Biodiversità, al via a Marsiglia il più grande summit dall’inizio della pandemia

Il presidente francese Emmanuel Macron saluta l'attore statunitense Harrison Ford durante il Congresso mondiale sulla conservazione dell'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) a Marsiglia. [EPA-EFE/GUILLAUME HORCAJUELO]

“Non esiste un vaccino per un pianeta malato”, ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in apertura del Congresso mondiale sulla conservazione dell’IUCN, domenica 5 settembre a Marsiglia, come racconta il Guardian, media partner di EURACTIV.

Intervenendo all’apertura del Congresso mondiale sulla conservazione dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), il presidente ha richiamato gli avvertimenti di eminenti scienziati secondo cui l’umanità deve risolvere le crisi in corso con il clima e la natura in modo congiunto, altrimenti non risolverà nessuna delle due, esortando il mondo a recuperare il ritardo nella prevenzione della perdita di biodiversità.

“Non esiste un vaccino per un pianeta malato”, ha detto Macron, descrivendo in dettaglio i compiti urgenti da realizzare: eliminare gradualmente l’uso dei pesticidi, porre fine all’inquinamento da plastica ed eliminare le materie prime legate alla deforestazione delle foreste pluviali dalle catene di approvvigionamento di tutto il mondo.

In un lungo discorso, Macron ha affermato che il mondo deve concordare obiettivi e assumere impegni finanziari per la natura equivalenti a quelli per il clima, e ha affermato che al momento del lancio del congresso spingerà affinché le regioni polari della Terra siano riconosciute come risorse globali comuni.

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Migliaia di scienziati, esperti di conservazione e funzionari sono arrivati a Marsiglia per il vertice, che ospiterà eventi sia in presenza che online, per discutere e condividere idee relative alla protezione della natura.

L’incontro si svolge con un anno di ritardo a causa della pandemia di Coronavirus, e a poche settimane dall’avvio del vertice delle Nazioni Unite sulla biodiversità a Kunming, in Cina, dove si spera che i paesi concordino un “accordo di Parigi per la natura”.

In un messaggio registrato, il primo ministro cinese Li Keqiang ha affermato che i paesi devono lavorare insieme per creare un “mondo pulito e bello”, evidenziando l’enorme viaggio di un branco di elefanti asiatici nello Yunnan come esempio del crescente successo della Cina negli sforzi di conservazione.

“Molti luoghi sono stati colpiti da rare tempeste e inondazioni. Gli eventi meteorologici rappresentano una grave minaccia per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’umanità e rendono la protezione della natura e le questioni di sicurezza globale non tradizionali [scelte] più preveggenti”, ha affermato Li.

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L’attore e attivista ambientale Harrison Ford, parlando a nome di Conservation International, ha reso omaggio al ruolo dei giovani ambientalisti nella protezione della natura e nella lotta alla crisi climatica.

“I rinforzi sono in arrivo”, ha detto Ford. “Ora sono seduti nelle aule, si avventurano sul campo per la prima volta, scrivono le loro tesi, guidano marce, organizzano comunità, stanno imparando a trasformare la passione in progresso e il potenziale in potere. Ma non sono ancora qui. Tra qualche anno ci saranno”.

Ford, appassionato attivista per la salvaguardia dell’Amazzonia, ha evidenziato il ruolo delle comunità indigene nella protezione della natura.

In un evento parallelo, gruppi indigeni, accademici e attivisti di 18 paesi si sono riuniti sempre a Marsiglia per una “controconferenza” chiamata Our Land Our Nature.

I delegati vogliono evidenziare il modo in cui le popolazioni indigene sono messe in pericolo in nome delle ambizioni internazionali di creare spazio per la fauna selvatica.

Una sfida chiave è l’obiettivo di proteggere il 30% del pianeta entro il 2030, che secondo gli attivisti potrebbe violare i diritti di molte popolazioni indigene.

“Penso che dobbiamo ripensare alla definizione di aree protette, quelle che esistono, e dobbiamo cercare un modello più sofisticato di biodiversità e conservazione”, ha affermato il dottor Mordecai Ogada, direttore di Conservation Solutions Afrika. “Dobbiamo scomporre la narrazione in pezzi molto più piccoli e complessi”.

Centinaia di manifestanti, tra cui rappresentanti di Survival International, Extinction Rebellion, Rainforest Foundation e Minority Rights Group, si sono riuniti alla Porte d’Aix, che segna il vecchio punto di ingresso a Marsiglia, e hanno marciato verso il porto della città sotto la pioggia battente. La manifestazione si è conclusa con discorsi, piccoli spettacoli teatrali e canti.

Questo articolo è apparso originariamente nella sezione Ambiente del Guardian ed è stato ripubblicato qui per gentile concessione.