Regno Unito fuori dall’Erasmus: l’Irlanda pagherà le borse di studio agli studenti nordirlandesi

epa08902827 Una foto messa a disposizione dal n. 10 di Downing Street che mostra il primo ministro britannico Boris Johnson durante la conferenza stampa dopo un affare Brexit, dalla sala del Gabinetto, a Londra, in Gran Bretagna, il 24 dicembre 2020. HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

L’accordo per la Brexit è chiuso e con esso la possibilità, per i giovani del Regno Unito, di partecipare al programma Erasmus+. A fare eccezione saranno gli studenti dell’Irlanda del Nord che si vedranno finanziare le borse Erasmus dal governo irlandese. Nel resto della Gran Bretagna si passa invece al programma Turing.

Tra i danni collaterali della Brexit ci sarà il ritiro del Regno Unito dal programma Erasmus+, probabilmente il più simbolico e di successo tra i progetti europei. Gli studenti del Regno Unito non potranno più essere beneficiari delle borse Erasmus e, con esse, dovranno rinunciare a parte di quelle esperienze di crescita personale e culturale che tanto importanti sono nella creazione di un popolo europeo, almeno tra i più giovani.

Ci sarà però una notabile eccezione. Dublino ha infatti deciso “di estendere i benefici del programma Erasmus+ agli studenti dell’Irlanda del Nord anche dopo la Brexit”, come ha dichiarato il ministro irlandese per l’istruzione superiore, Simon Harris, in un’intervista all’emittente RTÉ.

Stando alle sue parole l’impegno sarebbe “permanente”. Dare la possibilità di usufruire delle borse Erasmus agli studenti dell’Irlanda del Nord sarebbe infatti non un costo, ma un investimento, aggiunge Harris, precisando che il governo di Dublino stanzierà circa 2 milioni di euro all’anno per lo scopo.

Gli studenti dell’Irlanda del Nord dovranno allora iscriversi temporaneamente presso istituti e università irlandesi per poter partecipare al programma, aggirando così le conseguenze delle Brexit.

La dichiarazione del governo irlandese arriva in risposta all’annuncio del primo ministro britannico, Boris Johnson, dell’uscita del Regno Unito dal programma Erasmus.

La decisione è stata “difficile” ha confessato Johnson, aggiungendo però che la partecipazione all’Erasmus è stata valutata “estremamente costosa” per le casse britanniche.

Johnson ha invece affermato che il Regno Unito lancerà un nuovo progetto in onore di Alan Turing, un matematico considerato il padre dell’informatica moderna, che fu a capo della squadra che ha decifrato il codice Enigma, utilizzato dai nazisti nel 1941.

“Gli studenti avranno l’opportunità non solo di andare nelle università europee, ma anche nelle migliori università del mondo”, ha detto il primo ministro.

I dettagli del programma Turing sono ancora da chiarire, ma le critiche alla decisione del governo britannico non hanno tardato ad arrivare.

“Ci sarà molta attenzione, giustamente, sui costi economici della Brexit”, ha twittato il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon, che ha aggiunto: “Porre fine alla partecipazione del Regno Unito all’Erasmus, un’iniziativa che ha ampliato le opportunità e gli orizzonti per tanti giovani, è un atto di vandalismo culturale da parte del governo britannico”.