La protezione del clima ha bisogno di soluzioni radicali, dichiara il direttore di Oxfam Francia

Secondo Duflot, le energie rinnovabili sono la soluzione perché "l'unico modo [per combattere il riscaldamento globale] è lasciare i fossili nel terreno". [Maxime Riché/Oxfam France]

Per affrontare il cambiamento climatico e le disuguaglianze sociali che ne derivano è necessario un cambiamento radicale, in particolare nelle politiche pubbliche, ha dichiarato Cécile Duflot, ex ministra dell’ambiente e attuale direttore generale di Oxfam Francia, in un’intervista esclusiva a EURACTIV France.

Leggi qui l’intervista completa in francese.

Il cambiamento climatico crea disuguaglianze a livello globale. I Paesi più sviluppati producono “la stragrande maggioranza dei gas serra”. mentre i più poveri “sono le prime vittime delle conseguenze negative” derivanti dal cambiamento climatico, ha spiegato Duflot, attribuendo ciò alla “costante negligenza delle emissioni importate”.

All’interno dei Paesi ricchi, gli attori più avvantaggiati economicamente, come “banche e istituzioni finanziarie”, nonché “famiglie miliardarie che possiedono un gran numero di grandi aziende francesi”, rappresentano coloro che contribuiscono maggiormente al cambiamento climatico.

Cambiare strategia di azione…

La strategia politica proposta da Duflot si basa su la possibilità di applicare una tassa sul carbonio – un’opzione interessante, anche se, secondo il direttore generale di Oxfam, permane il rischio che un tale metodo aumenti le disuguaglianze sociali. “Dovremmo ridurre le emissioni di carbonio da parte di tutti, compresi i singoli individui. Ad ogni modo fare unicamente ricorso alla tassazione sul carbonio non risolverebbe il problema”, ha dichiarato Duflot.

La lotta al cambiamento climatico si può attuare anche agendo sulla regolamentazione di alcuni settori, ad esempio attraverso il divieto di produrre “veicoli troppo pesanti e che consumano troppa energia” e “prodotti che non sono stati progettati per durare nel tempo”, ha aggiunto Duflot.

Anche gli investimenti e gli appalti pubblici sono di fondamentale importanza, ha sottolineato.

Secondo Duflot, è necessario lavorare sullo “sviluppo di modalità di trasporto alternative, accorciando le distanze tra luoghi di residenza e lavoro”, ma anche sulla “ristrutturazione termica delle abitazioni”. Altrimenti, “non ce la faremo”.

Il direttore generale di Oxfam ritiene necessario anche rendere più ecologico il trasporto merci, ad esempio attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili (anziché combustibili fossili) per alimentare le navi. Come per il settore dell’aviazione, si tratta di aree in cui “dobbiamo essere ancora più incisivi, e l’Europa potrebbe farcela”. “Abbiamo bisogno di una svolta”, ha dichiarato Duflot.

“La crescita verde è una menzogna. Non esiste”, ha aggiunto l’ex ministra dell’Ambiente.

…per cambiare la qualità di vita

Questo cambiamento di strategia dovrebbe anche accompagnare la società verso uno stile di vita più sobrio, in cui ad esempio riparare oggetti, utilizzare meglio i trasporti pubblici, spostarsi a piedi o in bicicletta e avere soluzioni alternative alla plastica, dovrebbe divenire la norma.

“Non vi è altro strada che la sobrietà, altrimenti questa ci verrà imposta dai disastri ecologici che stiamo vivendo”, ha aggiunto.

Alla domanda di EURACTIV sulla possibilità di prevedere un “capitale di carbonio pro capite”, Duflot ha risposto che rappresenterebbe sicuramente una soluzione più equa di una tassazione con cui “i più facoltosi possono continuare a inquinare, al contrario dei più poveri”.

Senza impedire alle persone di viaggiare, “sostituire i voli a corto raggio con i treni” è una possibile soluzione, ha aggiunto.

L’energia del futuro

Secondo Duflot, le energie rinnovabili rappresentano la chiave di svolta in quanto “l’unico modo [per combattere il riscaldamento globale] è lasciare i combustibili fossili nel terreno”.

Anche l’energia nucleare non è più un’opzione praticabile, ha aggiunto, sottolineando i “limiti in termini di sicurezza” e “l’interruzione del ciclo idroelettrico”, che secondo Duflot presto “non permetterà più alle centrali nucleari di raffreddarsi correttamente”.

Piuttosto che investire e proseguire gli sforzi per sviluppare l’energia nucleare – come sostengono, ad esempio, il presidente francese Emmanuel Macron e il suo governo – “il nostro lavoro scientifico dovrebbe essere quello di catturare queste energie [eolica, solare…] che saranno disponibili finché sopravviverà il nostro pianeta”, ha aggiunto Duflot.

Ad esempio, “la Danimarca e il Portogallo hanno dimostrato che, in alcuni giorni, il 100% del loro consumo di elettricità è prodotto da energie rinnovabili”.

Affrontati a malapena durante il periodo elettorale tali questioni sono state “totalmente trascurate” durante la campagna elettorale per le presidenziali francesi e sono state affrontate “solo in minima parte” durante le elezioni legislative di giugno, ha dichiarato Duflot.

Alla domanda sulla necessità di una linea politica radicale a sinistra o nel suo ex partito dei Verdi, Duflot ha risposto che “non è una questione di linea, ma di efficienza: possiamo usare il termine ‘ambizioso’ se non si vuol dire ‘radicale’, ma in ogni caso abbiamo bisogno di una risposta di ampio respiro”.

Tuttavia, le questioni climatiche sono molto sentite dai francesi: “La maggioranza della popolazione ha preso consapevolezza della necessità di agire per il clima”, ha dichiarato ancora l’ex ministro.

“Sono molto più fiducioso in quanto vedo il desiderio dei giovani di trovare soluzioni molto innovative e low-tech per ridurre gli sprechi”.

Secondo Duflot, la realtà ci si presenterà di fronte in modo “molto brutale” e ci costringerà ad agire.

Anche se questo potrebbe portare ad incendi, siccità e roghi, Duflot rimane ottimista: “Sappiamo esattamente quali sono le cause e come bisogna agire” ha aggiunto.

“La pandemia ci ha permesso di comprendere come un evento possa riguardare tutta l’umanità nel complesso, come ciò che prima sembrava impossibile da realizzare possa trovare riscontrò nella realtà, e come siamo in grado di intraprendere azioni su grande scala ad una velocità eccezionale. Ed è questo ciò che dobbiamo continuare a fare con il cambiamento climatico”, ha concluso Duflot.