Clima, i preparativi per la conferenza COP26 al centro della discussione tra i ministri dell’Ambiente Ue

L'incontro dei ministri dell'Ambiente dell'UE a Brdo pri Kranju, in Slovenia, martedì 20 luglio 2021. [EPA-EFE/TOMI LOMBAR]

I ministri dell’ambiente dell’UE, riuniti per una sessione informale martedì 20 luglio a Brdo pri Kranju, in Slovenia, hanno discusso della conferenza delle Nazioni Unite sul clima COP26, che si terrà a Glasgow a novembre.

Il ministro dell’Ambiente sloveno Andrej Vizjak ha affermato che la discussione ha cercato di analizzare la situazione, i progressi compiuti e ciò che occorre ancora fare in vista della conferenza.

Vizjak, che ha presieduto l’incontro, ha descritto i colloqui, così come una presentazione del presidente della COP26 Alok Sharma, come eccezionalmente utili.

Rivolgendosi ai giornalisti dopo la sessione pomeridiana della ministeriale, Vizjak ha preso atto delle quattro principali aree su cui la conferenza COP26 vuole apportare progressi nei colloqui internazionali: mitigazione, adattamento, finanza e cooperazione.

Come è importante il pacchetto legislativo ‘Fit for 55’, di cui i ministri hanno discusso in mattinata, così lo sono i progressi a livello internazionale, ha affermato Vizjak.

“La ribalta politica sarà sicuramente sulle ambizioni globali nel campo della mitigazione, nonché sul finanziamento degli impegni e sul rafforzamento della politica di adattamento ai cambiamenti climatici”, ha aggiunto.

Vizjak ha preso atto del ruolo dell’UE come leader mondiale, impegnandosi a “fare tutto ciò che è in nostro potere” per ottenere risultati concreti alla conferenza.

“Siamo tutti d’accordo sul fatto che da un lato sia necessario completare il regolamento dell’accordo di Parigi sul clima, dall’altro bisognerà avviare una discussione sugli impegni finanziari oltre il 2025, vista la situazione globale” ha detto Vizjak, chiedendo di aumentare le ambizioni a tutti i livelli.

Il ministro sloveno ritiene inoltre che al momento della conferenza di Glasgow tutti gli eventi internazionali dovrebbero essere utilizzati per preparare e incoraggiare i partner globali dell’UE in merito a questo accordo globale.

Uno di questi eventi sarà la riunione dei ministri dell’ambiente del G20 a Napoli che si svolgerà giovedì 22 luglio, con Vizjak che invita i paesi a rispondere agli imperativi morali e alla leadership globale, adottando misure ambiziose per mantenere vivo l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius rispetto all’età pre-industriale.

“Tutti questi eventi sono una piattaforma preziosa per lo scambio di opinioni tra le parti dell’accordo a livello politico e gli esperti, quindi dobbiamo fare del nostro meglio per cogliere l’opportunità di ottenere il miglior risultato possibile a Glasgow”, ha affermato Vizjak, impegnandosi per conto della Slovenia a lavorare al meglio delle sue capacità per contribuire all’esito concreto della conferenza COP26.

Sharma ha detto di vedere il vertice di Glasgow come un momento chiave per il mondo intero. Avremo tutti bisogno di dimostrare di essere all’altezza della sfida e di essere sulla buona strada per frenare l’aumento medio delle temperature a 1,5 gradi, ha affermato.

Ha aggiunto che l’UE, con le sue capacità diplomatiche, sarà la chiave per raggiungere l’obiettivo. Ha elogiato la Slovenia per aver dato l’esempio pubblicando una strategia a lungo termine in cui si impegna a raggiungere la neutralità delle emissioni di CO2 entro il 2050.

Sharma ha poi invitato i paesi donatori ad aumentare i loro impegni finanziari sul clima entro il 2025. Vorrebbe che i paesi stabilissero un percorso chiaro prima della conferenza do Glesgow su come raggiungere l’obiettivo di 100 miliardi di dollari di contributo annuale dai paesi sviluppati ai paesi in via di sviluppo nel finanziamento della lotta alla crisi climatica.