Bulgaria: i manifestanti tornano in piazza per chiedere le dimissioni del governo

Due ragazze tengono in mano un cartello con la scritta "Dimissioni" durante una protesta antigovernativa tenutasi di fronte all'edificio del Parlamento a Sofia, in Bulgaria, il 03 ottobre 2020. [EPA-EFE/VASSIL DONEV]

A Sofia proseguono le manifestazioni conto il premier Boyko Borissov e la corruzione. Giovedì il Parlamento Ue voterà una risoluzione sullo Stato di diritto nel Paese. Intanto le capitali continuano a dividersi sulla possibilità di legare l’accesso ai fondi europei al rispetto dei valori democratici.

Migliaia di persone hanno marciato attraverso la capitale bulgara Sofia sabato 3 ottobre per chiedere le dimissioni del governo. I manifestanti, per lo più giovani, si sono riuniti davanti al Parlamento.

Il motivo che spinge da mesi i manifestanti a scendere in piazza è la corruzione: il premier Boyko Borissov è accusato, come il procuratore generale Ivan Ghescev, di favorire con la sua azione di governo, con le nomine, con le tangenti gli interessi della criminalità organizzata. Da luglio la richiesta è sempre la stessa: dimissioni e nuove elezioni immediate.

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“L’Europa ci ha sentito e ci ha visto” ha detto alla folla l’avvocato Nikolay Hadjiguenov, uno degli organizzatori della marcia. Nel suo primo rapporto sullo Stato di diritto la Commissione europea ha espresso preoccupazione per l’indipendenza della magistratura in Bulgaria, per la mancanza di progressi nella lotta alla corruzione e per le minacce all’indipendenza dei media.

La vicepresidente della Commissione Věra Jourová mercoledì 30 settembre ha espresso il suo sostegno alle proteste contro la corruzione in corso in Bulgaria, affermando che il governo del primo ministro Boyko Borissov dovrebbe prenderle “molto seriamente”.

Dall’inizio del 2020, una serie di crisi e scandali locali hanno determinato un crescendo delle tensioni. L’inverno è stato segnato da una crisi idrica a seguito del prosciugamento di diverse dighe, dovuto alla mancanza di manutenzione delle infrastrutture. La scarsità d’acqua, come hanno denunciato molti cittadini, è stata determinata anche dal fatto che le industrie locali abusano delle risorse mentre il governo fa finta di nulla.

Poi è arrivata la pandemia di coronavirus nel corso della quale molti medici si sono dimessi causa della mancanza di dispositivi di protezione e di misure adeguate. Una serie di video e immagini circolate sul web, tra cui una foto di Borissov addormentato in un letto con accanto una pistola, mazzette di denaro contante e dei lingotti d’oro, hanno contribuito ad esasperare le tensioni.

Stato di diritto: la battaglia sui valori europei in 5 punti

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“È aumentata la mia preoccupazione che …

Il 1 ° ottobre la commissione per le libertà civili del Parlamento europeo ha invitato le autorità bulgare a garantire il rispetto dei valori europei e della Carta dei diritti fondamentali. La commissione ha approvato, con 35 voti favorevoli, 30 contrari e un’astensione, un progetto di risoluzione sul “significativo deterioramento del rispetto dei principi dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali, compresa l’indipendenza della magistratura, la separazione dei poteri, la lotta alla corruzione e alla libertà dei media” in Bulgaria. I membri della commissione hanno sottolineato la necessità di garantire un controllo più rigoroso del modo in cui vengono spesi i fondi europei. Oggi (lunedì 5 ottobre) gli eurodeputati discuteranno con il Consiglio e la Commissione delle rivolte in corso e giovedì voteranno una risoluzione.

Se il Parlamento europeo sullo Stato di diritto ha una posizione chiara, non si può dire altrettanto degli Stati membri che non riescono a trovare un’intesa sulla possibilità di legare l’accesso ai fondi europei, compreso il Recovery Fund, al rispetto dei valori europei.