Gas nell’Artico: europarlamentari di Verdi, S&D, Renew e The Left si oppongono al nuovo terminal

Ghiaccio in scioglimento nei mari dell'Artico [Foto di Pink floyd88 a, Wikimedia Commons.]

In una lettera indirizzata ai governi di Italia, Francia e Germania, hanno espresso profonda preoccupazione per la costruzione di un terminale di liquefazione di gas naturale (Gnl) in Siberia.

Alcuni esponenti dei Verdi europei, insieme ad alcuni colleghi e colleghe di altri schieramenti, si oppongono alla costruzione di un terminale di liquefazione di gas naturale (Gnl) in Siberia, il progetto Arctic Lng 2, accusando che si tratterebbe di una infrastruttura non compatibile con l’accordo sul clima di Parigi, né con il Green deal europeo e neanche con la Legge sul clima.

Così, spiega l’europarlamentare di Europa verde (Verdi), Eleonora Evi, è stata indirizzata una lettera (mercoledì 19 maggio) ai governi di Italia, Francia e Germania per esprimere “profonda preoccupazione sul possibile sostegno finanziario al progetto Arctic Lng 2”, sottoscritta da altri 38 europarlamentari di diversi gruppi politici (oltre ai Verdi, S&D, Renew Europe, The left).

Secondo i firmatari della lettera il progetto, lanciato dal produttore di gas russo Novatek, in collaborazione con il colosso petrolifero francese Total, e che potrebbe ricevere un finanziamento di 1 miliardo di dollari da Sace, società di servizi assicurativi e finanziari appartenente al gruppo italiano Cassa depositi e prestiti.

“Investire ancora nel gas è quindi incomprensibile, sia per le disastrose conseguenze sul clima e sull’ambiente, sia sotto il profilo economico, in quanto significherebbe fare un investimento a vuoto e sprecare risorse importanti”, sostiene Evi.

Clima, l’Ue trova l’accordo per ridurre le emissioni almeno del 55% entro il 2030

Parlamento europeo e Stati membri hanno trovato un accordo sulla soglia di riduzione delle emissioni entro il 2030, fissata almeno al 55%, proprio alla vigilia di un summit sul clima voluto dagli Stati Uniti.

La Commissione europea ha espresso soddisfazione …

“Come il gasdotto Nord Stream 2, questo progetto mina il percorso di transizione e indipendenza energetica dell’Unione, creando ulteriore dipendenza dalla Russia, fornitore inaffidabile e paese che, in aggiunta, viola sistematicamente il rispetto dei diritti umani”, ha puntualizzato l’esponente di Europa verde.

L’esortazione contenuta nella lettera indirizzata a Italia, Francia e Germania, spiegano, è quella di non concedere sostegno finanziario al progetto ‘Arctic Lng 2’ e a tracciare un percorso ambizioso verso la fine di tutti i finanziamenti a progetti legati ai combustibili fossili, dentro e fuori l’Unione, in vista di Cop26 che si terrà il prossimo autunno in Scozia.

Per ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030, l’uso del gas deve ridursi almeno del 30-40%. Le previsioni future rispetto alla crisi climatica che stiamo subendo parlano chiaro: in 30 anni potrebbe causare 1,2 miliardi di persone sfollate nel mondo, 3,5 miliardi e mezzo di persone che soffrono di insufficienza alimentare e 5,4 miliardi di persone che vivono in aree con estrema carenza idrica.

In questo contesto di emergenza climatica, prende forma nell’Ue la legge europea sul clima, dopo che la commissione per l’ambiente dell’Europarlamento ha votato un nuovo obiettivo a livello europeo per ridurre le emissioni di carbonio del 60% entro il 2030.

Sono state poste così le basi per negoziati, serrati, con i paesi membri dell’Ue e la Commissione europea, trovando poi un accordo sulla soglia di riduzione delle emissioni entro il 2030 fissata, appunto, al 55%.