L’Ue minaccia un’azione legale contro il Regno Unito

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. [EPA-EFE/ARIS OIKONOMOU / POOL]

Ultimatum della Commissione: “Londra ritiri disegno di legge entro fine mese, mina la fiducia reciproca”.

La Commissione europea ha dato tempo al Regno Unito fino alla  fine del mese per ritirare il disegno di legge sul mercato interno che rimette in discussione l’accordo di recesso raggiunto con Bruxelles. La dichiarazione fa seguito all’incontro convocato d’urgenza a Londra tra il ministro britannico Michael Gove e il vicepresidente della Commissione europea Maros Sefcovic, che  “ha invitato il governo britannico a rimuovere queste misure  dal disegno di legge il prima possibile e, comunque, entro la  fine del mese”.

L’Unione europea ha precisato che, qualora Londra non ritirasse la proposta di legge, non esiterà a ricorrere alle vie legali. Il vicepresidente Sefcovic ha dichiarato, senza mezzi termini, che l’attuazione tempestiva e completa dell’accordo di ritiro, compreso il Protocollo sull’Irlanda/Irlanda del Nord – che il primo ministro Boris Johnson e il suo governo hanno approvato e che le Camere del Parlamento del Regno Unito hanno ratificato, meno di un anno fa – è un obbligo giuridico. L’Unione europea si aspetta che la lettera e lo spirito di questo accordo siano pienamente rispettati. La violazione dei termini dell’accordo di ritiro violerebbe il diritto internazionale, minerebbe la fiducia e metterebbe a rischio i negoziati sulle relazioni future in corso.

Il progetto di legge proposto da Londra costituisce una violazione delle disposizioni sostanziali del Protocollo: l’articolo 5, paragrafi 3 e 4, e l’articolo 10 sulla legislazione doganale e sugli aiuti di Stato. Inoltre, il governo del Regno Unito violerebbe l’obbligo di buona fede previsto dall’accordo di ritiro (articolo 5), in quanto il progetto di legge mette a repentaglio il raggiungimento degli obiettivi dell’accordo.

Sulla questione è intervenuta anche Nancy Pelosi, la speaker democratica della Camera. Non c’è “assolutamente nessuna possibilità” che un accordo commerciale con il Regno Unito venga approvato dal Congresso degli Stati Uniti se Londra rompe l’accordo con l’Ue, ha avvertito mercoledì 9 settembre.

“L’accordo del Venerdì Santo è il fondamento della pace in Irlanda del Nord e un’ispirazione per il mondo intero – ha aggiunto Pelosi -.È molto apprezzato dal popolo americano e sarà orgogliosamente difeso nel Congresso”.

Il disegno di legge proposto consentirebbe al Regno Unito di definire unilateralmente quali merci che viaggiano dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord debbano essere soggette a tariffe. La decisione di Johnson, oltre ad aver suscitato la dura reazione dei leader europei e dell’opposizione britannica,  è stata criticata anche dagli stessi conservatori e dall’ex premier Theresa May.