Clima, i finanziamenti ai Paesi in via di sviluppo sono ancora troppo pochi: la Cop26 rischia di fallire

Un incendio in Amazzonia. [EPA-EFE/Fernando Bizerra]

I paesi ricchi non hanno raggiunto l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari l’anno per sostenere l’azione per il clima nelle nazioni in via di sviluppo nel 2019 e si prevede che mancheranno di nuovo l’obiettivo per il 2020, secondo il capo dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

Nel 2009, le nazioni più ricche del mondo si sono impegnate a fornire 100 miliardi di dollari di finanziamenti ogni anno entro il 2020 per aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare la crisi climatica, ma questo obiettivo non è mai stato raggiunto.

Solo 79,6 miliardi di dollari sono stati messi a disposizione nel 2019, l’ultimo anno per cui sono disponibili i dati, secondo l’Ocse. Si tratta di un aumento del 2% rispetto al 2018, ma non è ancora sufficiente per raggiungere l’importo promesso.

Dell’importo complessivo del 2019, il 25% è andato all’adattamento e il 64% alla mitigazione del clima. L’Asia è stata la principale beneficiaria dei finanziamenti tra il 2016 e il 2019, con il 43% del totale, seguita da Africa e Americhe. I contributi includono prestiti e sovvenzioni, più gli investimenti privati che gli enti pubblici hanno contribuito a mobilitare.

“Bisogna fare di più. Sappiamo che i paesi donatori lo riconoscono, con il Canada e la Germania che stanno portando avanti un piano per mobilitare i finanziamenti aggiuntivi necessari per raggiungere l’obiettivo dei 100 miliardi di dollari all’anno”, ha dichiararo il segretario generale dell’Ocse Mathias Cormann.

Per raggiungere l’obiettivo nel 2020 sarebbe stato necessario un aumento di 20 miliardi di dollari. Ma, anche se i dati del 2020 non saranno disponibili fino al 2022, l’Ocse ha già detto che è chiaro che il finanziamento fornito sarà inferiore all’obiettivo prefissato.

I paesi ricchi sono sotto pressione per impegnare più fondi prima del vertice sul clima COP26 di novembre, in cui leader mondiali cercheranno di raggiungere accordi per tagliare le emissioni più velocemente e scongiurare livelli disastrosi di riscaldamento globale.

“I limitati progressi nei volumi complessivi dei finanziamenti per il clima tra il 2018 e il 2019 sono deludenti, soprattutto in vista della COP26”, ha detto Cormann. “È più urgente che mai che i paesi sviluppati intensifichino i loro sforzi per fornire finanziamenti per l’azione climatica nei paesi in via di sviluppo, in particolare per sostenere i paesi poveri e vulnerabili a costruire una resilienza contro i crescenti impatti del cambiamento climatico”, ha aggiunto.

Lo scoppio della pandemia di coronavirus nel 2020 ha spinto i governi di tutto il mondo a dirottare i finanziamenti per sostenere le loro economie nazionali. Ma, senza il sostegno delle nazioni ricche, i paesi in via di sviluppo dicono di non essere in grado di sostenere gli enormi investimenti necessari per tagliare le emissioni o rafforzare le loro difese contro disastri ambientali come tempeste, inondazioni e l’innalzamento dei mari.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha avvertito questa settimana che i colloqui della COP 26 rischiano di fallire a causa della sfiducia tra paesi ricchi e poveri e il fatto che i Paesi ricchi non abbiano mantenuto gli impegni presi non fa che peggiorare la situazione.

Questa settimana l’Ue ha impegnato più fondi per sostenere l’azione per il clima nei paesi in via di sviluppo e ha esortato gli Stati Uniti a fare un passo avanti. “Se è vero che ogni paese ha una responsabilità, le grandi economie hanno un dovere particolare verso i paesi meno sviluppati e più vulnerabili”, ha sottolineato Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione mercoledì (15 settembre).

“Ci aspettiamo che anche gli Stati Uniti e i nostri partner facciano un passo avanti. Riuscire a colmare il divario dei finanziamenti per i Paesi in via di sviluppo insieme –  Stati Uniti e Ue – sarebbe un forte segnale per una leadership globale sul clima. È tempo di agire”, ha aggiunto.

L’amministrazione Biden in aprile si è impegnata a raddoppiare i finanziamenti pubblici americani per il clima entro il 2024 rispetto ai livelli medi dell’amministrazione Obama. Ma ancora, esperti e attivisti stanno esortando la più grande economia del mondo a fare di più.a