continuiamo il cambiamento’ si basa sulla credibilità raccolta dalle figure di Petkov e Vassilev, che sono stati ministri del governo di transizione di Stefan Yanev, tra maggio e settembre 2021. Entrambi hanno esposto la corruzione a vari livelli e sono vicini all’ex presidente Rumen Radev.

Parlando nella serata di domenica, Kiril Petkov ha anticipato che ‘Continuiamo il cambiamento’ avvierà colloqui per formare una coalizione con Bulgaria democratica, il Bsp e ‘C’è un popolo così’, ma ha escluso ogni tipo di collaborazione con Gerb e Dps.

Petkov ha confermato anche di essere il candidato per il posto di premier, aggiungendo però che i partner della coalizione avrebbero nominato i ministri. Ha aggiunto anche che la lotta alla corruzione rimane la priorità di ‘Continuiamo il cambiamento’.

Slavi Trifonov, considerato il maggiore sconfitto di queste elezioni, ha dichiarato al suo canale televisivo che non si è pentito di non aver formato un governo quando la sua forza aveva la maggioranza. Korneliya Ninova del Bsp invece ha negato la possibilità di dimettersi a causa del risultato poco brillante del suo partito, incolpando il basso afflusso alle elezioni.

Meno del 40% dei bulgari si sono presentati alle cabine elettorali, il risultato peggiore di sempre nel Paese. Con queste elezioni, entra per la prima volta in parlamento Vazrazhdane di Kostadin Kostadinov, forza pro-russa con tendenze di estrema destra, che ha basato la sua campagna elettorale principalmente su messaggi contro i vaccini e le restrizioni.

Vazrazhdane sembra aver attratto l’elettorato di altri movimenti nazionalisti come Ataka, Nfsb e Vmro, che sono rimasti tutti sotto l’1%. Queste forze sono state partner di minoranza nella coalizione del Gerb negli anni recenti.