France Relance: il piano di rilancio di Macron è già dettagliatissimo

Il Presidente francese Emmanuel Macron. EPA-EFE/LUDOVIC MARIN /

Il documento pubblicato sul sito del governo spiega già i dettagli specifici di ogni misura: costi, modalità e tempistiche di implementazione. Mentre le linee guida italiane per ora sono solo macro-obiettivi.

100 miliardi (di cui 40 provenienti dal Recovery Fund e 60 dal governo francese) messi a disposizione negli ambiti di sostenibilità ambientale, competitività, coesione sociale e territoriale per far ripartire il paese transalpino. Il piano France Relance è già sostanzialmente pronto.

L’obiettivo complessivo del piano France Relance, secondo il presidente Macron, è quello di “costruire la Francia del 2030”. La sfida dell’inquilino dell’Eliseo è quella di sfruttare la ripresa post-covid-19 per modernizzare il paese nel medio periodo.
Un documento ufficiale  di 48 pagine e dettagliato in un volume di 296 pagine pubblicato sul sito del governo spiega già i dettagli specifici di ogni misura: costi, modalità e tempistiche di implementazione. Un’attenzione ai dettagli che sembra particolarmente efficiente se si pensa che le linee guida del governo italiano sul piano nazionale per la ripresa, definite dal Comitato interministeriale per gli affari europei (Ciae), per ora sono solo macro-obiettivi, che comunque sembrano esattamente gli stessi del piano francese: ambiente, competitività e coesione.

Riconversione ecologica

30 miliardi dei 100 miliardi di euro complessivi sono destinati a finanziare la transizione ecologica, obiettivo chiave della ripresa anche per le istituzioni europee. Il piano francese prevede tra le varie cose l’adozione del cosiddetto metodo del “bilancio verde” per valutare l’impatto ambientale del bilancio dello Stato in linea con gli impegni assunti nell’ambito dell’Accordo di Parigi.

Nel dettaglio, il piano di ripresa stanzia 6,7 miliardi di euro per la ristrutturazione energetica di abitazioni private, locali della Pmi, edifici pubblici statali ed edilizia sociale; 1,2 miliardi di euro per aiutare le aziende a investire in attrezzature che emettono meno CO2; 1,2 miliardi di euro per incentivare l’uso della bicicletta e per lo sviluppo del trasporto pubblico, che include la metropolitana, i tram e gli autobus per fornire soluzioni di mobilità più rispettose dell’ambiente; 4,7 miliardi di euro per sostenere il settore ferroviario, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 e l’impatto ambientale del trasporto delle merci; 7 miliardi di euro entro il 2030 per lo sviluppo dell’idrogeno verde, di cui 2 miliardi di euro dal 2021 al 2022; 2,5 miliardi di euro per la transizione dall’attuale modello agricolo verso un’alimentazione più sana, sostenibile e locale.

Competitività

La misura più consistente nell’ambito dell’obiettivo della competitività è quella della riduzione delle tasse sulla produzione: 10 miliardi di euro a partire dal 1° gennaio 2021 per una spesa totale di 20 miliardi nel biennio 2021-2022. A questo si aggiunge uno stanziamento di 3 miliardi di euro per sostenere il finanziamento delle imprese: il piano di ripresa francese fornisce una garanzia pubblica ai fondi di investimento che saranno etichettati “France Relance” e ai prestiti azionari a lungo termine per le aziende e le Pmi. 1 miliardo di euro, poi, è destinato alla rilocalizzazione industriale: di questo, 600 milioni sono dedicati agli investimenti
in 5 settori strategici e 400 milioni allo sviluppo di progetti industriali nei territori. Infine, nell’ambito del quarto programma di investimenti per il futuro (Pia) saranno mobilitati 11 miliardi di euro da qui al 2022 per sostenere l’innovazione e in particolare gli investimenti nelle tecnologie del futuro.

Coesione sociale e territoriale

Un Piano di “investimenti massicci” per la sanità, per un totale di 6 miliardi di euro (di cui 2,1 miliardi di euro in 5 anni per la trasformazione, il rinnovamento, le attrezzature e l’aggiornamento digitale di strutture mediche e 1,4 miliardi di euro in 3 anni per l’ammodernamento degli strumenti digitali); attenzione ai giovani (attraverso la formazione dei giovani in settori strategici e promettenti, per un totale di 1,6 miliardi; incentivi per l’assunzione di giovani sotto i 26 anni e persone con disabilità con contratti a tempo indeterminato, contratti a tempo determinato o contratti di lavoro-studio, per un totale di 3,2 miliardi di euro; e 300.000 percorsi di sostegno aggiuntivi per l’occupazione, per un totale di 1,3 miliardi di euro); tutela dell’occupazione (tramite lo stanziamento di 7,6 miliardi di euro per prevenire i licenziamenti economici e preservare il capitale umano delle imprese in caso di un calo duraturo dell’attività e 1 miliardo per acquisire e rafforzare le competenze digitali); sostegno agli enti locali e regionali (per un totale di 5 miliardi di investimenti): queste sono le voci previste per rafforzare la coesione sociale e territoriale.