Scontri Irlanda del Nord: Dublino propone un summit Ue-Uk-Eire, ma Londra non sarebbe interessata

Il primo ministro irlandese Micheál Martin [EPA-EFE/JOHN THYS]

Preoccupazione espressa dal primo ministro irlandese per le violenze risvegliate dalla Brexit in buona parte dell’Ulster, con un appello nell’anniversario dell’accordo del Venerdì santo sul quale però la sponda britannica non avrebbe manifestato “alcun entusiasmo”.  

“Il dialogo tra Ue e Regno Unito è necessario”, ha detto il primo ministro d’Irlanda (Eire) Micheál Martin ai leader nordirlandesi dopo i numerosi scontri che si sono alternati da prima di Pasqua, facendo ripiombare l’Ulster nella grigia epoca dei troubles.

Turbolenze risvegliate dall’attuazione della Brexit, fortemente sostenuta da quegli unionisti filo-britannici che oggi contestano le sue conseguenze, nonostante si sapesse in lungo e in largo che esse avrebbero generato problemi, in  particolare in Irlanda del Nord. Gli estremisti lealisti, infatti, non ci hanno messo molto a riprendere la strada della guerriglia, estesa ora anche ai repubblicani filo-irlandesi. Preoccupato per le rinnovate violenze nella regione Martin ha detto che “l’Irlanda è disposta ad aiutare in ogni modo possibile”.

La data dell’accordo del Venerdì santo (il 10 aprile 1998) che mise fine alle ostilità è ricorsa proprio nei giorni in cui le due fazioni hanno ripreso a fronteggiarsi di città in città, strada per strada. Con in mezzo la polizia locale in estrema difficoltà nel cercare di tenere divise le fazioni, spesso presa di mira da molotov e lancio di oggetti.

Il taoiseach irlandese avrebbe scelto la ricorrenza della fine dei troubles per dare il suo messaggio distensivo, dicendo di aver informato Bruxelles della volontà di istituire un summit intergovernativo e aggiungendo che “tutti” sono sulla stessa linea d’onda “per fermare la violenza, ridurre le tensioni ed evitare qualsiasi escalation”.

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Gli scontri tra forze dell’ordine ed estremisti lealisti vanno ormai avanti in diverse località dell’Ulster da oltre una settimana e si sono estesi anche alle frange repubblicane. Polizia in affanno, si teme un’escalation nel weekend.

La settimana che si sta chiudendo …

A Londra però non sembra esserci tutta questa volontà di sedersi al tavolo del confronto. The Guardian cita fonti che sosterrebbero che “i suggerimenti di Dublino”, su “una conferenza intergovernativa di alto livello per aiutare a stabilizzare la situazione”, non avrebbero incontrato “alcun entusiasmo da parte britannica”.  

Affermazioni di una fonte sostengono che i vertici politici nordirlandesi non sarebbero in grado di fronteggiare questa rinnovata crisi nata dall’attuazione della Brexit. “L’opinione di Dublino è che la leadership politica necessaria per stabilizzare la situazione non verrà dall’Irlanda del Nord in questo momento”, ma dovrà “venire dai due governi”, ha detto la fonte, aggiungendo che “Dublino ritiene che un tale incontro fornirebbe un modo molto visibile per rassicurare la gente che il centro terrà”.

Sull’Observer, riportato dal Guardian, è uscito nel fine settimana un intervento di Jonathan Powell, capo negoziatore britannico in Irlanda del Nord dal 1997 al 2007, dove sostiene che “Johnson ha mentito sugli effetti del suo accordo sulla Brexit” e che “l’attuale ritorno alla violenza richiede abilità di stato piuttosto che giochi”.

“Tutto questo richiede che il governo britannico inizi a prestare attenzione all’Irlanda del Nord piuttosto che usarla cinicamente”, ha scritto Powell, accusando che “i peggiori problemi in Irlanda sono sempre accaduti quando la Gran Bretagna la ignora”.

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Secondo il Financial Times l’Ue sarebbe pronta a dare il via libera all’adesione del Regno Unito alla Convenzione di Lugano, un accordo del 2007 che determina quali tribunali hanno giurisdizione sulle controversie transfrontaliere civili e commerciali.
Con l’uscita del Regno Unito …

“E significa non usarla più come ariete in un nuovo conflitto post-Brexit con l’Ue”, ha detto l’ex mediatore aggiungendo come, “soprattutto, significa essere chiari con il popolo dell’Irlanda del Nord su dove si trova. Il governo non può più rivendicare mani pulite se non riesce a fare questi passi e il risultato del suo approccio politico è lo scioglimento della pace in Irlanda del Nord.”

Anche i laburisti chiedono a Johnson di istituire una conferenza intergovernativa britannico-irlandese, concepita dall’accordo come una “valvola di fuga” per gestire disaccordi e tensioni ed evitare ulteriori e peggiori scontri.

Ma, fino a quando la disputa legale sul protocollo dell’Irlanda del Nord tra l’Ue e il Regno Unito non verrà risolta, sarà molto difficile che possano partire i colloqui intergovernativi per arrivare ad una road map nordirlandese e scongiurare ad oggi la recrudescenza delle violenze. Con l’incognita di quel che faranno i gruppi paramilitari il cui ruolo, anche sui recenti scontri, a sentire le fonti locali, non sarebbe ancora chiaro.