Europa e transizione ecologica: cinquanta milioni di cittadini in “povertà energetica”

Muro Vegetale in un palazzo di Danzica, in Polonia. [EPA/BARBARA OSTROWSKA POLAND OUT]

Un intervento di eurodeputati e importanti opinion leader del settore spiega l’importanza dell’edilizia abitativa e come la proposta della Commissione per Next Generation Eu sia una coraggiosa strada per la ripresa dalla crisi da Covid-19.

“Quale investimento potrebbe essere più saggio di quello che protegge i più vulnerabili a livello sociale e contribuisce a mitigare gli effetti del cambiamento climatico riducendo il nostro consumo energetico? Il Just transition fund dovrebbe riconoscere l’edilizia abitativa come il punto centrale della transizione verde”, è quanto sostengono eurodeputati e importanti opinion leader della società civile.

Mounir Satouri è il relatore del comitato per l’occupazione sul Just transition fund; Manuel Pizarro è il relatore ombra per il gruppo socialista e democratico sul Just transition fund; Freek Spinnewijn è il direttore della Feantsa; Rick Hathaway è vice-presidente di Habitat for humanity International; Manuel Domergue è il direttore degli studi della Fondation Abbé Pierre.

In un intervento pubblicato su Euractiv.com spiegano che la proposta della Commissione Europea per Next Generation Eu rivela una coraggiosa ambizione europea per la ripresa dalla crisi da Covid-19, per rilanciare il progetto europeo e per abbracciare le transizioni verdi e digitali, verso un “ripristino del tessuto sociale”.

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Gli autori però sostengono che, affinché questa ambizione diventi realtà, l’edilizia abitativa deve essere un tema centrale. “II Just transition fund e l’imminente Renovation Wave – dicono – devono essere modellati in modo da affrontare le condizioni di povertà attraverso una ristrutturazione attentamente calibrata e mirata che tenga saldamente insieme gli obiettivi sociali e la necessità di contrastare il cambiamento climatico”.

“Il rafforzamento del Just transition fund – precisano -, attraverso un finanziamento aggiuntivo di 32,5 miliardi di euro dal pacchetto di ripresa, oltre a 10 miliardi di euro dal bilancio 2021-27 e 10 miliardi di euro di prestiti della Banca europea per gli investimenti, mira a rendere disponibili almeno 150 miliardi di euro per investimenti in questa transizione”.

Gli investimenti pubblici nella ripresa devono andare oltre gli investimenti nei “territori” per raggiungere le condizioni di vita delle persone.

Poiché gli edifici esistenti e il sistema immobiliare generano circa il 35% delle emissioni di CO2 nell’Ue, la lotta al cambiamento climatico richiede che l’edilizia abitativa sia un elemento centrale della transizione verde.

“Ma affinché la “ripresa verde” non lasci veramente nessuno indietro – avvertono -, sarà necessario riconoscere e affrontare esplicitamente, al di là dell’impatto Covid-19, i rischi sociali costituiti dalla transizione verde, che sono particolarmente evidenti nel caso dell’edilizia abitativa”.

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“Le famiglie a basso reddito – proseguono deputati e attivisti -, quelle che non hanno un alloggio adeguato e quelle che vivono in condizioni di povertà energetica sono particolarmente vulnerabili in questo contesto e non si può chiedere loro di affrontare i costi della transizione verde. Sono più esposte all’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia o degli affitti e spesso hanno meno probabilità di attingere ai meccanismi di sostegno sociale esistenti”.

“Inoltre, sono spesso le stesse persone che rischiano di perdere il lavoro, perché spesso il loro impiego è legato all’industria basata sui combustibili fossili. Il Just transition fund deve sostenerli direttamente fornendo un sostegno finanziario per migliorarne le condizioni di vita, e questo vale per i gruppi a basso reddito, sia nelle case popolari che nelle abitazioni private”.

Questo, secondo Domergue, Spinnewijn, Pizarro e Satouri, contribuirebbe anche alla creazione di nuove opportunità di formazione e di occupazione a livello locale.

“La strategia di ripresa propone che gli investimenti siano guidati dal semestre europeo. Sapendo che diversi Stati membri hanno ricevuto raccomandazioni specifiche rispetto alla mancanza di alloggi a prezzi accessibili, gli investimenti nell’edilizia abitativa possono essere una prova evidente, proprio a partire dalla ristrutturazione di alloggi inadeguati per migliorare le condizioni di vita dei 50 milioni di persone che vivono in condizioni di povertà energetica”, concludono i quattro.

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