Caldo nel Mediterraneo che brucia: le immagini dallo spazio sono apocalittiche

La temperatura della superficie terrestre misurata da Copernicus in Grecia e Turchia tocca picchi di 53 gradi. [Foto missione Copernicus Sentinel3]

È l’immagine del giorno quella catturata dalla missione Sentinel3 di Copernicus che mostra il Mediterraneo orientale rosso fuoco. Dopo Sardegna, Sicilia, Italia centrale e Spagna, anche la Turchia e la Grecia sono assediate dagli incendi.

I danni ambientali sono enormi ma si contano anche vittime tra gli esseri umani: sono almeno sette i morti in Turchia, che si sommano alle oltre 500 persone che hanno avuto bisogno di assistenza medica, e diversi sono i feriti anche nella zona del nordovest del Peloponneso in Grecia. La siccità e le temperature elevatissime fanno sì che gli incendi si propaghino e si estendano con una facilità devastante e rendono difficile domarli.

Con il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, con cui erano arrivati quattro Canadair in Sardegna, due dei quali proprio dalla Grecia, si è mobilitato anche l’aiuto per la Turchia: due Canadair dalla Spagna e uno dalla Croazia sono stati inviati nel Paese per combattere centinaia di incendi.
“L’Ue è in piena solidarietà con la Turchia in questo momento molto difficile. (…) I nostri cuori vanno alla popolazione turca che ha perso i propri cari e ai coraggiosi primi soccorritori che stanno facendo del loro meglio per combattere incendi mortali”, ha detto il commissario Ue per la Gestione delle crisi Janez Lenarcic.

Incendi in Sardegna, l'Ue mobilita il sostegno immediato di Francia e Grecia

La protezione civile italiana ha chiesto aiuto all’Ue attraverso il meccanismo di protezione civile europea nella lotta contro gli incendi in corso in Sardegna nella zona del Montiferru. Attivato immediatamente il sostegno di Francia e Grecia.

Janez Lenarčič, commissario per la …

Tutti gli studi sul tema confermano da tempo che il Mediterraneo, con la sua geografia e la sua ricchezza in termini di biodiversità è destinato ad essere una delle aree maggiormente colpite dalle conseguenze dell’aumento della temperatura terrestre. Nel report del progetto europeo LIFE  SMART4Action, leggiamo che “Si prevede che il riscaldamento futuro nella regione del Mediterraneo arrivi a superare i tassi di aumento globale del 25%, in particolare con un riscaldamento estivo ad un ritmo di crescita del 40% superiore alla media globale. Anche assumendo di riuscire a contenere il riscaldamento globale entro 1,5 °C, in ottemperanza agli accordi di Parigi, è stato previsto che il Mediterraneo avrà un aumento di 2,2 °C nelle ore diurne”.

Strategia europea sul clima, l'importanza delle foreste

Il piano sul clima per il 2030, presentato dalla Commissione europea, ha posto sotto i riflettori il tema delle foreste: esse sono il principale “pozzo di assorbimento del carbonio” d’Europa e la loro capacità di immagazzinare anidride carbonica deve essere …

A metà luglio la Commissione ha annunciato annunciato i piani per ridurre le emissioni nette nell’UE del 55% entro il 2030: i punti cardine sono trasporti più puliti, energia rinnovabile ed edifici sostenibili, riduzione delle emissioni industriali ma anche protezione delle foreste. Sul la pagina del sito della Commissione dedicata al green deal si dice proprio che “Ripristinare la natura e permettere alla biodiversità di prosperare di nuovo offre una soluzione rapida ed economica per assorbire e immagazzinare l’anidride carbonica. La Commissione propone quindi di ripristinare le foreste, i suoli, le zone umide e le torbiere d’Europa. Questo aumenterà l’assorbimento di CO2 e renderà il nostro ambiente più resistente al cambiamento climatico”.
Bisogna però fare presto.