Al via l’ultima presidenza Ue di Angela Merkel: sei mesi decisivi per l’Europa

La cancelliera tedesca Angela Merkel. [EPA-EFE/Kay Nietfeld / POOL]

Dal 1 luglio inizia il semestre tedesco. La priorità sarà raggiungere un’intesa sul Recovery Fund e avviare il percorso di uscita dalla crisi. Per la cancelliera si tratta di una partita difficile che potrebbe rimanere nella storia.

La prima volta che Angela Merkel è stata alla guida del Consiglio dell’Unione europea era il 2007, in Francia e nei Paesi Bassi era stato respinto il Trattato sulla costituzione europea e la cancelliera ebbe un ruolo fondamentale nella negoziazione del Trattato di Lisbona e della Dichiarazione di Berlino

Da allora sono passati 13 anni e questa volta la sfida è ancora più difficile: portare l’Europa fuori della crisi generata dalla pandemia. Nel frattempo molte cose sono cambiate. Durante la sua prima presidenza la cancelliera tedesca presiedeva le riunioni dei capi di Stato e di governo. Con il Trattato di Lisbona nel 2009 è stata creata una nuova carica, quella del presidente del Consiglio che presiede i vertici.

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La partita del Recovery Fund

Le aspettative sul semestre tedesco sono alte e la cancelliera lo sa bene. La priorità sarà convincere i Paesi membri, soprattutto i cosiddetti Frugali, ad appoggiare il Recovery Fund da 750 miliardi. Merkel ha già iniziato le consultazioni con gli altri leader in vista del Consiglio Ue del 17 e 18 luglio. Martedì 30 giugno ha avuto un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Secondo quanto riferisce Palazzo Chigi i due si sono confrontati sulle priorità della presidenza, sul piano Next Generation Eu e sul nuovo Quadro finanziario pluriennale.

La telefonata è arrivata dopo giorni di tensione sul fondo Salva-Stati. In un’intervista a diversi quotidiani europei, tra cui la Stampa, la cancelliera ha sottolineato: “Non abbiamo creato il Mes per non utilizzarlo”. “A far di conto per l’Italia ci sono io, con il ministro Roberto Gualtieri, i ragionieri dello Stato e i ministri”, è stata la secca replica di Conte, preoccupato per la tenuta del suo esecutivo. Sul tema infatti le posizioni di Pd (favorevole) e Movimento 5 Stelle  (contrario) sembrano inconciliabili.

Sul Recovery Fund le posizioni dei 27 Paesi sono ancora distanti. Per trovare un’intesa “c’è ancora molto lavoro da fare, dovranno esserci incontri, molti dei quali del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ma noi lo sosterremo”, hanno spiegato Merkel e Macron al termine del vertice di Meseberg. La cancelliera ha spiegato che Francia e Germania vogliono giocare un ruolo comune, a sottolineare che Berlino non condurrà da sola la partita del semestre di presidenza.

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Dalla Brexit alla riforma del sistema di asilo

Un ulteriore obiettivo della presidenza tedesca è la conclusione dei negoziati sulla Brexit tra Unione europea e Regno Unito. Londra e Bruxelles hanno un calendario molto serrato per raggiungere un accordo prima della fine del periodo di transizione, il 31 dicembre. Al momento non ci sono stati grandi passi avanti. Tuttavia la Gran Bretagna ha fissato a settembre la scadenza per concordare un nuovo accordo commerciale con l’Ue.

Nel programma tedesco per la presidenza ci sono anche la “sovranità digitale” europea, la politica climatica e la riforma del sistema comune europeo di asilo (Ceas). In proposito il ministro dell’Interno Horst Seehofer ha ribadito la richiesta di istituire una politica di verifica del diritto d’asilo prima dell’ingresso nell’Ue. Tuttavia è improbabile che sulla questione si possa arrivare in breve tempo a una svolta. In agenda c’è anche la Conferenza sul futuro dell’Europa, che probabilmente non sarà avviata prima di ottobre.

Una leadership coraggiosa

Gli opinionisti concordano sul fatto che ci si può aspettare un’azione coraggiosa da parte della cancelliera. Il grande tabù della mutualizzazione del debito è già stato infranto. Inoltre la buona gestione della pandemia ha rafforzato il consenso del governo in Germania e in particolare la fiducia dei cittadini nei confronti di Angela Merkel.

Forte di questo capitale politico, la cancelliera, ormai vicina al termine del suo mandato, può cogliere quella sfida che le consentirebbe di lasciare un segno in Europa e di passare alla storia per aver contribuito a unirla in un momento particolarmente critico.

“Eppure, mentre la crisi colpisce, Merkel sembra di nuovo dinamica e decisiva. Sembra che sia stata scossa dalle crepe che appaiono nella struttura dell’Ue, mentre i Paesi membri chiudono i loro confini e vedono una rinascita del nazionalismo – scrive la Deutsche Welle – . Chi è vicino al cancelliere dice che l’Europa è diventata una questione che le sta a cuore, proprio come a Kohl”.