Cop26, accordo Cina-Usa per accelerare l’azione contro la crisi climatica entro il 2030

L'attuale inviato per il clima degli Stati Uniti, John Kerry (a sinistra), e il presidente cinese Xi Jinping durante un incontro del 2016. [EPA/NICOLAS ASFOURI]

La Cina e gli Stati Uniti hanno annunciato un accordo per rafforzare la loro cooperazione sull’azione per il clima e accelerare i tagli alle emissioni entro questo decennio: una mossa che intende essere una spinta alle trattative della conferenza sul clima Cop26 a Glasgow, nel Regno Unito, come spiega Climate Home News, media partner di EURACTIV.

I due maggiori emettitori di CO2 del mondo nella serata di mercoledì 10 novembre hanno rilasciato a sorpresa una dichiarazione congiunta in cui affermano la loro intenzione di “cogliere questo momento critico per impegnarsi in estesi sforzi individuali e congiunti per accelerare la transizione verso un’economia globale a zero emissioni nette (global net zero economy)”.

Una bozza non formattata è stata frettolosamente condivisa attraverso le reti di comunicazione sul clima su un documento Google, prima che la versione ufficiale fosse pubblicata sui siti web del dipartimento di Stato degli Stati Uniti e del ministero dell’Ambiente cinese.

In base all’accordo, entrambe le parti hanno promesso di agire in questo “decennio decisivo” per ridurre le emissioni e mantenere gli obiettivi dell’accordo di Parigi per limitare l’aumento della temperatura “ben al di sotto dei 2° C” e perseguire gli sforzi “a portata di mano” per restare sotto 1,5° C.

Hanno riconosciuto che “rimane un divario significativo” tra gli attuali impegni e politiche nazionali di riduzione della CO2 e ciò che è necessario per raggiungere gli obiettivi di Parigi.

“Le due parti sottolineano l’importanza vitale di colmare questo divario il prima possibile, in particolare intensificando gli sforzi”, si legge.

L’inviato cinese per il clima Xie Zhenhua e quello degli Stati Uniti John Kerry hanno annunciato l’accordo separatamente, in due conferenze stampa consecutive.

“Nell’area del cambiamento climatico”, ha detto ai cronisti Xie, “tra Cina e Stati Uniti ci sono più punti comuni che divergenze, il che la rende un’area con un enorme potenziale per la nostra cooperazione. Siamo a due giorni dalla fine della Cop di Glasgow, quindi speriamo che questa dichiarazione possa dare un contributo Cina-USA al successo della Cop26”.

Kerry ha spiegato che “questa dichiarazione è un gradino su cui possiamo costruire per colmare il divario [con le ambizioni]. Ogni passo è importante in questo momento. Abbiamo un lungo viaggio davanti a noi. Dobbiamo mitigare più velocemente, ridurre le emissioni di metano più velocemente, continuare ad aumentare le ambizioni e soprattutto dobbiamo agire per mantenere in vita [il target di] 1,5°C”.

Le due parti hanno discusso dell’accordo “per mesi”, ha detto Kerry. Hanno tenuto più di 30 incontri virtuali e si sono incontrate a Shanghai, Londra e Glasgow prima di raggiungere l’accordo.

Le reazioni

Gli analisti hanno accolto con favore i segnali di cooperazione provenienti da quella che negli ultimi anni è stata una relazione bilaterale tesa.

Le due nazioni nel 2014 hanno raggiunto un accordo considerato fondamentale per il successo del vertice sul clima di Parigi, ma da allora si sono scontrate su questioni come il commercio e i diritti umani.

Thom Woodroofe, consulente senior dell’Asian Society, ha affermato che mentre l’accordo di mercoledì non è stato un enorme “punto di svolta”, “per molti versi è molto più di un passo avanti, dato lo stato geopolitico della relazione. Significa che l’intenso livello del dialogo USA-Cina sul clima può ora iniziare a tradursi in cooperazione”.

Secondo Bernice Lee, esperta di Cina del think tank Chatham House, la dichiarazione congiunta “potrebbe essere solo una buona notizia”. “I dettagli rimangono lacunosi, ma questa dichiarazione dovrebbe dissolvere i timori che le tensioni tra Stati Uniti e Cina possano ostacolare il successo della Cop26”. Tuttavia, ha aggiunto, “il vero test per Washington e Pechino è quanto spingeranno per un accordo allineato all’obiettivo di 1,5° C qui a Glasgow”.

La cooperazione Pechino-Washington accelererà la riduzione delle emissioni, anche fissando risultati da raggiungere, obiettivi, politiche da implementare e misure specifiche, afferma la dichiarazione.

Il documento identifica la riduzione delle emissioni di metano come un’area critica di cooperazione, con entrambe le parti che hanno concordato di sviluppare ulteriori misure entro la Cop27 del 2022.

Gli Stati Uniti hanno guidato gli sforzi congiunti con l’UE per riunire un’alleanza di oltre 100 paesi impegnati a ridurre collettivamente le emissioni di metano del 30% entro il 2030.

Cop26: cosa prevede l'accordo per tagliare le emissioni di metano e perché è importante

Gli Stati Uniti e l’Ue hanno annunciato una partnership globale per tagliare le emissioni del gas metano, in occasione della Cop26 di Glasgow. Il Global Methane Pledge mira a ridurre le emissioni di metano del 30% rispetto ai livelli del …

Sebbene la Cina non abbia firmato l’impegno, si è impegnata a sviluppare un piano d’azione nazionale “completo e ambizioso” sul metano per ridurre le sue enormi emissioni di gas serra da qui al 2030.

I firmatari dell’accordo hanno deciso di convocare un meeting nella prima metà del 2022 per discutere misure e standard per la riduzione del metano dalla produzione di carbone, petrolio e gas, oltre che dai settori dei rifiuti e da quello agricolo.

La Cina ha accettato di ridurre gradualmente il consumo di carbone dal 2025 al 2030 come parte del suo quindicesimo piano quinquennale – un documento cruciale che definisce la direzione dello sviluppo economico – e “fare i migliori sforzi per accelerare questa operazione”.

La dichiarazione congiunta Cina-USA impegna entrambe le parti a collaborare ulteriormente sull’elettrificazione dei settori di utilizzo finale, sull’implementazione di tecnologie come la cattura e lo stoccaggio del carbonio e la cattura dell’aria, e sull’integrazione dell’energia rinnovabile nella rete elettrica.

I due stati si erano impegnati a presentare i loro obiettivi climatici nazionali per il 2035 nel 2025. Le discussioni sul periodo di tempo che i piani climatici dovrebbero coprire dopo il 2030 rimangono una delle ultime questioni irrisolte del regolamento dell’accordo di Parigi, con i negoziatori divisi tra cicli di cinque e dieci anni.

Yamide Dagnet, del World Resources Institute, ha affermato che la mossa di Cina e Stati Uniti potrebbe comportare “un possibile accordo” da raggiungere nei prossimi due giorni per fisare come standard un periodo di cinque anni.

Questo articolo è apparso per la prima volta su Climate Home News ed è stato ripubblicato qui per gentile concessione.