Parenti: “L’Ue è fondamentale per l’Italia e viceversa”

Antonio Parenti, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

EURACTIV Italia ha intervistato Antonio Parenti, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

Quali sono le priorità emerse dal discorso sullo stato dell’Unione della presidente von der Leyen su cui la Rappresentanza concentrerà la propria azione?

Alla luce delle priorità proposte dalla Presidente avremo un fortissimo interesse su tutto quello che riguarda la transizione green e quella digitale e l’inclusione. Questi sono stati gli elementi leitmotiv della sua presidenza. Come Rappresentanza avremo un ruolo importante nel fare da cinghia di trasmissione delle comunicazioni tra la Commissione europea a Bruxelles ed il governo italiano. Sicuramente cercheremo di assecondare e sostenere tutti i progetti che verranno messi in campo per raggiungere questi obiettivi. Dunque l’interesse per noi è legato all’applicazione pratica da parte italiana delle priorità che sono state proposte dalla Commissione: green, digitale e inclusione.

Come valuta la ricezione del discorso sullo stato dell’Unione in Italia?

A me è sembrata una ricezione molto positiva, a parte qualche critica quasi aspettata. Credo che in generale sia stata una visione molto corretta delle priorità e dei punti espressi dalla Presidente von der Leyen. E vi è una comprensione del fatto che oggettivamente abbia sottolineato come questo è un momento cruciale per l’Europa per poter determinare e gestire il proprio futuro.

Gli italiani sono i maggiori beneficiari ma anche i più critici della risposta UE alla pandemia. Quali le priorità di comunicazione della Rappresentanza della Commissione per modificare questa percezione?

Continueremo a informare l’opinione pubblica su quello che l’UE fa per i cittadini. Molte volte ci troviamo di fronte ad una opinione che si forma nei primi momenti di un evento e poi magari tarda o ha difficoltà a cambiarla sulla base dell’evoluzione successiva. La Presidente von der Leyen ha riconosciuto nel suo discorso che ci sono state difficoltà a livello europeo. La Commissione europea non aveva competenze in materia sanitaria. E infatti ha proposto ora di inserire queste competenze. Ma nonostante questo la Commissione e l’Unione europea ha fatto tantissimo per i cittadini. Gli aiuti che sono venuti da paesi terzi per quanto naturalmente benvenuti sono stati limitatissimi nella portata rispetto a quello degli Stati membri dell’UE. Ci sono medici europei che sono venuti in Italia così come la possibilità per pazienti italiani di curarsi in altri Paesi europei. C’è stata la possibilità di far arrivare in Italia materiale medico necessario. C’è stato l’intervento della Banca Centrale Europea, che è stato pari al 10 per cento del PIL italiano. Ci sono i soldi arrivati per sostenere la cassa integrazione, i soldi per le piccole e medie imprese forniti dalla Banca Europea per gli Investimenti. C’è bisogno di continuare a far presente ai cittadini che la Commissione e l’Unione è stata al loro fianco. Certo, dopo alcune esitazioni iniziali in un contesto difficile. Ma il sostegno europeo è stato molto ma molto più forte di alcuni interventi chiaramente importanti ma limitati di Stati terzi. Ed è decisivo per il futuro.

La Rappresentanza ha un ruolo di raccordo tra la Commissione e il governo italiano: quaIi sono ora i rapporti e i principali dossier aperti?

I rapporti sono molto buoni. Perché c’è la consapevolezza da parte dei due attori che da un lato l’Europa è fondamentale per l’Italia, e che dall’altro l’Italia è fondamentale per l’Europa. Che sembra una tautologia, ma in realtà è qualcosa che ogni tanto ha fatto fatica in passato in entrambe le direzioni a passare. Ed è chiaro che questo è stato reso più facile dall’arrivo della Commissione von der Leyen, ma anche da un cambio di atteggiamento da parte del governo italiano. I dossier sui quali si lavora oggi prevalentemente sono relativi alla implementazione del Next Generation EU. Quello è l’aspetto più importante, è sicuramente il faro per cambiare il Paese.

Alcuni ritengono che la Presidente von der Leyen si sia soffermata poco sulla Conferenza sul futuro dell’Europa e sul tema della riforma dei Trattati, sollevato anche recentemente dal Presidente Mattarella. Che ne pensa?

In realtà la Presidente von der Leyen ha implicitamente sostenuto la riforma dei Trattati, dal momento che ha parlato della Conferenza sul futuro dell’Europa in relazione alla necessità di dare competenze a livello europeo in materia di salute. Evidentemente questo implica una riforma dei Trattati. Ma anche il riferimento all’importanza di passare dall’unanimità al voto a maggioranza qualificata sulla politica estera mi sembra vada in quella direzione.