L’indipendenza della Scozia è probabile o inevitabile?

Una ragazza tiene in mano una bandiera scozzese mentre gli attivisti partecipano alla marcia All Under One Banner attraverso Glasgow, in Scozia l'11 gennaio 2020. Secondo quanto riferito, diverse migliaia di sostenitori dell'indipendenza scozzese hanno partecipato alla marcia. EPA-EFE/ROBERT PERRY

Se il Regno Unito è alle prese con alcune nuove problematiche, anche se prevedibili, legate alla Brexit, una di quelle ‘storiche’ torna con forza alla ribalta: la questione dell’indipendenza della Scozia.

La questione è al centro di una querelle terminologica, che però rileva l’importanza e la delicatezza del tema. Il giornalista Michael Gray ha scritto che Sir Graham Watson, nel corso di un evento dello European Movement in Scotland, ex leader liberale al Parlamento europeo, avrebbe detto pubblicamente che la Brexit rende “inevitabile” l’indipendenza scozzese e porterà la Scozia a rientrare nell’Unione Europea.
Graham Watson è un politico britannico, membro del Parlamento europeo dal 1994 al 2014 ed esponente dei Liberal Democratici. È stato persino capogruppo dell’ALDE al Parlamento Europeo prima di Guy Verhofstadt.

Sulla forza dirompente di questa affermazione si è scatenata una querelle su twitter tra il giornalista e gli organizzatori. Oggetto della disputa due parole: “Inevitabile” o “probabile”. L’account ufficiale dello European Movement in Scotland ha infatti risposto al tweet di Michael Gray così: “inevitabile: sicuro di aver sentito questo Michael? o probabile?”
A quel punto la replica di Michael Gray è stata sferzante: “Questo è quello che c’è scritto nel vostro comunicato stampa!”

Nel corso del webinar intitolato “How can Scotland maintain its links with the EU and its peoples?” del 30 luglio, in effetti Graham Watson ha affermato di condividere totalmente la visione del suo partito che identifica come negativa la disgregazione del Regno di Sua Maestà e ha detto letteralmente “Io mi identifico come cittadino scozzese, cittadino britannico, cittadino europeo e cittadino del mondo. Ritengo tuttavia che la Brexit porterà probabilmente alla disgregazione del Regno Unito e all’indipendenza della Scozia per tentare di entrare di nuovo nell’UE”.

Al di là della querelle specifica su questa questione di terminologia, il tema è comunque particolarmente caldo. 

Torna alla memoria il suggestivo discorso di Alyn Smith, europarlamentare per quattro legislature consecutive per il Partito Nazionale Scozzese, che nel corso del suo ultimo intervento in plenaria al Parlamento Europeo aveva chiesto ai colleghi di “lasciare accesa la luce di un faro in modo che la Scozia potesse un girono ritrovare la strada di casa”. Una casa chiamata Unione Europea. 

Per lo Scottish National Party di Nicola Sturgeon la strada di un referendum che riporti Edimburgo in Europa è un’ipotesi concreta: “Vogliamo tornare nel Parlamento europeo come una nazione indipendente”, aveva detto Sturgeon all’indomani della Brexit a un evento ospitato dallo European policy centre, intendendo il voto scozzese in occasione del Referendum sull’uscita del Regno Unito dalla UE come un mandato politico inequivocabile.