L’Europa sta perdendo le sue foreste

Una foresta a Bocska (Ungheria). [EFE/EPA/Gyorgy Varga/Archivio]

Londra (EuroEFE) .- Negli ultimi anni l’Europa ha perso vaste aree boschive a causa dell’aumento dello sfruttamento relativo alle foreste. Secondo un rapporto pubblicato dalla rivista Nature, ciò riduce la capacità del continente di assorbire carbonio e pone degli ostacoli nella lotta contro la crisi climatica.

Lo studio, sviluppato dal Centro comune di ricerca della Commissione europea (CE), analizza i dati raccolti via satellite e ricorda che gran parte dell’area forestale dell’Unione europea (UE), circa il 38% del totale, viene utilizzata dall’industria del legname. Di conseguenza, riconosce che l’abbattimento degli alberi è una pratica comune in questo contesto, ma sottolinea che la perdita di biomassa è aumentata del 69% tra il 2016 e il 2018, rispetto al periodo 2011 e 2015, mentre “l’area boschiva di raccolta” è cresciuta del 49%. L’aumento della perdita di aree forestali potrebbe arrestare la strategia di lotta contro i cambiamenti climatici progettata intorno ai boschi dalle autorità dell’Unione per i prossimi anni, avvertono gli esperti dello studio.

Le foreste europee, sottolineano, eliminano circa il 10% del totale dei gas serra emessi nell’UE, fungendo da “pozzi di assorbimento del carbonio”. Per questo motivo, l’espandersi dello sfruttamento forestale pone degli ostacoli al fine di mantenere l’equilibrio esistente tra la domanda di legname e la necessità di preservare questi ecosistemi chiave per l’ambiente.

L’autore principale dello studio, Guido Ceccherini, e i suoi colleghi hanno esaminato i dati satellitari ridotti su piccola scala per valutare i cambiamenti avvenuti nelle aree di disboscamento e nelle foreste in 26 paesi dell’UE tra il 2004 e il 2018. Hanno osservato che il “tasso di sfruttamento” è rimasto stabile nella maggior parte di questi paesi tra il 2004 e il 2015, ma hanno rilevato un forte aumento tra il 2016 e il 2018, soprattutto nei paesi con significative attività economiche connesse alle aree forestali, come le bioenergie o l’industria della carta. Il maggiore aumento delle aree di sfruttamento boschive è stato registrato tra il 2016 e il 2018 in Svezia e Finlandia, che insieme rappresentano oltre il 50% dell’aumento totale calcolato nei 26 paesi. Invece Spagna, Polonia, Francia, Lettonia, Portogallo ed Estonia sono responsabili congiuntamente di circa il 30% di detto aumento, ha aggiunto il rapporto.

Gli esperti suggeriscono che la crescita dello sfruttamento delle foreste nell’UE e il suo impatto sulle emissioni di carbonio dovranno essere prese in considerazione nel momento in cui si fisseranno gli obiettivi per combattere la crisi climatica a partire dal 2020.