Alba dorata, il Parlamento Ue revoca l’immunità a Ioannis Lagos: arrestato a Bruxelles

L'eurodeputato Yannis Lagos alla Corte di Atene, Grecia, il 12 ottobre 2020. EPA-EFE/PANTELIS SAITAS

L’ufficio del pubblico ministero di Bruxelles ha poi confermato che Ioannis Lagos, ex membro di spicco del partito neonazista greco Alba Dorata, è stato preso in custodia immediatamente dopo la revoca all’immunità parlamentare.

Tra i suoi colleghi eurodeputati, solo in venticinque si sono schierati contro la decisione di revocargli l’immunità e solo dieci si sono astenuti. Ioannis Lagos era stato già condannato dalla Corte greca a oltre tredici anni di carcere, insieme a Nikolaos Michaloliakos e altri cinque esponenti di rilievo del partito neonazista greco Alba Dorata, che dall’ottobre del 2020 è considerata un’organizzazione criminale. Un partito finito sotto accusa non solo per i discorsi d’odio e l’ostentazione di simboli nazisti, ma soprattutto per via del fatto che fosse strutturato come una vera e propria organizzazione paramilitare eversiva, i cui vertici ordinavano azioni violente, pestaggi, persino omicidi, ai danni di avversari politici e immigrati.

Il processo in Grecia è durato più di cinque anni ed è ampiamente considerato come uno dei casi più importanti rispetto alle organizzazioni neonaziste contemporanee. In Grecia Alba Dorata si è rafforzata prima durante la crisi finanziaria che ha colpito duramente il paese e poi con la crisi dei rifugiati del 2015-16, che ha avuto sempre in Grecia uno degli epicentri principali. Un gruppo di fanatici, soffiando sulla disperazione dovuta alla crisi economica senza precedenti prima e sulla paura dello straniero poi, è riuscita ad ottenere un consenso molto forte, arrivando ad entrare nello spettro politico principale.

Secondo Euractiv.com Lagos ha scritto ai suoi colleghi prima del voto sulla revoca della sua immunità “Per favore, tenete conto che votando per la revoca della mia immunità mi mandate direttamente in prigione per crimini che non ho mai commesso, e contribuite a una persecuzione politica senza precedenti”. Nel testo avrebbe scritto anche: “È davvero bello che siate particolarmente sensibili quando si tratta di violazioni dei diritti umani in Myanmar o in Kazakistan. Ma cosa succede quando questo avviene all’interno dei confini dell’UE?”. Senza però convincere nessuno, a giudicare dalla schiacciante maggioranza che ha dato il via libera al mandato d’arresto.

L’agenzia di stampa statale greca ANA ha affermato che sono in corso le procedure per l’estradizione di Lagos in Grecia, poiché su di lui pende un mandato d’arresto internazionale. La polizia belga in attesa del voto dell’Europarlamento era in stretto contatto con le autorità greche, al fine di impedire la sua fuga dall’UE. Considerando che Christos Pappas, anch’egli condannato e deputato greco in carica, è fuggito probabilmente nei Balcani, aiutato e coperto da gruppi di neonazisti serbi. Lunedì Lagos era stato vaccinato al COVID Test Center del Parlamento europeo avendo dichiarato di avere la necessità di vaccinarsi per recarsi in Norvegia.

Fonti da Atene suggeriscono che Lagos cercherà di appellarsi alla Corte di giustizia belga contro il mandato d’arresto, un processo che richiederebbe fino a due mesi.

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