Carta dell’energia, corsa a due per il posto di segretario generale

Il segretario generale del Trattato sulla Carta dell'energia Urban Rusnák. [@SecGenEnCharter / Twitter]

La corsa per la leadership del Trattato sulla Carta dell’energia (Ect), di base a Bruxelles, sembra essere riservata a due candidati: il segretario generale uscente, lo slovacco Urban Rusnák, e il lussemburghese Guy Lentz, secondo fonti vicine alla questione sentite da Euractiv.

La Commissione europea ha già espresso obiezioni formali sulla riconferma del leader uscente per i prossimi cinque anni. Rusnák ricopre l’incarico dal 2012, mentre l’altro candidato, Guy Lentz, è il responsabile per l’energia del Lussemburgo al Consiglio dell’Unione europea.

I Paesi europei hanno tempo fino alla fine di marzo per presentare le loro candidature, ma non ne risultano di ulteriori, da quanto ha raccolto Euractiv. “Guy Lentz si è candidato il 22 dicembre”, ha dichiarato una fonte diplomatica Ue. Un’altra fonte ha confermato che lui e Rusnák sono gli unici candidati.

Molti attivisti hanno criticato il Trattato sulla Carta dell’energia perché ritenuto responsabile di ostacolare l’azione per il clima. Il trattato è salito all’attenzione mondiale a febbraio, quando il gigante dell’energia tedesco Rwe l’ha sfruttato per chiedere una compensazione da 1,4 miliardi di euro all’Olanda per la sua eliminazione pianificata dell’uso del carbone.

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La corsa per la leadership del Segretariato dell’Ect è passata sotto traccia negli ultimi mesi. L’obiezione formale dell’Ue alla rielezione di Rusnák è stata presa all’unanimità, una decisione che lo slovacco ha contestato davanti al tribunale dell’Organizzazione internazionale del lavoro.

“Vorrei sottolineare che, al contrario di quello che dicono alcune voci, non c’è limite al numero di mandati come segretario generale, né al numero di volte in cui un candidato può essere nominato”, ha dichiarato Urban Rusnák a Euractiv.

La candidatura dello slovacco sarebbe supportata dal Kazakistan, che ha inoltrato la richiesta ufficiale per la sua rielezione, secondo fonti vicine alla materia.

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Controversie

La rielezione di Rusnák come segretario generale della Carta dell’energia è particolarmente controversa. Due anni fa, lo slovacco è stato colpito dalle critiche in un rapporto interno trapelato che analizzava dettagliatamente i problemi dell’organizzazione.

Il report, scritto dall’allora segretaria generale aggiunta dell’Ect Masami Nakata, attribuiva a una riorganizzazione malriuscita da parte di Rusnák i problemi del segretariato. Nel rapporto, lo slovacco veniva criticato per i suoi metodi, tra cui la “selezione non trasparente e non professionale dei funzionari” e il taglio illegittimo di membri dello staff, che secondo Nakata “minavano la funzionalità dell’organizzazione intera”.

Nakata era stata allontanata dall’ufficio poco dopo che il report era stato pubblicato da Euractiv. Rusnák l’aveva accusata di aver appositamente rilasciato il documento e che il suo contenuto recasse informazioni “confidenziali e personali, oltre che accuse false e intenzionalmente malevole” contro di lui e altri membri del Segretariato.

Nella sua candidatura per il posto, Rusnák ha delineato la sua visione del Trattato sulla Carta dell’energia per il 2026: “un’organizzazione di nicchia, che protegga gli investimenti sostenibili per la transizione a bassa intensità di carbonio”.

Per quanto riguarda il Lussemburgo, la sua posizione sull’Ect è cambiata. Mentre il ministro dell’Energia del Granducato Claude Turmes era sempre stato in prima linea per chiedere l’uscita dal Trattato, recentemente ha ritrattato sostenendo che prima sia necessaria una riforma dell’accordo.