Clima, i ministri dell’Ambiente Ue hanno approvato il taglio del 55% delle emissioni entro il 2030

epa08889500 Il Ministro dell'Ambiente tedesco, Svenja Schulze (L), parla con il suo omologo italiano, Sergio Costa, durante il Consiglio dei Ministri dell'Ambiente dell'UE presso la sede del Consiglio Europeo a Bruxelles, Belgio, il 17 dicembre 2020. EPA-EFE/FRANCISCO SECO / POOL

Durante la riunione del Consiglio dell’Unione tra i ministri dell’ambiente del 17 dicembre, è stato trovato un accordo sugli obiettivi climatici in vista del 2030.

Gli stati membri si sono impegnati a ridurre le emissioni di gas serra del 55% nei prossimi dieci anni. Il Parlamento, che vuole invece arrivare al 60%, è già pronto a dare battaglia.

In seguito agli accordi reggiunti durante l’ultimo Consiglio europeo, i ministri dell’ambiente hanno fissato l’obiettivo di ridurre le emissioni nette di gas serra almeno del 55% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. Un deciso passo avanti rispetto all’obiettivo preesistente del 40%.

Il Parlamento europeo ha però ben altre ambizioni. La plenaria ha infatti già approvato, ad ottobre, una legge sul clima che fissa l’obiettivo per la riduzione dei gas serra entro il 2030 al 60%. Gli eurodeputati chiedono anche un “carbon budget” e l’istituzione di un organismo indipendente in grado monitorare l’effettiva applicazione delle politiche ambientali.

Legge sul clima, via libera dell'europarlamento alla riduzione delle emissioni del 60% entro il 2030

Arriva il via libera ufficiale del Parlamento Europeo, riunito in sessione plenaria, alla proposta della socialdemocratica Jytte Guteland di ridurre le emissioni del 60% entro i prossimi 10 anni. Con 392 voti favorevoli, 161 contrari e 142 astensioni, gli eurodeputati confermano …

Il Consiglio e il Parlamento, con la mediazione della Commissione europea, si riuniranno nelle prossime settimane per trovare un accordo definitivo. Il punto di partenza è comunque l’accordo già trovato sulle zero emissioni entro il 2050.

Il ministro dell’ambiente tedesco Svenja Schulze, che ha presieduto la riunione dei ministri, ha affermato in una dichiarazione che la definizione del nuovo obiettivo per il 2030 sarà da esempio a livello internazionale e segna l’inizio di un percorso credibile verso la neutralità climatica nel 2050.

“Per il prossimo decennio, questo significa raddoppiare il nostro ritmo di azione per il clima. Tutti gli Stati membri dell’UE dovranno intensificare i loro sforzi”, ha affermato.

Gli scienziati dicono che l’obiettivo del 55%, già proposto dalla Commissione Europea, sarebbe lo sforzo minimo necessario per dare all’UE una possibilità realistica di diventare climaticamente neutrale entro il 2050.

Gli attivisti per il clima hanno accolto con favore l’accordo, ma aggiungono anche che non sarebbe ancora sufficiente.

“Per essere in linea con il limite di aumento della temperatura di 1,5°C, previsto dall’accordo di Parigi, l’UE deve ridurre le emissioni del 65% entro il 2030”, ha ammonito il capo dell’unità climatica del WWF, Imke Lubbeke.