Cop26, Timmermans: dall’UE 100 milioni per finanziare l’adattamento ai cambiamenti climatici

"Il Fondo di adattamento può svolgere un ruolo chiave" nella strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, ha detto Timmermans a Glasgow. [EPA-EFE/Stephanie Lecocq / POOL]

L’UE investirà altri cento milioni di euro nel Fondo di adattamento ai cambiamenti climatici, istituito nel 2010 per finanziare progetti in questa direzione nei paesi in via di sviluppo aderenti al protocollo di Kyoto e particolarmente vulnerabili agli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Lo ha annunciato martedì 9 novembre il vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, intervenuto a Glasgow al meeting sul clima Cop26.

“Il Fondo di adattamento”, ha detto Timmermans, “può svolgere un ruolo chiave ed è per questo che sono lieto di annunciare per la prima volta che la Commissione europea sta stanziando 100 milioni di euro per sostenere i paesi in via di sviluppo”.

Quello che stanzierà la Commissione è il più grande singolo contributo versato al Fondo da quando è stato istituito, nel 2010. In questi undici anni, il Fondo ha impegnato quasi 750 milioni di euro in progetti e programmi di adattamento ai cambiamenti climatici e resilienza, con 31,5 milioni di beneficiari totali.

Mentre le misure di mitigazione dei cambiamenti climatici puntano a ridurre le emissioni di gas serra, quelle di adattamento cercano di ridurre i danni del riscaldamento globale, come desertificazione, siccità, ondate di calore, inondazioni, alluvioni, innalzamento del livello dei mari. Tra le misure di adattamento rientrano opere come la riforestazione, la costruzione di bacini per raccogliere l’acqua e di canali e acquedotti per distribuirla, lo studio di nuove sementi resistenti alla siccità, e la costruzione di argini e protezioni contro le alluvioni.

“Oggi”, ha detto ancora Timmermans, “è il giorno in cui dobbiamo agire anche sull’adattamento. Finanziare l’adattamento è fondamentale. Dobbiamo tutti darci da fare e dobbiamo farlo tutti ora. Coloro che hanno bisogno di risorse per l’adattamento devono anche avere prevedibilità e chiarezza sulla sua realizzazione”.

I finanziamenti internazionali per il clima svolgono un ruolo importante nell’aiutare i paesi in via di sviluppo ad attuare l’accordo di Parigi del 2015. Quelli destinati all’adattamento sono uno dei temi centrali della discussione alla Cop26, e una priorità assoluta per la Commissione europea.

Attualmente, l’UE è il più grande erogatore di fondi per il clima: nel 2020, l’Unione e gli Stati membri hanno impegnato a questo scopo 23,4 miliardi di euro per aiutare i paesi in via di sviluppo a ridurre le loro emissioni di gas serra e ad adattarsi agli impatti dei cambiamenti climatici.

A Glasgow, Timmermans ha annunciato anche che l’UE sarà anche la prima partecipante alla coalizione globale ‘Adaptation without borders‘, creata dai due think tank IDDRI (Istituto per lo sviluppo sostenibile e le relazioni internazionali) e ODI (Overseas Developmenti Institute) e dall’ong Stockolm Environment Institute per sostenere l’adattamento ai cambiamenti climatici su scala globale.

L’Unione europea, ha detto Timmermans, sosterrà l’alleanza con 700 mila euro per il 2022: si tratta, ha detto il vicepresidente della Commissione, di “un nuovo partenariato internazionale  per costruire una cooperazione per gestire i rischi da cambiamenti climatici”. Con i fondi  dell’UE, la coalizione – che il prossimo anno si concentrerà nella collaborazione con l’Unione africana e con i paesi africani – “potrà anche lavorare meglio con i partner locali” per realizzare piani di adattamento ai cambiamenti climatici, ha aggiunto Timmermans.

Alla fine della Cop26, ha spiegato ancora il commissario olandese riassumendo le posizioni dell’Unione, “dobbiamo essere nella posizione di poter dire siamo ancora in pista per restare ben al di sotto dei 2 gradi” di aumento della temperatura “e che abbiamo ancora una possibilità di arrivare a 1,5”.

Secondo Timmermans, sono necessari progressi “sui finanziamenti per il clima, ma stiamo andando avanti”, mentre sull’adattamento ai cambiamenti climatici “i paesi in via di sviluppo avranno bisogno di vedere i paesi più ricchi prendere sul serio” l’argomento, “e penso che ci stiamo arrivando”.

Infine, ha detto il vicepresidente, “abbiamo bisogno di integrità, trasparenza e di chiarezza sulle responsabilità perché vogliamo che i mercati facciano la loro parte”, cioè “che il prezzo del carbonio venga valutato in modo da poter essere contabilizzato” in “un sistema di scambio di emissioni su scala globale”. “Penso”, ha concluso, che questo risultato potrà essere raggiunto “questa settimana, se tutti ci impegniamo per trovare un compromesso”.