Bulgaria, il presidente uscente Rumen Radev vince di nuovo le elezioni

Il presidente bulgaro Rumen Radev è stato rieletto per un secondo mandato, sconfiggendo l'avversario Anastas Gerdzhikov con il 66,7% dei voti. [EPA-EFE/VASSIL DONEV]

Dopo il secondo turno delle elezioni presidenziali bulgare di domenica 21 novembre, il presidente uscente Rumen Radev ha vinto nuovamente, affermandosi con il 66,7% dei voti contro lo sfidante Anastas Gerdzhikov.

Rumen Radev, presidente uscente, ha vinto il secondo turno delle elezioni e inizierà così il suo secondo mandato il 22 gennaio 2022. Radev ha ottenuto il 66,7% dei voti, sconfiggendo con margine il rettore dell’Università di Sofia Anastas Gerdzhikov (31,8%), sostenuto dal Gerb dell’ex premier Boyko Borissov.

Radev è sempre stato critico nei confronti di Borissov e ha sostenuto le proteste anticorruzione dello scorso anno, guadagnandosi così la fiducia dei bulgari stanchi di una classe politica troppo spesso al centro di scandali.

Radev ha nominato due governi di transizione consecutivi che hanno svelato la corruzione insita nei settori industriale e finanziario della Bulgaria. I due leader della coalizione anti-corruzione ‘Il cambiamento continua’, risultata vincitrice alle elezioni parlamentari del 14 novembre, sono stati ministri in un governo di transizione e hanno denunciato la corruzione a vari livelli nel Paese.

Bulgaria, la coalizione anti-corruzione vince a sorpresa le elezioni

Domenica 14 novembre si sono svolte le elezioni generali in Bulgaria, che comprendono sia le parlamentari che le presidenziali. Quest’anno il Paese ha vissuto tre tornate elettorali e le prime due non hanno portato alla formazione di un governo.

Dopo le …

L’affluenza alle urne per questo turno elettorale di novembre è stata la più bassa mai registrata in Bulgaria, appena del 41%. Questo dimostra la disillusione e la frustrazione nei confronti di una classe politica che ha chiamato i cittadini a votare per tre volte nel pieno di una pandemia che nel Paese è ancora galoppante.

Tuttavia, gli elettori all’estero sono aumentati rispetto al passato, con 782 postazioni elettorali in 68 Paesi stranieri, che dimostrano l’importanza politica della diaspora bulgara. Mentre gli espatriati in Turchia hanno espresso la preferenza per il Movimento per i diritti e le libertà (Dps) di Mustafa Karadayi, quelli in Europa e Nord America hanno votato prevalentemente per il nuovo partito ‘Il cambiamento continua’.

Con tutta probabilità, la nuova coalizione di governo bulgara vedrà esclusi dalla maggioranza i partiti giunti secondo e terzo alle urne, ovvero il Gerb e il Dps, che sono visti come troppo tolleranti nei confronti della corruzione dilagante nel Paese.

‘Il cambiamento continua’ guiderà l’esecutivo, con Kiril Petkov come probabile primo ministro, ma preoccupano le posizioni divergenti di alcuni dei partiti che dovranno formare la coalizione di maggioranza. Questo nuovo governo si insedierà in una situazione complessa per via del basso tasso di vaccinazione anti-Covid, sotto il 30%, e del numero di morti giornalieri che supera le 300 unità.