Il Parlamento Ue chiede di ridurre le emissioni del 60% entro il 2030. Favorevoli Pd e M5S. Contrari Lega, Forza Italia e FdI

Carbon Pricing

Il Parlamento europeo oggi vota in plenaria la proposta di ridurre le emissioni del 60% entro i prossimi 10 anni. Sulla base di questo testo saranno avviati i negoziati con il Consiglio europeo per arrivare a un’intesa entro fine anno.

La proposta, che vede come prima firmataria la socialdemocratica Jytte Guteland, è già stata approvata dalla commissione Ambiente e dovrebbe essere sostenuta da una larga maggioranza di eurodeputati. Renew Europe, S&D, Verdi e la Sinistra unitaria europea (Gue) hanno dichiarato di essere favorevoli a un obiettivo superiore a quello del 55%, proposto dalla Commissione. I popolari europei (PPE) invece sostengono la proposta dell’esecutivo.

Nella prima sessione di voto gli eurodeputati Pd e M5S hanno votato a favore della riduzione delle emissioni del 60% entro i prossimi dieci anni. Mentre Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno votato contro. Il voto finale sull’intero pacchetto è atteso in serata. Dopo il via libera della plenaria sarà possibile avviare il negoziato con i governi nazionali.

Il ministro dell’Economia tedesco Peter Altmaier ha dichiarato martedì (6 ottobre) che dai colloqui tra i ministri dell’Energia dei 27 membri dell’Ue è emerso che la maggioranza è favorevole ad aggiornare l’obiettivo di riduzione delle emissioni entro il 2030. Tuttavia non ha chiarito se c’è già una maggioranza favorevole a ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro i prossimi 10 anni rispetto ai livelli del 1990, come proposto dalla Commissione.

Alcuni Stati membri, infatti, hanno espresso la preoccupazione che riduzioni più profonde delle emissioni danneggino la loro competitività industriale. La commissaria all’Energia Kadri Simson ha detto che la Commissione valuterà anche come il suo obiettivo climatico proposto per il 2030 possa influenzare settori specifici.

A chiedere questa valutazione d’impatto è soprattutto la Polonia, che ha una grande industria del carbone e sostiene di non poter sottoscrivere un obiettivo di riduzione delle emissioni più severo senza maggiori dettagli.

Gli Stati membri e il Parlamento europeo devono approvare un cambiamento che avrà enormi implicazioni per tutti i settori industriali, l’espansione delle energie rinnovabili, la creazione di un mercato dell’idrogeno e il futuro utilizzo di carbone, gas e petrolio. Vista l’importanza della scelta, è probabile che il target venga deciso dai capi di governo, più che dai ministri.  Questo significa che per approvare l’obiettivo ci sarà bisogno del sostegno unanime dei 27 Paesi. L’accordo finale dovrebbe essere raggiunto entro la fine dell’anno.