Greenpeace: “L’Ue è complice della distruzione della foresta amazzonica”

Gli attivisti di Greenpeace EU hanno appeso uno striscione contro la deforestazione sulla facciata della sede della Commissione europea a Bruxelles, 11 settembre 2020. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

Secondo la Ong, l’Ue sarebbe colpevole di importare e consumare prodotti derivanti dalla distruzione della foresta amazzonica. Per protestare contro questa pratica, cinque attivisti hanno appeso uno striscione sulla facciata del palazzo della Commissione europea a Bruxelles.

Greenpeace ha annunciato venerdì 11 settembre via Twitter la sua raccolta firme per convincere l’Unione europea a imporre un divieto su tutti i prodotti che causano la deforestazione. Per rendere il messaggio ancora più efficace, uno striscione alto 30 metri è stato appeso sulla facciata di Palazzo Berlaymont, nella capitale belga.

Cinque attivisti hanno scalato la sede della Commissione europea, documentati dall’account Twitter di Greenpeace Eu che li ha seguiti mentre agganciavano e srotolavano il banner su cui era rappresentato un buco che rivelava una foresta in fiamme. La scritta “Amazon fires – Europe guilty” campeggiava a caratteri cubitali.

Greenpeace si è unita a un gruppo di oltre 100 organizzazioni impegnate per l’ambiente e la giustizia civile nel richiedere all’Europa di vietare l’importazione di quei prodotti che causano la distruzione delle foreste.

“L’Amazzonia sarà anche lontana, ma l’Europa ha certamente gettato benzina sui fuochi che già la stanno distruggendo”, ha dichiarato l’attivista Sini Eräjää. “Comprando carne, soia per cibare gli animali e altri prodotti dalle aree deforestate l’Ue è complice della distruzione della Foresta amazzonica e di altri ecosistemi, generando una crisi climatica ed esponendoci a pericolose malattie come il Covid-19”.

“I cittadini europei dovrebbero poter fare la spesa in sicurezza nei propri supermercati, sapendo che quello che comprano non è collegato alla distruzione delle foreste o all’abuso dei diritti umani. Abbiamo bisogno di una legge europea stringente su questo aspetto”, ha aggiunto.

L’Ue è responsabile di più del 10% della deforestazione globale attraverso il suo consumo di beni come la carne, i latticini, la soia per alimentare gli animali, l’olio di palma, il cacao e la carta. La Commissione europea proporrà una nuova legislazione per il 2021 all’interno della nuova Strategia per la biodiversità.

Greenpeace ha risposto alla consultazione pubblica lanciata dall’Ue su quale sia l’azione da compiere per ridurre la deforestazione: eliminare dal mercato europeo ogni prodotto collegato con la distruzione degli ecosistemio e altri abusi dei diritti umani, dato che ogni altra misura su base volontaria si è dimostrata inefficace.

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Il rischio di nuove pandemie

Le Nazioni Unite e l’Organizzazione mondiale della sanità hanno più volte messo in guardia dalla possibilità di nuove pandemie simili al Covid-19 se si continueranno a distruggere gli ecosistemi naturali.

Le foreste sono infatti essenziali sia nel combattere l’inquinamento, dato che la deforestazione causa un decimo delle emissioni globali di CO2, ma anche nel combattere nuove pandemie.

Un recente studio della rivista Nature ha infatti rivelato che ratti, pipistrelli e altri animali che trasmettono virus sono molto diffusi nelle aree dove è intervenuta la deforestazione o la distruzione di altri ecosistemi.