Legge sul clima, via libera dell’europarlamento alla riduzione delle emissioni del 60% entro il 2030

Una veduta dell'emiciclo del Parlamento europeo. EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ

Arriva il via libera ufficiale del Parlamento Europeo, riunito in sessione plenaria, alla proposta della socialdemocratica Jytte Guteland di ridurre le emissioni del 60% entro i prossimi 10 anni. Con 392 voti favorevoli, 161 contrari e 142 astensioni, gli eurodeputati confermano che nella Legge sul Clima le riduzioni delle emissioni debbano essere del 60% e questa è dunque la base ufficiale per le negoziazioni con il Consiglio.

La proposta votata dall’assemblea dei cittadini europei ha optato per una via di mezzo tra la richiesta degli ambientalisti e degli scienziati di fissare l’asticella almeno al 65% e la proposta della Commissione di convergere sul 55%. Prima del voto in plenaria, la proposta era stata discussa nella Commissione parlamentare Envi, quella dedicata ai temi ambientali: in quel contesto la relatrice svedese  del gruppo dei Socialisti e Democratici Jytte Guteland aveva all’inizio proposto di fissare al 65% la soglia per le riduzioni delle emissioni, un obiettivo sostenuto anche dai Verdi e deputati del Gue (la sinistra) ma gli eurodeputati del Ppe (centro-destra) erano invece sulla linea della proposta della Commissione.

Una divisione che si è riproposta anche in plenaria rispetto all’approvazione dell’emendamento sulla cifra del 60% proposto da Pascal Canfin e sostenuto da Socialisti&Democratici, liberali di Renew, Verdi e Sinistra Unitaria europea: anche se la Legge nel complesso è stata approvata a larga maggioranza, questo specifico emendamento è passato per soli 26 voti, con il “no” dei gruppi del Partito popolare europeo, dei Conservatori e riformisti europei e l’estrema destra di Identità e democrazia.

Il Parlamento Ue chiede di ridurre le emissioni del 60% entro il 2030. Favorevoli Pd e M5S. Contrari Lega, Forza Italia e FdI

Il Parlamento europeo oggi vota in plenaria la proposta di ridurre le emissioni del 60% entro i prossimi 10 anni. Sulla base di questo testo saranno avviati i negoziati con il Consiglio europeo per arrivare a un’intesa entro fine anno.

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La nuova legge nel complesso mira a trasformare le promesse politiche secondo cui l’Ue diventerà neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050 in un obbligo vincolante: la legge sul clima serve cioè a dare ai cittadini e alle imprese europee la certezza giuridica e la prevedibilità di cui hanno bisogno per pianificare la trasformazione. I deputati al Parlamento europeo insistono sul fatto che sia l’Ue che tutti gli Stati membri individualmente presi devono diventare climaticamente neutrali entro il 2050 e che in seguito l’Ue dovrà raggiungere “emissioni negative”. In questo contesto è cruciale l’obbligo di eliminare gradualmente tutti i sussidi diretti e indiretti per i combustibili fossili entro il 31 dicembre 2025 al più tardi. Il Parlamento ha anche respinto la proposta della Commissione di utilizzare pozzi di assorbimento del carbonio come le foreste e le praterie per raggiungere l’obiettivo climatico del 2030.

La fase più delicata inizia ora, con la negoziazione con gli Stati membri. Molto probabilmente le ambizioni del testo approvato dal Parlamento saranno ridimensionate, anche perché le posizioni dei vari Paesi sono divergenti: rispetto alla proposta iniziale della Commissione, i “frugali” insieme a Spagna, Lussemburgo e Lettonia sono i più favorevoli ad una soglia ambiziosa che vada oltre il 55% della riduzione delle emissioni; sul 55% si attestano invece Francia e Portogallo; molti altri paesi, sarebbero invece più orientati ad un’obiettivo che oscilla tra il 50% e il 55% (tra questi anche Italia e Germania), per arrivare infine a coloro che sono da sempre contrari ad una politica ambiziosa per la lotta ai cambiamenti climatici, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca.

Dopo la votazione, Jytte Guteland ha affermato che “L’adozione del rapporto invia un chiaro messaggio alla Commissione e al Consiglio, alla luce dei prossimi negoziati. Ci aspettiamo che tutti gli Stati membri raggiungano la neutralità climatica al più tardi entro il 2050 e abbiamo bisogno di forti obiettivi intermedi nel 2030 e nel 2040 perché l’Ue possa raggiungere questo obiettivo”.

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